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Tu vuò fa l’americano:
ma impara, sindaco, proprio dagli States
di Diego Davide (da: Parallelo 41)
Ma quanto piace al sindaco De Magistris l’America?
E già, perché non è la prima volta che il primo cittadino di Napoli fa il filo al Nuovo Mondo.

Ve lo ricordate il famoso video-invito per l’attore Al Pacino? “Ciao Al, sono Luigi de Magistris, il sindaco di Napoli…” con la telecamera che lo segue mentre mano nella tasca gigioneggia, girando nella stanza, con le bandiera d’Italia, di Napoli e dell’Europa sullo sfondo.
“Vieni Al, tu sei famoso, giri il mondo” ammicca, inforca la giacca e continua: “Sono il presidente del Teatro San Carlo”.
E proprio insieme all’orchestra del Massimo napoletano, il vomerese che studia da major, è partito, destinazione sponda occidentale degli States.

Ma guai a pensare che si tratti di un viaggio di piacere piuttosto è lecito pensare a una vacanza studio. In programma, secondo le indiscrezioni, l’incontro con esponenti della comunità italiane e con Jack Macy, per discutere della tematica rifiuti zero e delle possibili prospettive di sviluppo per Bagnoli e Napoli Est.

Perché Giggino è fatto così, se ha problemi di comunicazione con i propri elettori, del valore e delle conseguenze degli interventi urbanistici, si confronta, si apre e si appassiona nel dialogo con gli stranieri.

Ma ve lo immaginate il briefing tra il nostro e gli italoamericani?

Gli parlerà di Serpico e di quella volta che aspettava Al a Palazzo San Giacomo o avrà il coraggio di chiedere aiuto per una Napoli a pezzi, perché oltre al Monastero di Santa Chiara, alla fontanella di Capodimonte, ai suoi meravigliosi tesori, qui si va disgregando la realtà sociale, si va perdendo l’idea di comunità e senso di responsabilità?.

C’è poi l’incontro con il suo omologo Ed Lee sindaco di San Francisco “città dei diritti” che nei progetti dell’ex magistrato dovrebbe diventare il nostro modello di riferimento.

E allora chiediglielo, Gigino, come si fa a garantire ai cittadini il diritto di vivere in città senza la paura che un albero o un palo possano crollare e spezzare all’improvviso la tua esistenza, e già che ci sei chiedigli anche come si fa a garantire di tornare alla propria casa come si torna a un rifugio, senza paura che le trivelle possano far crollare le pareti; infine chiedigli anche come si fa a portare avanti una politica di piccole cose, fattive, tangibili, possibili, perché mentre preparavi il trolley, forse non te ne sei accorto, abbiamo perso anche quella, la fiducia nelle piccole cose quotidiane che si possono fare.
17/6/2013
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