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Un Napoletano al Giro – seconda tappa
Il Diario di Raffaele Illiano
di Andrea Genovese
Sembrava la Parigi-Roubaix. Secchiate d’acqua dal cielo, asfalto viscido, cadute. Era già toccato a me; sulla strada di Namur è toccato ad Alessandro Petacchi e a Dario David Cioni. La riprova che la corsa rende tutti uguali. Campioni e gregari, velocisti e scalatori. Ale-Jet si ritira, peccato. Il Giro perde un grande protagonista.

Quanto a me, che dire. Nemmeno ieri ho resistito Ancora in fuga, ancora davanti. Era chiaro che sarebbe stato difficile arrivare al traguardo, ma va bene così: ripresi a 20 km dall’arrivo, mi sono fatto vedere alla grande. La condizione inizia a salire, la gamba è buona; nel finale, ovviamente, non ne avevo più, e mi sono staccato per concludere senza spendere energie inutili. Certo, la classifica è già quello che è: 8’05’’ di ritardo, non male.

Sarà un vantaggio nelle prossime tappe: così lontano, non darò pensieri a nessuno, e potrò scattare quanto vorrò. Come inizio, comunque, ci siamo: due giorni, due azioni. In pieno stile Illiano. Qualcuno ha ragione; fossimo in Francia, il numero rosso del supercombattivo sarebbe mio! Peccato per questa febbre che mi è venuta addosso: il maltempo inizia a farsi sentire. Spero di poter guarire in fretta, e proseguire, altrimenti diventerà un inferno.

C’è l’ultima tappa in Belgio: da Wanze ad Hotton. Per fortuna è finita questa assurda trasferta. Il freddo, la pioggia e il vento lasciamoli alle classiche del Nord. Godiamoci il sole della nostra Italia.

A domani, caro diario.
9/5/2006
  
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