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Spettacoli
“I Misteri di Londra”
Al MAV con il Teatro dei Sensibili
Domani 9 febbraio alle 20.30, il Teatro dei Sensibili si esibirà al MAV Museo Archeologico Virtuale di Ercolano- per la rassegna di eventi MAV 2010- con “I misteri di Londra”, lo spettacolo di marionette e attori di Guido Ceronetti presentato da O.D.S.C. e Teatro dei Sensibili in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino e con la regia di Manuela Tamietti.

Ingresso libero con invito

Per richiedere l’invito:

info@museomav.it

tel. 081 198 06511/ 081 198 06512

www.museomav.it

O.D.S. sc e Teatro dei Sensibili

in collaborazione con

Teatro Stabile Torino

Presentano

I MISTERI DI LONDRA
Tragedia per marionette e attori di
Guido Ceronetti

ARTEMISIA- Patrizia Da Rold
BARUK- Luca Mauceri
EGERIA – Valeria Sacco
REMEDIOS- Erika Borroz

Regia MELISSA- Manuela Tamietti

Scene, marionette e costumi AQUILEGIA-Laura Rossi
Assistente alla regia MEDEA- Elena Mammone
Musiche BARUK- Luca Mauceri
Voci fuori campo Guido Ceronetti, Alberto Olivero
Ufficio Stampa VANESSA - Marina Ferla
Disegno Luci Franco Lupi
Luci e fonica Maurizio Grosso e Marco Roccati
Suoni ed effetti Open House
Contributi video Maurizio Pellegrini
Coordinamento O.D.S. sc

“I Misteri di Londra” fu messo in scena da Guido Ceronetti e Erica Tedeschi nel 1978 - esclusivamente in appartamento - in un castelletto per marionette ad Albano Laziale. “Il teatro non è che amicizia” dice Louis Jouvet, come da sempre cita Guido.
 
La felicità distribuita dai miei geniali artisti - attori, musicisti e figurativi - ai quali va tutto il mio fortissimo ringraziamento, è un patrimonio invisibile illimitato, una delle più modeste medaglie guadagnate da incruenti, da mitissimi, sul campo.”

Dalla rappresentazione casalinga degli anni ‘70, “I misteri di Londra” non è più stato messo in scena e costituisce novità assoluta.

Il testo è quello ceronettiano edito da Aragno nel 2004, ma presenta innovazioni scenografiche e stilistiche approvate da Ceronetti stesso.
Si tratta di un teatro di marionette unito al teatro d'attore, come storicamente avvenuto in questi anni con gli spettacoli del Teatro dei Sensibili.

Le marionette si muovono agitate da passioni e desideri, costruiscono momenti tragici e magici fino ad esplodere; fuoriescono dal boccascena e invadono lo spazio del pubblico, tentando di stringerlo in un potente abbraccio fraterno.

“Questo è uno spettacolo dove si ride poco, dove prevale la scottatura emotiva...”

La storia narra del misterioso Jack Lo Squartatore, assassino che mai compare, ma il suo mantello svolazzante, il suo sogghigno ironico, la sua voce suadente, gravano minacciosi sulla misera e malavitosa Spitalfields, dell'epoca vittoriana.

Stralunate, distaccate, metaforiche e caustiche le personalità che attraversano questo testo; dalle vittime che spesso desiderano essere da lui sacrificate, a Holmes e Watson, Frankenstein, Bakunin, Dickens, Lewis Carroll, Alice, la Regina Vittoria e molte altre, in una carrellata a tratti astratta a tratti comica che porterà alla scoperta, sul finale chiassoso e delirante, del vero assassino.

La baracca è il nucleo centrale della scena: da essa appaiono gli attori che interpretano la marionetta in un continuo gioco di scambio fra interno ed esterno.

Le marionette, realizzate interamente a mano, ciascuna con il proprio carattere, esaltato da specifiche possibilità di movimento, portano costumi cuciti appositamente sulle loro personalità.

Fuori dalla baracca alcune marionette si sdoppiano incarnandosi negli attori, si protendono verso il pubblico.

Gli attori sono quelli dello stile “famiglia teatrale” voluta da Ceronetti. Il legame stabilito con i Sensibili è un legame forte, indissolubile.

I misteri di Londra rappresenta il punto di incontro tra la vita e la morte.

Jack è un buco nero nel mondo, il divoratore di anime; urlano ancora le voci desolate delle vittime, cercando giustizia. Jack è il lato oscuro dell’umanità. Jack semina terrore e mistero, è il limite estremo, il bordo del cornicione. Leggere di Jack lo Squartatore è come stare sull’orlo del baratro

Le marionette hanno un’anima, un filo d’acciaio al loro interno. Questo filo, il filarmòn, sale verso il cielo e con esso, attraverso la mano del marionettista, comunica.

“I fili di tutto li conosco è la loro onnipotenza. E nessuno di noi tiene i fili di niente, tengono noi i fili, invece”.

Guido Ceronetti V.V. Rimbaud 1992
8/2/2010
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