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Universita'
Un’università migliore? Basta eliminare gli stipendi inutili
di Francesco Alberoni (da: il Giornale del 30.04.2012)
Lo Stato italiano ha un enorme debito. Come ridurlo? Tagliando le spese.
Ma queste sono fatte quasi totalmente di stipendi, posti di lavoro. Io sono stato due volte rettore di università e due volte presidente di istituzioni pubbliche.

E ogni volta ho lottato per impedire che crescessero le spese per il personale amministrativo e si riducessero quelle per le attività specifiche dell'ente.
Se lo scopo dell’ente è ricercare, insegnare, produrre, spesso le spese di gestione ordinaria arrivano all’80% e quelle per la ricerca e la produzione al 20%.

È stupefacente vedere come prolifera una struttura burocratico-amministrativa. Creando tipologie, settori, gerarchie, dipendenti, moduli, mansioni, procedure, sistemi di controllo.
Alla fine quello che prima si faceva in un giorno si fa in sette e dove occorrevano due persone ne occorrono dieci.

Vi sono poi campi ancora più difficili come la ricerca scientifica perché la maggioranza delle grandi scoperte viene fatta da pochissime persone, in pochi istituti.
Le immense organizzazioni di ricerca che coinvolgono migliaia di ricercatori spesso producono poco, mentre la concezione rivoluzionaria magari la fa un oscuro personaggio in un modesto laboratorio.
Ed è costui che bisognerebbe identificare, portare in un grande centro, finanziare ma, proprio perché è un inventore originale, pochi lo capiscono.

In ogni caso il progresso scientifico lo realizza sempre un piccolo gruppo di scienziati affiatati o una «scuola» costituita da un maestro coi suoi allievi, con le giuste attrezzature e il minimo di amministrazione.

Anche le imprese capaci di battersi sul mercato internazionale hanno spesso una direzione e una amministrazione agile e, in compenso, ottimi centri di ricerca, ottimi direttori di prodotto, ottimi venditori.

Tutto il contrario di certe amministrazioni pubbliche locali dove pensano solo a creare continuamente posti di lavoro. Ma se le cose stanno così, nessun governo potrà mai fare i tagli necessari per ridurre il debito pubblico.

Perciò tutti i governi d’ora in poi dovrebbero impegnarsi perlomeno per non far crescere l’apparato amministrativo dovunque e in tutte le sue forme.
E, nello stesso tempo, identificare quali sono i settori produttivi che arricchiscono il Paese, liberandoli dal peso dell’amministrazione con la sua lentezza, i suoi controlli, i suoi arbitri, i suoi ricatti, la sua ignoranza.
3/5/2012
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