Calcio
La favola di Maradona
La sua storia a puntate – 149
di Mimmo Carratelli
Il 19 maggio 2003 è il giorno più importante della vita di questo ragazzo napoletano che è tuo figlio, caro Diego, che ha il tuo nome e che non hai mai visto, non hai mai voluto vedere, da quel 20 settembre del 1986, un sabato, in cui Cristiana Sinagra, che aveva ventidue anni, dalla camera 509 della clinica “Sanatrix” annunciò clamorosamente davanti alle telecamere: “Ho avuto un bambino. Mio figlio è il figlio di Maradona”.

Il figlio maschio che desideravi, ma che non puoi e non vuoi riconoscere. Perché hai già una famiglia, perché Claudia non ha mai voluto che lo riconoscessi. Ma che, forse, è un tuo segreto tormento. Un figlio maschio è quello che desideravi e Claudia ti ha dato due bambine.

Il bambino è cresciuto ed ora ha quasi diciassette anni. Ed è a Fiuggi per incontrarti, per vederti per la prima volta, da figlio a padre. Chissà quale tempesta di emozioni c’è nel suo cuore. Chissa che cosa gli dirai, pibe, tu che hai un cuore generoso, ma l’hai pervicacemente chiuso per questo ragazzo. Non è facile parlarne, Diego.

Ma a Fiuggi succede qualcosa. Diego Armando junior fa tutto da solo. Sa che sei sui campi del Circolo Golf Fiuggi. Si finge interessato alla scuola di golf per entrare sui campi. Ti segue buca per buca. Tu credi che sia uno scocciatore, un tifoso. Rotei la mazza come per minacciarlo. Ti allontani e, intanto, alcuni inservienti del Circolo portano via il ragazzo su una golf-kart.

Tutto finito senza che neanche cominciasse?

E’ rassegnato Diego Armando junior. Ma qualcuno lo invita a tornare sui campi. Tu sei là, Diego, che lo aspetti. E’ il giorno dei miracoli, questo?

Siete soli su un campo da golf e nessuno osa avvicinarsi. Il ragazzo racconterà: “Mi sono trovato faccia a faccia con papà. Non era sorpreso di vedermi. Sapeva che lo stavo cercando”.

Il vostro momento intimo è solo vostro. Vi abbracciate. “Lui aveva gli occhi lucidi” dirà Diego junior. Restate a parlare per un’ora. Ha parlato il tuo cuore, pibe?

Dirà ancora Diego junior: “E’ stata una sensazione bellissima. Ho conosciuto papà. Ci rivedremo. Non andrò a Cuba o in Argentina, verrà lui in Italia. In tutti questi anni è papà che si è perso qualcosa. Io vivo con persone che mi amano, la mamma, i nonni, gli zii. Ma era giusto che lo conoscessi. L’incontro è stato molto bello. A lui troppe persone stavano vicino e nessuna gli voleva bene. L’hanno usato e si è fatto usare”.

Parla con giudizio Diego Armando junior.

C’entra qualcosa, in questo incontro, la tua separazione da Claudia? Chi può dirlo, Diego. Questo è il segreto più segreto del tuo cuore. Una faccenda delicata di cui non è facile parlare, nessuno ne ha il diritto.

Che cosa nascerà dall’incontro di Fiuggi? Quando te ne torneai a Cuba, che cosa rimarrà di questo giorno in cui Diego Armando junior ti è apparso e vi siete abbracciati?

A Napoli, Cristiana Sinagra dichiara senza mai nominarti: “E’ stata la cosa più bella che potesse succedere. Lui non è cattivo. Sono accadute tante cose in questi anni. Sono convita che possa migliorare. Mi auguro anche che suo figlio possa aiutarlo in questo. Si vedrà. Quello che è accaduto a Fiuggi è importante. Ma è una storia tra loro due”.

Te ne torni a Cuba il 21 maggio. A Fiuggi, è venuto a trovarti Dino Celentano, uno dei pochi dirigenti del tuo Napoli che ti vuole veramente bene.

Alla partenza dici una frase dolce, a sorpresa: “Stavolta vado via felice. La prossima volta non avrà bisogno di cercarmi”.

Cresce una speranza vera per Diego Armando junior?

“Ho i suoi numeri di telefono” dice il ragazzo.

Parti con un bagaglio smisurato. Sono cose che non si trovano a Cuba? Comunque, te ne vai carico di pasta, scatole di pomodori, olio, parmigiano e con un set nuovo di mazze da golf. Te lo ha regalato Antonio Caliendo, il procuratore napoletano dei calciatori che ha avuto nella sua scuderia Roberto Baggio e Dunga.

C’è dell’altro nel tuo bagaglio, Diego? C’è, per sempre, il ricordo del figlio che hai conosciuto a Fiuggi?
19/4/2006
  
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