Cronaca
A furor di… magistrati
di Stefano Federici
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Non vedevano l’ora d’incontrarlo… almeno così sembra dalle reazioni al suo veloce “apparire” al congresso dell’Italia dei Valori, quel partito “dei magistrati” e dei “giustizialisti” creato da Di Pietro, protagonista di “mani pulite”.
Una standing ovation per il candidato Vincenzo de Luca, acclamato e travolto dagli applausi da un’assemblea di ben tremila e settecento delegati, da quel “popolo” che fino a ieri rivendicava come ineludibile per un politico il fatto di non avere alcun carico pendente, che affermava la necessità di “un passo indietro” a chi avesse avvisi di garanzia o rinvii a giudizio.
Altrettanta “voglia” di incontrare il pretendente alla poltrona di presidente della Regione Campania sembra lo abbia anche la Procura di Salerno, a seguito delle indagini della pm Gabriella Nuzzi, indagini che parlano di un “sistema” De Luca volto a dirigere operazioni imprenditoriali in violazione di leggi e norme.
Accuse che ipotizzano concussione e concorso in truffa. Accuse che il sindaco di Salerno rigetta, perché semmai commesse… compiute solo per “favorire” i lavoratori. I lavoratori sarebbero quei 204 operai della ex-Ideal Standard tuttora in cassa integrazione o in mobilità !
Ma ci sono, almeno per l’IDV, accuse ed accuse… ed allora quelle che colpiscono Cosentino o Berlusconi sono da prendere sul serio, meno, se non per nulla, quelle che riguardano i loro alleati.
Pur hanno appoggiato Bassolino per lungo tempo, come potrebbero non appoggiare De Luca?
Il programma ? Beh quello viene dopo… di quello non si parla affatto.
“Bisogna sconfiggere Berlusconi” è l’unica parola d’ordine che viene sù forte dal congresso, in un brulicare di mani alzate e tripudio generale !
E dopo “l’alternativa” al governo Berlusconi?... confluenza nel PD, quel PD rappresentato nell’assise da Bersani, il segretario di un partito sempre più in balìa degli avvenimenti, e da Nicola Latorre, quello che passò in diretta tv il “pizzino” ad Italo Bocchino per rispondere a Pionati dell’IDV !
Proprio un bell’avvenire per chi ha creduto, almeno sinora, alle sirene dell’ex pm di “mani pulite”, al tutore della legalità a tutti i costi.
Ma senza alleanze si rischia di non arrivare a “sedersi”, di non arrivare a “riscaldare” quelle poltrone che fanno tanto potere e tanto poco per la gente.
Ed allora dei valori ci si può anche per un attimo dimenticare, come anche dei programmi, basta dare la prospettiva, ai tremila e settecento delegati, di riuscire ad “entrare” nelle circoscrizioni, nei comuni, nelle province, nelle regioni che l’applauso sale fragoroso, l’entusiasmo và alle stelle, le mani si alzano “convinte”!
Si può parlare, in questo caso, di un’occasione persa per il paese Italia? Si può affermare, alla luce di questi fatti, che il partito del “padre-padrone” Di Pietro potesse rappresentare una reale alternativa all’attuale maggioranza?
Anche le “pietre” dovrebbero sapere che l’alternativa si costruisce sui programmi e tra la gente, con percorsi limpidi e trasparenti.
Di “saltatori del fosso” sono piene le aule parlamentari come le tasche degli italiani !