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Cultura
Claudia Cardinale “festeggiata” al Blu di Prussia
di Alessandra Giordano
Per Beppe Mannajuolo, proprietario dell’elegante galleria Al Blu di Prussia in via Filangieri, il cinema è una vera e propria passione. Tanto forte che, nell’ambito del rinnovato spazio artistico la cui direzione è affidata al talent scout Mario Pellegrino, il patron ha riservato una sala-proiezioni di circa 40 posti, dotata delle più moderne attrezzature audiovisive e non c’è settimana che non offra ad amici e conoscenti la possibilità di godere di preziose e introvabili pellicole.
 
E’ da due anni, infatti, da quando cioè lo spazio multifunzionale del Palazzo Mannajuolo ha ripreso la sua vita culturale - dopo un abbandono di circa cinquant’anni - che ogni giovedì, alle 17.30 puntuali, vengono organizzati incontri con proiezioni a tema e interessanti dibattiti.
Dopo cicli dedicati a Pietro Germi, Marcello Mastroianni, Anna Magnani e Francesco Rosi, si sta ora concludendo l’intero mese che ha visto scorrere le immagini dei lavori del regista napoletano Pasquale Squitieri. Film che hanno fatto discutere, noti o meno noti, come I guappi, Il prefetto di ferro, Corleone, Il pentito, Claretta, I briganti, Atto di dolore… e, giovedì scorso, Io Claudia, un docufilm inedito, interamente dedicato alla vita e alla carriera artistica della Cardinale, una delle più importati attrici italiane emerse negli anni 60 e compagna del combattivo e coraggioso regista napoletano. Grazie alla presentazione voluta da Beppe Mannajuolo e le letture attente e circostanziate di Annie Pempinello, è stata così delineata, davanti ad una qualificata platea, la figura della protagonista del Gattopardo (e di altri 140 film di successo): una persona schiva e riservata.

La Cardinale ha rilasciato pochissime interviste e ha sempre cercato di mantenere distinte le due passioni della sua vita: la vocazione di attrice e la sfera privata. L’attrice compie 72 anni il 15 aprile e proprio in occasione del settantesimo compleanno, nel 2008, uscì questo “racconto” illustrato. Coetanea del suo compagno, il regista Pasquale Squitieri da cui ha avuto una figlia, Claudine, la Cardinale, temperamento forte e a tratti ombroso, è stata definita una donna dalla bellezza al contempo “solare e notturna, limpida, misteriosa e inquietante”. Gli esordi non furono dei più facili: il suo primo figlio Patrick, nacque a seguito di una violenza subita giovanissima in Francia. Ha tenuto nascosta la gravidanza, non ha voluto abortire, aiutata dal produttore Franco Cristaldi che, però nel tempo, gliel’ha fatta pesare: l’ha tenuta sempre legata, l’ha in qualche modo oppressa, non l’ha fatta vivere indipendente, l’ha costretta con un contratto capestro con la Vides americana per 15 anni. Quando la Cardinale ha conosciuto Pasquale Squitieri, l’opposto di Cristaldi dimostratosi meschino e vendicativo, ha finalmente ricominciato a vivere e a sentirsi se stessa.

Ora vive a Parigi. La sua lingua è il francese: l’accento si percepisce chiaro in quella sua voce che all’inizio della carriera, cominciata nel lontano 1958, le ha dato seri problemi, così roca e bassa com’era. La Cardinale veniva sempre doppiata, fino a quando ha conosciuto Fellini.
“In Francia c’è molto rispetto per gli attori – dice in un’intervista alla televisione – ho avuto molti riconoscimenti e la legione d’onore: i francesi mi considerano francese anche se sono italiana… nella mia vita ci sono tre città: Palermo, la città dei miei nonni che sono di Favignana e si sono trasferiti in Tunisia, Cartagine e Parigi”. La Cardinale sente queste tre culture dentro di sé, ama il deserto, il silenzio, i colori della Sicilia. “Parlavo siciliano prima dell’italiano e quando sono arrivata a Roma io non capivo la lingua!”, ride ancora nel ricordo. “Sono ariete, amo le cose difficili. Monicelli diceva che sembravo una gatta invece ero una tigre”. “Un difetto? A volte ho voglia di non fare nulla, la mia pigrizia è orientale e, per superare questo, lavoro come una matta! Se fossi una pianta? Sarei una bouganvillea…”

Da qualche anno è impegnata anche civilmente: è madrina di un’associazione che lotta contro l’Aids; è ambasciatrice Unesco in Africa e nel Mondo e difende le donne e i bambini.
“Ho sempre avuto l’impressione che ho una angelo custode o una stella che mi protegge – dice ancora di sé, sorridendo - sono convinta che sono una privilegiata dalla vita… quando le cose non vanno bene sono convinta che domani andrà meglio… ho avuto maestri come Fellini, Bolognini, Visconti, il mio compagno Pasquale Squitieri… che mi hanno insegnato tutto. Amo la cultura, non amo la stupidità”.

12/3/2010
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