Altri Sport
Torna alla ricerca
Un Napoletano al Giro – Il giorno di riposo
Il Diario di Raffaele Illiano
di Andrea Genovese
Giornata di riposo? Macchè. Avessi fatto duecento chilometri, sarei stato meno stanco.

L’Italia mi ha dato il benvenuto con una bella tendinite. Certo, il dolore l’avevo già accusato nel finale di tappa lunedì, ma martedì notte è diventato insopportabile. Così, sveglia alle 9.30, e tutta la giornata a peregrinare per cercare un osteopata. Per fortuna, la febbre, almeno quella, se n’è andata via. Sembra non esserci pace per me, in questo avvio di Giro.

Proviamo a riepilogare: prima il salto del sellino; poi la caduta; l’infreddatura; infine il dolore muscolare. Niente male. Probabilmente, è questo il prezzo da pagare per il mio modo di correre: sempre in fuga, sempre all’attacco. "Più boschi giri, più lupi trovi", dice un antico adagio. Penso faccia al mio caso.

Guardiamo il lato positivo delle cose: ieri, almeno, ho ricevuto le prime “visite”. Mia madre, mia sorella e la mia ragazza. Un po’ di calore, dopo le fredde giornate in terra belga, mi darà sicuramente il giusto morale per ripartire. E ce n’è proprio bisogno: oggi c’è la cronosquadre. Da Piacenza a Cremona. Trentotto chilometri di Pianura Padana. Soffriremo da matti, noi, formazione di pesi-piuma. Il pronostico? Almeno 3-4 minuti dai colossi Discovery Channel e CSC, visto che i distacchi saranno effettivi e non calmierati come nelle ultime edizioni del Tour de France. Sarebbe un successone mettersi alle spalle qualche formazione, e sarà il nostro obiettivo di giornata.

Intanto, ho ricevuto il casco con lo scudetto del Napoli. Oggi, però, non è il caso di indossarlo. Ci vuole quello speciale per le prove contro il tempo. Almeno sull'aerodinamica cercheremo di non farci cogliere impreparati!

Ci vediamo all'arrivo, caro diario.
11/5/2006
  
RICERCA ARTICOLI