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"Report sul 21° secolo" di Pier Angelo Piai
di Natale Zaccuri
Il piacere di raccontare “congiura” piacevolmente ed offre, in questa nuova fatica letteraria di Pier Angelo Piai, l’occasione dell’amarcord alla mia memoria e agli sguardi che ebbero modo d’incrociarsi, con lui ancora giovinetto, sui banchi di scuola, a Udine.

Avvantaggiato dalla maturità, sorretto dalla fede e dall’amore verso il prossimo, il tempo ci consegna oggi l’uomo e l’autore capace di scritture dove il pensiero preme e alimenta i battiti del cuore in cui s’annida il valore del bene e la dimensione spirituale.
  
Valore del bene e dimensione spirituale di cui felicemente è interprete il nostro autore attraverso una narrazione ben assecondata anche dal garbo.
  
Una premessa “necessitata”, direi, prima di …partire per il viaggio invitante che si scorge fin dalle primissime pagine e molto sintomaticamente dall’illustrazione di copertina col celebre disegno di Leonardo da Vinci, “L’uomo di Vitruvio”, (1492, ca.), sicuramente uno dei più popolari al mondo, essendo tra i poster più gettonati e compreso persino sulle monete da 1 euro!
  
Ed eccoci a
REPORT SUL 21° SECOLO
e al suo sottotitolo
 John Ethan Titor 2 dal futuro
   Titolo e sottotitolo che rivelano- da subito - la considerazione sulle regioni di tale preferenza, dove
• REPORT sta per sostantivo indicativo, ovvero per “Resoconto” o “relazione”….su un certo periodo, il 21°;
• Titor 2 (che sta per John Ethan Titor) dal futuro…il personaggio scelto con il compito di “elaborare un dettagliato rapporto sulla mentalità distorta dell’uomo del 2000 che, scrive Piai “…ha causato molti guai nel suo periodo e nell’immediato futuro”.
 
Vale la pena aggiungere che esiste, secondo i mezzi multimediali (tra cui internet) il “caso” John Titor 1…
 
Ed eccoci, come finestra spalancata sul tempo col nostro “crononauta…proveniente dal futuro”… per gli appassionati di viaggi nel tempo e, soprattutto, per coloro in cui s’annidano pensieri sui futuri avvenimenti mondiali.
  
Col crononauta e con la priorità che si conviene sul piano etico, teologico e filosofico chiamato ad agire fino al profilarsi dell’uomo integrale del 24° secolo…che utilizza le tecnologie più ricercate a supporto della conoscenza della verità e della promozione umana.
  
Un viaggio fantascientifico nel tempo, volto a sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del comune modo di pensare e di agire, noi del 21° secolo siamo testimoni e osiamo credere di essere progrediti.
  
Un lavoro dove i richiami antropologici si alternano a quelli dei desideri dell’uomo, alle tessere di un mosaico in cui l’umanità, i desideri, l’idolatria dell’apparenza e il coraggio tramano efficacemente nella corresponsione veritiera.
 
Paragrafi talvolta brevi, con l’assillo del dire senza gravare e sempre parimenti consequenziali alla buona riflessione.
 
L’impalcatura di un sapere offerto su un proscenio storico-evoluto che elabora e procede nell’intricato gioco delle interazioni.
  
Finestre aperte sulla distorta mentalità dell’uomo del 2000 che non pochi guai ha causato nel suo periodo e nell’immediato futuro e che TITOR 2, a differenza d’altri, è chiamato a dettagliare.
  
Sono nati così i “racconti”…oltre confine, i titolini e le premesse (spesso per mezzo di richiami dotti e a personaggi illustri) alle varie argomentazioni resi spesso ad immagine di un presente preso a falso scopo per dire e far capire sfaccettature e riflessi o l’offerta delle riflessioni e considerazioni filosofiche, sociologiche, antropologiche. 
 
Per un uomo di scuola, qual è il nostro autore, del tutto logico l’avvio con la chiamata in correità della scuola…finanche un “Centro di Formazione Professionale” che egli ben conosce… per poi passare agli aspetti della “Comunicazione e del linguaggio”, ai Consumi ed economia”…ai sottovalutati preannunci “L’umanità era stata avvertita in Bosnia” e al grido di allarme per l’affiorare della mediocrità e “L’atrofizzazione del pensiero” dagli sconvolgenti effetti e con l’ignoranza a spadroneggiare.
  
Occorre avere il coraggio di conoscersi, scrive Piai di riflettere seriamente su se stessi ed il mondo circostante…di andare oltre l’immagine di se stessi; oltre perché “le sicurezze evaporano ai primi colpi di sole e il dubbio finisce col permeare il pensiero che rischia di bloccare l’azione”.
 
Particolare e ad effetto, sicuramente, anche l’affermazione “Impossibile trovare la semplicità se non si è liberi dentro” e, a seguire, le tante altre che – non volendo farne un “indice” – s’addice meglio il rimando alla lettura del volume. (Edito dalla MJM, con sede a MEDA, Milano).
  
La lettura sistematica sicuramente meglio potrà tracciare i contorni del pensiero esposti e delineare il profilo dell’uomo integrale del 24° secolo.
  
Di quell’uomo che utilizza le tecnologie più sofisticate per la promozione umana, la scoperta della verità, la salvaguardia del Pianeta, la riscoperta dell’attività più inconscia della mente, la contemplazione dell’esistenza, la solidarietà e la creatività finalizzata al miglioramento della qualità della vita di ogni essere umano, presente e futuro.
  
Un volume che coglie per la sua narrazione disincantata e critica, la capacità esplorativa, gli stimoli alla riflessione, il pensiero filosofico tale da farne una storia penetrante dove le emozioni finiscono per piegarsi al ritmo delle stagioni della vita.
  
Pagine dove non manca di annidarsi la nota dello scetticismo verso il “personaggio” Titor, che rimane comunque un utile pretesto per affrontare il tema spazio/tempo e le sue implicanze.
  
Tante buone ragioni, insomma, perché REPORT SUL 21° SECOLO trovi un posto d’onore nella libreria di ciascuno di noi.

8/3/2010
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