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Cronaca
Caro Assessore
Le iniziative non portate a termine hanno lasciato i cittadini tra un nuovo non compiuto ed un pregresso non risanato.
di Vincenzo Cicala
In data 17.1.2005 Vi inviai una lettera- non so se sia mai stata sottoposta all’attenzione della S.V.- in merito ad una intervista al dr: Raffaele Tecce Assessore al Commercio del Comune di Napoli su La Repubblica del 24 dicembre 2004:”Cento nuovi negozi a Scampia. Lo annuncia l’assessore al Commercio del Comune di Napoli, Raffaele Tecce”.

Ora ve ne andate a Roma. Scampia ha inaugurata una struttura diversa,telematica, costosa “La Piazza Telematica”, che avrebbe dovuto segnare il salto di qualità dall’ignoranza e dal bisogno alla civiltà mediatica del libero mercato. Devo dire che i traffici ed i commerci degli spacciatori di droga non hanno subito alcun danno o rallentamento da questo costoso insediamento d’avanguardia. Anzi, pian piano, le luci si sono spente, gli arredi, non usati, non hanno subita usura e, per entrare, basta chiedere permesso a chi vigila la struttura.

Dei negozi neanche l’ombra.

“Quella dannata edilizia non aveva previsto spazi per i negozi. Creare nuovi locali è un’idea che inseguiamo da anni; Vezio De Luca, quando era assessore all’urbanistica,impostò il piano regolatore mettendo in evidenza proprio la necessità di rompere quella che,da tecnico, chiamava la monofunzionalità del quartiere,un grande dormitorio popolato da persone di un unico ceto sociale”. Erano i mesi della grande faida, della visita di Ciampi alla Chiesa di S.Maria della Speranza, delle brucianti dichiarazioni di Bassolino ed io,avendo avuta occasione di conoscerVi e di ascoltarVi, mi dicevo che, più degli altri,avevate colto nel segno e mostravate di voler intraprendere una strada utile e fruttuosa per risanare l’ambiente, aiutare la povera gente, soprattutto dare lavoro ai giovani e sconfiggere la camorra.

“Al momento c’è solo uno studio di fattibilità ma è solo il primo passo. All’ordine del giorno, nella prima giunta del 2005,ci sarà l’approvazione di un vero e proprio progetto.”

“Una sperimentazione del bilancio partecipativo con tre obbiettivi: finanziare gruppi giovanili che producano eventi, favorire insediamenti commerciali e rendere le politiche sociali più efficaci.” Propositi certamente condivisibili,anzi la camorra si sconfigge proprio creando lavoro onesto,dignitoso e remunerativo.

Sembrava emergere dalle parole l’idea di affidare a cooperative di giovani del quartiere le iniziative commerciali relative ai cento negozi. La maniera giusta per non fare incontrare ai giovani solo il lavoro proposto dalla camorra:droga,prostituzione ecc…, rompere l’isolamento della monofunzionalità (delitto commesso una volta e rinnovato nel tempo) e dare una prospettiva di vita sociale al quartiere stesso.

Nella lettera proponevo un bando per i giovani del quartiere, un biennio di formazione per indurre uno spirito di aggregazione in modo da fare dei soci una comunità disposta a difendere il proprio privilegio. Si trattava di penetrare nel quartiere con una cellula capace di diffondere benessere, imprenditorialità ed onestà. Maiora premunt. Avete dimenticato i cento negozi e la necessità di rompere la monofunzionalità. Anzi Bassolino pare si accinga a fare nuove costruzioni…case case case. Tra poco verrà aprile,traslocherete a Roma. I cittadini di Scampia continueranno a star male,come prima, peggio di prima e la malavita a fiorire. Potreste, prima di andare via da Napoli, chiedere al Sindaco Iervolino,che si candida di nuovo , di inserire nel programma i cento negozi e la formazione (adeguata e rigorosa) delle cooperative, compresa la possibilità di un prestito di onore per l’avvio delle attività? Grazie.

Il lavoro è l’unico motore che possa creare a Scampia un’economia alternativa a quella della camorra,considerato che l’economia del quartiere si regge sulle attività illecite e quella lecita è l’alternativa da creare. E' naturale chiedersi se la “Piazza Telematica” possa diventare un sito che raccolga in rete aziende napoletane, italiane e straniere allo scopo di: 1°) portare l’offerta delle imprese napoletane sul più vasto mercato possibile,l’offerta del turismo,dell’artigianato, delle aziende orafe, dell’Alenia, del meglio che c’è nel Made in Naples 2°) essere uno sportello di consulenza delle imprese napoletane, per la soluzione aggiornata dei loro problemi di organizzazione di produzione, commerciale, di marketing 3°) costituire un centro per le domande di lavoro provenienti dal territorio e le offerte di lavoro provenienti da tutti i centri di produzione messi in rete.

Una simile utilizzazione della “Piazza Telematica” ne valorizzerebbe le possibilità e la renderebbe utile,ponendo al centro di Scampia un punto di riferimento per l’imprenditoria ed il lavoro. Lo Stato risponderebbe alla vigilanza maligna dell’estorsione camorristica che si impadronisce di ogni iniziativa redditizia con una protezione attiva del mondo della produzione e del lavoro e con una consulenza preziosa.

Nasce altresì naturale chiedersi perché gli enti Regione Provincia Comune non valorizzano quello che è il genius loci. A confine di Scampia e lungo tutta la strada Miano-Capodimonte e giù fino ai Ponti Rossi vi sono centinaia di piccole fabbriche di Porcellana, dalle mattonelle agli igienici ,agli oggetti con i decori e l’ornato tipico della Scuola di Capodimonte. D’altro canto proprio nel vicino Bosco vi è l’antica Fabbrica della Porcellana di Carlo III di Borbone,i cui prodotti, per pregio e rinomanza ,non furono e potrebbero non essere secondi a quelli delle fabbriche di Stato di Sèvres e di Meissen. Dato che la Regione ha finalmente approvato il Disciplinare della Ceramica Artistica e Tradizionale di Capodimonte come richiesto dalla legge 188/1980 e successive modifiche del 1996,le caratteristriche costruttive e di rifinitura di decorazioni e di colori che distinguono il prodotto di Capodimonte sono state codificate.

Il passo successivo,logico e naturale,sarebbe di creare, sulla falsariga di Sèvres e di Meissen, una Fabbrica di Stato per un prodotto di qualità e di alto costo,punto di riferimento e di collaudo per tutti coloro che vogliano produrre il “Capodimonte” per gli intenditori, senza macchiarlo e svilirlo. Il “Capodimonte” ha mercato in tutto il mondo,dagli Stati Uniti al Giappone ecc… ma è un pallone gonfio di aria perché non ha un punto di riferimento e di censimento. E davvero una Fabbrica di Stato sottolineerebbe la bellezza del Bosco, che ancora resiste ed è uno dei più bei luoghi di Napoli,rimarcherebbe il pregio ed il vanto del prodotto Carolino e Ferdinandeo, e porterebbe in zona milioni di euro puliti, prodotti dall’inventiva e dalla genialità partenopea, non dalla droga e dal mercimonio della bellezza delle ragazze napoletane. Il sindaco Iervolino che sta girando e raccogliendo voci e domande, perché non legge e non sente questa voce spontanea della terra di Napoli e la mette nel programma?

Se si ascolta la voce e si raccolgono i bisogni della gente,se al dire, in coerenza logica e benefica, segue il fare, si può guarire e rifondare Napoli. Ciò significa liberazione dalla camorra, buona amministrazione civica,formazione, lavoro.

Ciò significa liberazione dalle ideologie, dagli usi e costumi della politica, ridursi a considerare ed attenersi a quello che è lo scopo fondante di una comunità e di una democrazia,organizzarsi per soddisfare i bisogni di tutti in maniera equa e solidale. Le questioni di principiolasciamoli alle coscienze. Le tecniche di potere,partitocrazia, la spartizione dei beni pubblici, se si vuole sopravvivere,devono essere dimesse come abiti logori che si lasciano cadere. Il Buon Governo è divenuta una necessità,poiché la continuazione del Mal Governo, a livello centrale e locale, esaurirà le nostre risorse materiali e morali.

L’urgenza dei tempi impone di non distinguere tra Destra e Sinistra, tra “Maestri di Strada” e “Cavalli di razaa”, ma di seguire chi onestamente si propone il risanamento,dimostra di esserne capace e pone un seguito ai propositi con un’azione concreta ed in tempo utile.
22/3/2006
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