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Com'è triste la città senza gossip
di Mimmo Carratelli (da: La Repubblica dell'8 marzo)
In che morta gora ci stiamo immalinconendo? La città è spenta, vigilata dalle spettrali gru del metrò. La speranza è morta e i vigili urbani non stanno molto bene. Non c'è un'emozione, un brivido, un sussulto. Tutto il mondo si diverte, palpeggia, corteggia, si pente, fornica, si dimette, fa qualcosa.

Nell'insignificante Stato americano dell'Idaho un senatore fa sesso con un poliziotto. In Finlandia il ministro degli esteri manda 200 sms a una spogliarellista e, per l'audacia, si dimette. La moglie di un ministro nordirlandese amoreggia con un diciannovenne (ebbene sì, lei ha 60 anni). A Bologna, il sindaco si invaghisce della notissima Cinzia. A Bari, la biondissima Lady Asl affascina i potenti. Perfino uno dei capi palestinesi è stato là, nudo, in una suite di un hotel di Gerusalemme, con una segretaria.

E da noi, in questa città di cacicchi, superconsulenti, sceriffi, stipendiati d'oro, falsi pendolari della nota-spese, indagati, finti ciechi e collaudatori fasulli? Niente. Neanche uno spiffero, un'indiscrezione, un gossip, un qua lo dico e qua lo nego. Politici, assessori, consiglieri, amministratori a vario titolo, industriali, manager: una processione di santi e di navigatori. Neanche un'amante, una fidanzata, una segretaria, una love-story, una sexy-spy.

Un popolo di calzolai: Bassolino che vuol fare le scarpe a De Luca e De Luca che vuole fargliele a sua volta. Non si distraggono? Non toccano? Non desiderano? E Rosetta, quando fa la calza, ha almeno un pensierino proibito? Caldoro è innamorato? Cesàro, defilato alla Provincia, fa sesso? Nicolais ha vaghezze di fondoschiena? Meno male che il Governatore ci dà una bella notizia: Napoli avrà un varietà televisivo nell'Auditorium Rai. Ballerine, vallette, sciantose, girls.

Qualcosa succederà? Vladimir Vladimirovic, mandaci un lettòne.

8/3/2010
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