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Messa in napoletano
Il genovese non è un vernacolo, è una lingua tanto quanto il napoletano...
Tutto perfetto, anzi no.
Nessuno toglie nulla al napoletano, lingua - come è stato giustamente detto - di grande prestigio storico e letterario.
Ma anche il genovese non è un "vernacolo", è una variante di grande prestigio letterario della lingua ligure, definita come tale - tra gli altri - dalla prestigiosa Ethnologue e anche dall'Istituto linguistico gaelico scozzese Sabhal Mòr Ostaig.
E come tale è classificata nella normativa Iso.
Circa gli scrittori che, dal 1190 ad oggi, hanno dato prestigio alla lingua ligure e al genovese rimando alla pagina, molto ben curata, di Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_ligure
Non si risolve il grave problema del divieto delle funzioni religiose nelle lingue locali discriminando una lingua dall'altra, innescando controproduttive guerre tra poveri.
Innanzitutto bisognerebbe capire quale sia la differenza tra "lingua" e "vernacolo" (termine peraltro davvero pessimo per indicare una lingua locale) secondo il "motu proprio" del papa.
Non vorremmo certo che si facesse riferimento alla legislazione italiana, perché allora staremmo freschi: le lingue riconosciute dalla famigerata legge in materia 482/99 sono un'infima minoranza di quelle effettivamente parlate nel territorio dello Stato.
Inutile dire che né il genovese né il napoletano vi sono ricompresi, come nemmeno il piemontese, il veneto o il siciliano.
Ma così, probabilmente, non è, dal momento che l'Arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Mani, ha lo scorso mese proibito anche la Messa in lingua sarda, mentre la lingua sarda è tra quelle riconosciute anche dallo Stato italiano.
La Chiesa dovrebbe innanzitutto mettersi d'accordo con se stessa e chiarire se e come il diritto dei deboli da essa a parole proclamata valga anche per i diritti linguistici dei popoli senza Stato ai loro idiomi.
Poi dovrebbe mettersi d'accordo con l'Europa dei diritti civili, ed infine con i propri fedeli...
2008-01-05 17:29:01 - Gioann March Pòlli, http://linguedialetti.splinder.com

Messa in genovese
In quanto alla messa in lingua/dialetto locale volevo darvi la mia testimonianza di genovese sperando che il vostro Arcivescovo non sia altrettanto CHIUSO, per usare un eufemismo.
"Scrivo per manifestare il mio malessere nell'apprendere che quest'anno è stata negata la possibilità di partecipare alla messa in genovese. L'avevo seguita in questi ultimi due anni nell'abbazia del Boschetto il giorno dell'Epifania. Ebbene devo dire che mai come in quella occasione mi sono sentito vicino alla mia Chiesa e alla mia terra, con un misto di emozioni legate alla spiritualità e alla tradizione. Indipendentemente dai motivi di questa decisione (forse, per il nostro Arcivescovo, Dio non conosce il genovese?!), mi è stata negata questa opportunità, per cui volevo solo comunicarvi il disagio di un genovese nell'accettare una decisione che sa tanto di imposizione, di chiusura invece che di apertura a una di quelle "spinte" che vengono dal basso, in una parola dalla gente. Bastava solo un pò più di tolleranza e di "coraggio".
Un'occasione che si è voluta perdere, che si è voluta far perdere a tanti genovesi.
Saluti e buon anno a tutti."
2008-01-05 11:44:09 - Pasto

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