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Cronaca
Il puntuale ritardo
Date preannunciate e promesse non rispettate: sale la rabbia dei cittadini di Bacoli in seguito alla mancata riapertura di via Terme Romane.

Una cattiva notizia la quale, oltre a continuare a limitare la viabilità sul territorio bacolese, preoccupa e non poco gli operatori balneari in vista delle prossimo periodo estivo. Difatti, a differenza da quanto annunciato agli inizi dei lavori tenutesi nello scorso anno, la strada posta presso la frazione di Baia doveva essere riaperta entro e non oltre la data del 5 marzo.

Un termine specifico, con cui si sarebbero dovuti chiudere i cinque mesi d’intensi lavori, relativo a delle operazione finanziate e fortemente volute dalla Sepsa per poter porre in loco la fermata della Cumana.

Postazione insolita e poco accessibile a cui, alla futura ed ignota chiusura dei cantieri, si andrebbe ad aggiungere una scala mobile atta a congiungere la stazione con la centralissima piazza Alcide De Gasperi e quindi con il porticciolo di Baia. Ma così come è possibile vedere giungendo in zona, nulla ancora è stato completato a causa di un oscuro ritrovamento archeologico il quale, dopo aver attivato i responsabili della Soprintendenza di Napoli e Pompei, ha sospeso i lavori a data ancora da definire.

“Il cantiere presente in via Terme Romane – asseriva qualche mese fa Michele Balsamo, responsabile dell’Ufficio tecnico cittadino, dinanzi ad una platea di commercianti cappelesi furiosi – potrebbe essere smontato addirittura entro la seconda settimana di febbraio. Sono veramente fiducioso”.

Dichiarazioni frettolose che però non hanno tenuto conto dell’inevitabile ritrovamento archeologico per cui è stata nuovamente ricontattata la Soprintendenza la quale, come da prassi, si è presa un serie di settimane per constatare e valutare l’entità ed il valore del reperto venuto alla luce, prima di autorizzare il riavvio delle operazioni di scavo.

C'era da aspettarselo.

8/3/2010
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