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Woodstock l’ultima Piedigrotta
di Mimmo Carratelli (da: La Repubblica del 14 maggio)
No. Woodstock no. Per favore, no. Ci siamo già passati. Napoli doveva essere come Barcellona (Bassolino nel 1999). Poi doveva essere come Baltimora (Rosa Russo Jervolino 2003 per un acquario “stile Baltimora” a Bagnoli).

Per i cronisti di nera è facile scrivere Napoli come Chicago. Saviano dice come Gomorra. Eduardo Scarfoglio disse che Napoli era l’unica città mediorientale senza un quartiere europeo. Napoli come Algeri? Siamo gemellati con 26 città nel mondo. Ma non saremo mai come Kagoshima che invece si vanta di essere la Napoli del Giappone. Ai tempi di Valenzi sindaco, ci gemellammo con Baku e avemmo a Napoli “i giorni dell’Azerbaigian e di Baku”. Siamo gemellati con Acapulco, che ha una baia profonda come la nostra, e con Le Mans terra francese di motociclette e auto da corsa (qui si capisce il gemellaggio). Ora c’è questa novità. Woodstock.

L’ultima idea di De Magistris, l’uomo che sussurra ai cavalli. Ha sussurrato ai cavalli del derelitto ippodromo di Agnano che l’impianto avrà una decisa rinascita. E come? Con Woodstock, cari cavalli. Agnano sarà la Woodstock napoletana, l’attrazione prossima futura. E pazienza se non verranno Richie Havens e Joan Baez, Santana, Joe Cocker e Jimi Hendrix che fra l’altro non c’è più. E allora come la facciamo questa Woodstock napoletana? Abbiamo un credito con Roberto Vecchioni e un altro con Francesco Renga, il sommo cantautore di Udine che deve farci il concerto annullato per la pioggia durante la quasi America’s Cup. Ma già il Pd si agita.

Niente Woodstock ad Agnano, ma Knebworth, dove gli Oasis cantarono nel 1996, a Bagnoli oppure l’Isola di Wight con Bob Dylan a Nisida. E’ l’eterna opposizione che sa solo contestare. Così a Napoli non si riesce a fare niente. Neanche più la Piedigrotta.

14/5/2012
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