Cronaca
Il Primato della Ragion Pratica
Il benessere dell’uomo e delle comunità umane obbiettivo del progresso
di Vincenzo Cicala
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A Napoli l’inquinamento dell’aria è, prevalentemente, dovuto al traffico privato e agli impianti di riscaldamento e di refrigerazione.
Per malattie respiratorie ogni anno muoiono in Italia 40mila persone. Napoli è una delle città italiane più inquinate ed è tra quelle a più alta percentuale di malati dell’apparato respiratorio. Il rimedio è ridurre drasticamente il traffico privato ed incrementare il trasporto pubblico e sviluppare la produzione di energia pulita alternativa, per esempio con i pannelli solari.
Se non si provvede aumenteranno ulteriormente anche le sofferenze cardiovascolari, uditive e nervose collegate ad inquinamento, rumori e stress.
La deforestazione, l’abolizione del verde agricolo, impedisce il ricambio anidride carbonica, assorbita dalle piante, ossigeno emesso.. I temporali sempre più violenti che hanno portato danni a Napoli e Provincia si relazionano ai cambiamenti climatici derivanti sia dalle nostre emissioni cresciute dal 1990 di oltre il 13%, mentre il protocollo di Kyoto ne prevedeva la riduzione del 6,5%, sia al mancato ricambio.
L’effetto Serra si è fatto sentire in America con l’aumentata violenza dell’uragano Katrina che ha devastato New Orleans, da noi si farà sentire con la desertificazione derivante dall’estensione del clima africano all’Italia Meridionale.
Una regola che ponga limiti severi all’uso delle auto ed all’urbanizzazione selvaggia, imponendo con metodi decisi ed ultimativi la difesa del bene comune “aria” e del bene comune “verde” può fermare i danni od addirittura farli regredire. Si tratta non solo di respirare pulito ma di sopravvivere.
Il legame malattia- clima- abitudini di vita è stretto e così il rapporto tra sviluppo dei consumi, delle applicazioni della tecnica in maniera indiscriminata, e creazione di disagi, guerre per l’appropriazione esclusiva delle fonti di energia e terrorismo. La spirale è perversa e deve essere interrotta. All’occupazione coloniale dei territori si è sostituito il colonialismo economico e, considerando la situazione globale dell’uomo sulla terra, mai vi è stata tanta miseria, tante guerre, tante catastrofi.
D’altro canto non si riesce ad immaginare la vita di oggi senza le moderne tecniche. Dalle fibre ottiche che consentono le indagini endoscopiche e rendono possibile liberare da ostruzioni i grossi vasi ed intervenire entro il corpo umano con tecniche non invasive, dalla diagnostica precoce di mali mortali, dalle applicazioni rese possibili dalla scoperta del genoma umano, la medicina ha avuto un impulso che ha enormemente diminuito i margini di errore delle diagnosi, aumentata l’efficacia delle terapie, aumentata l’età media, resa più sopportabile la malattia, arrestandone spesso la forza devastatrice e rendendone, in ogni caso, più agevole il controllo.
Lo sviluppo delle telecomunicazioni ha reso possibile comunicare in tempo reale da una parte all’altra del globo,dovunque una persona venga a trovarsi, trasmettendo i propri messaggi via satellite. E’ oggi possibile comunicare,scambiare dati,informazioni, per esempio tra gruppi di ricerca tori che operano separati e lontani, come avviene tra Napoli e gli Stati Uniti,tra Milano e gli Stati Uniti ecc… La stessa alimentazione di tutti gli impianti elettrici di un intero quartiere di Napoli con generatori ad energia solare,ove applicata, non rappresenta la possibilità di un’era libera da inquinamento? E gli impianti di riciclaggio dei rifiuti solidi urbani non rappresentano un risanamento dalla sporcizia, un ricavo di energia e risorse da materiali di
scarto, con un processo a catena chiusa che riprende dall’uscita i rifiuti,li riporta all’ingresso del ciclo produttivo,li ricicla e distribuisce i prodotti derivati,tra cui energia alternativa? Non è tutto questo meraviglioso frutto del genio umano? E la possibilità stessa di accrescere e moltiplicare i frutti della terra rendendo possibile di sanare la fame del mondo?
L’era contemporanea ha scritto in poco tempo biblioteche di meraviglie.
Non è possibile arrestare il progresso delle tecnologie, ma è pericoloso e dannoso non farne un uso appropriato ed oculato.
Il problema del rapporto scienza - tecnica-etica è attuale ed urge una soluzione non rimandabile.
Riguarda la vita privata di ognuno e quella della comunità. I vantaggi delle applicazioni tecniche sono innegabili ed irrinunciabili, ma i pericoli derivanti da un loro uso smodato finiscono per minacciare la sopravvivenza dell’uomo sulla terra,almeno con il mantenimento dell’attuale grado di civiltà.
-La proliferazione nucleare è l’inizio delle guerre atomiche tra stati. E’ chiaro come acqua non inquinata che, dopo la terza guerra mondiale, la quarta sarà combattuta tra uomini armati di clava.
- Fin quando ai paesi del terzo mondo non sarà restituito il maltolto e non saranno fraternamente aiutati a governarsi con saggezza ed in pace ( Non come fece il governo italiano in Somalia e se ne vedono i risultati dato che questa nazione è, oggi, tra le più ingovernabili del mondo. Non con l’intervento armato come è avvenuto in Iraq aprendo il vaso di Pandora ai venti del terrorismo e spandendone i venti per il mondo.), l’invasione dei paesi ricchi da parte degli immigrati continuerà in maniera inarrestabile.
-Lo sviluppo della biologia introduce nuovi metodi e regole per i momenti cruciali della vita umana, dalla nascita alla morte. E’ essenziale usarli in maniera compatibile con il rispetto dell’integrità dell’uomo e della persona, senza l’introduzione di automatismi e di criteri di selezione che banalizzano la vita. D’altro canto si va sempre più diffondendo, nella società, una giustificata diffidenza verso la diffusione ad ampio raggiodi tecniche manipolative.
Il problema è che, a paragone delle enormi conquiste della scienza e della tecnica, non vi è stato alcun miglioramento delle abitudini di vita dell’uomo, della organizzazione ed amministrazione della società. Il miglioramento etico e politico andrebbe sviluppato proprio nel senso di attribuire a ciascuno quello che gli spetta di diritto, di condividere le necessità degli altri uguagliando la propria e l’altrui urgenza. Questo non deve apparire ai laici quasi una evangelizzazione, sia perché i principi generali di equità,giustizia,solidarietà già appartengono ad essi a causa della innegabile comune radice cristiana, sia perché non vi è altra maniera di risolvere i problemi del mondo, che non sono più relativi ad una situazione temporale, ma devono essere risolti necessariamente per consentire il permanere della vita. Tertium non datur.
Oggi sono da accogliere le proiezioni universalistiche della Chiesa e della cultura americana perché non si può fare a meno né di precise regole universali né di organismi internazionali che abbiano forza e dignità per farle rispettare.