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Il declino
Amarezza!
Leggendo il giornale, mi sono soffermato a contemplare una foto che riportava la situazione critica della mia città: cassonetti della spazzatura riversati per terra dalla cieca rabbia di alcuni miei concittadini.
Per quanto cruda fosse la rappresentazione, ero quasi attratto dalla bellezza del suo sintetico realismo da dimenticarne il contesto e la dimensione temporale.
Poi d’incanto ho raccolto la mia residua lucidità e, per quanto allibito, non mi sono meravigliato dello scenario apocalittico che osservavo.
Perché? Perché la mia Napoli è:
- la città dell’abusivismo edilizio;
- la città della microcriminalità dilagante, della violenza impunita e dell’impossibilità di essere tutelati dalla legge se si subisce un furto o una violenza;
- la città della sicurezza violata;
- la città della sporcizia imperante, dove gli operatori ecologici (tranne alcune lodevoli eccezioni) pensano bene di leggere il giornale o prendere il caffé al sole, anziché ripulire le nostre strade;
- la città dell’assenteismo comunale e della scostumatezza degli impiegati delle pubbliche amministrazioni;
- la città del traffico permanente, dove, poi, in realtà avere l’auto sarebbe un lusso per molti. Sia per i più alti premi assicurativi vigenti, sia per l’inadeguatezza delle nostre strade alla circolazione degli autoveicoli, sia per l’impossibilità di parcheggiare, per mancanza di spazio e per la tracotanza dei parcheggiatori abusivi;
- la città del pizzo;
- la città dei fitti impossibili e dell’assurdità di acquistare una casa per le cifre pazzesche degli immobili. Per cui, o ci si adatta a casa dei genitori, o si sceglie di vivere in loculi nelle zone più degradate o ci si consegna in mano agli usurai, ufficiali e non;
- la città delle cartelle pazze;
- la città della Tarsu malefica;
- la città degli stipendi d’oro dei dipendenti comunali;
- la città dei servizi sanitari precari;
- la città degli autobus insufficienti e poco frequenti;
- la città dei controllori fantasmi che percepiscono uno stipendio base di € 1200. Mica male per non fare nulla?
- la città del lavoro che non c’è e se c’è, con la scadenza. Lavorare non è più un diritto!
- la città dei 100.000 cantieri e dei 1000 rumori;
- la città dell’ immondizia a iosa, degli inceneritori inesistenti, delle ecoballe senza dimora, del gradevole percolato, della salutare diossina, delle discariche impossibili;
- la città delle contraddizioni, dove però ci sono tante persone oneste che cercano di vivere, lavorare e tenere duro, ogni giorno con scarsi € 1000, se sono fortunate. Di resistere e sorridere quando il proprio sindaco permaloso pensa solo ad indignarsi se i giornali o qualche collega (di altra città) si soffermano, con provocazioni poco carine (ma vere), sui presunti problemi di Napoli.
Certo, direte voi, ma non è solo colpa sua se Napoli è una città difficile da gestire.
Ma noi non pretendiamo mica la risoluzione di tutti i problemi, neanche della metà.
Chiediamo solo un’amministrazione più seria e più consapevole. Che tenga conto della sofferenza della sua gente, di quelle persone che, in realtà, non hanno avuto molte scelte nell’elezione dei propri rappresentanti.
L’offerta politica non è un granché!
A me personalmente i gesti plateali (vedi America’s Cup), quelli di facciata, non sono mai piaciuti.
Ora, sarebbe più serio dimettersi, chiudersi in casa per qualche anno e non farsi più vedere con la speranza che il popolo possa dimenticare un governo carente, indifferente e poco sensibile.
Per fortuna, un signore, dopo anni di lunga agonia ha deciso di investire nel calcio.
Finalmente seguiamo un minimo di programmazione.
Certo è una magrissima e ridicola consolazione.
Vi sembro pessimista? Probabile.
Possiamo chiudere gli occhi e sognare.
Ma quando ci svegliamo, se ignoriamo commettiamo peccato. Peccato grave se siamo chiamati a rappresentare ed amministrare una città bellissima ma sempre indecentemente maltrattata.
Che tristezza!
2008-05-17 19:47:29 - Kosir

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