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Un napoletano al Giro - prima tappa
Il Diario di Raffaele Illiano
di Andrea Genovese
Prima settimana di transito; rodaggio; devo fare la gamba. Tutto giusto, tutto ok. Eppure, oggi, non ho resistito. Ero in testa al gruppo, quando è partita la prima fuga del Giro. Dei miei, nessuno intorno. E mi son detto: “Perché no?”. In palio, c’erano anche i punti del primo GPM.

Vincerlo, avrebbe significato indossare la maglia verde. Un simpatico obiettivo, quello di collezionarle, almeno in questa prima fase, dove si scalano poco più che cavalcavia. Nel 2004 indossai quella dell’Intergiro; un’astrusa classifica dei traguardi volanti. Eppure, era una gran bella sensazione essere chiamato, ogni volta, sul palco delle premiazioni. Un po’ di ricompensa, un po’ di visibilità, in cambio della fatica quotidiana. Oggi era domenica pomeriggio, e ho pensato: tutti davanti alla tv per il Gran Premio di Formula 1, poi sicuramente si passa al giro. E allora, dentro: un po’ per me, un po’ per la squadra.

Peccato che il mio tentativo sia durato solo pochi km. Non per la condizione, anzi; avevamo già quasi un minuto . Ma per una brutta caduta. Fondo stradale bagnato e scivoloso, come al solito, d’altronde, in Belgio, e mi è toccato un bel carico di escoriazioni sul lato sinistro. Il rientro in gruppo è stata cosa forzata; peccato: nell’azione si è inserito anche il mio compagno Missaglia, hanno guadagnato sino ad avere 7’ di vantaggio, per poi essere ripresi a venti dall’arrivo. Tempo per farmi vedere, e per andare a caccia di abbuoni e traguardi, ce ne sarebbe stato. Finale tranquillo, comunque: volatone, vince McEwen, noi allineati e coperti per aiutare Loddo: buon settimo posto il suo.

Maledetta pioggia. Dopo l’incidente al sellino di ieri, anche il ruzzolone. Proprio sfortunato, questo inizio di Giro. Dalle nostre parti, si direbbe “stuorta nasce, dritta vene”. Speriamo che sia così.

Tempo da lupi, comunque. Naturale pensare alla mia terra. Magari a Miseno, di questi tempi, si è già in spiaggia. Altro che Fiandre, altro che Vallonia. Ci vorrebbe una bella cronoscalata del Monte di Procida, come nel 1977! Ne parlavo proprio stamattina con Carmine Castellano, ex direttore di corsa della RCS. Ma pare ci sia spazio solo per un transito, non per un arrivo. Certo, sarebbe un sogno, riportare il Giro a Napoli. Sarebbe un grande schiaffo morale, per chi porta la corsa rosa in Belgio, dicendo che nel Mezzogiorno è inutile venirci, tanto non ci sono appassionati. Già me lo sogno: presentazione e partenza del Giro dallo Stadio San Paolo, con artisti e cantanti partenopei, magari Gigi D’Alessio. 80.000 persone, di sicuro. Altro che Belgio…

Non mi resta che consolarmi, dunque, col mio Napoli. Oggi è finita l’agonia della C. Per festeggiare, da Piacenza in poi correrò con un casco azzurro, areografato, col simbolo della mia passione. Sarà un altro modo per portare un po’ di Sud in questo Giro.
8/5/2006
  
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