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Cronaca
Al Vomero lo screening delle tre A
di Alessandra Giordano
Partirà a giorni il progetto Tre A per il Vomero. Si tratta della campagna di prevenzione della rottura dell’aneurisma dell’aorta addominale, strenuamente voluta da Gaetano De Donato chirurgo vascolare presso l’ospedale San Giovanni Bosco, ma soprattutto sostenitore di un progetto rotariano di prevenzione già nato nel 1999 in seno al Rotary Napoli, decano del Gruppo Partenopeo. Partito dal quartiere di Secondigliano, continuato in quello di Posillipo, il progetto Tre A approda ora al Vomero dove tre camper con ecografi – promessi in comodato d’uso gratuito dall’Assessore Alfredo Ponticelli - e relativo personale, sosteranno per circa un mese nelle principali piazze del popoloso quartiere.

“Dobbiamo contribuire a creare e sollecitare una coscienza civile individuale dove le istituzioni non riescono ad arrivare”, ha detto Costabile Guida, presidente del Rotary Napoli Castel Sant’Elmo che incide proprio su questo territorio, nel presentare il conversatore della serata a Villa Lancellotti.

Gaetano De Donato che ha, tra l’altro, ricevuto una delle più alte onorificenze rotariane, il Serve above Self, ha spiegato che l’aneurisma è silente, indolore, subdolo. Lentamente si fa strada e tende le pareti dell’arteria fino a creare una rottura insanabile. Un aneurisma dell’aorta addominale (AAA) è una dilatazione permanente che, se non trattata in tempo, può provocare un’emorragia copiosa e quindi un serio pericolo di vita per il paziente. Albert Einstein, 76 anni, grande scienziato e padre della relatività, morì nel 1955, proprio a causa della rottura di un aneurisma, che, invece, se scoperto in tempo, poteva essere curato, salvandogli la vita.
“L’aneurisma dell’aorta addominale colpisce soprattutto le persone di età compresa tra i 65 ed i 74 anni, più uomini che donne - ha sottolineato il conversatore – e può insorgere a livello di qualunque vaso sanguigno, ma più frequentemente, e si parla dell’85% dei casi, si forma nell’aorta sotto l’origine delle arterie renali”.

La prima fase dello screening è partita con l´invito in ospedale dei residenti maschi di Secondigliano appartenenti alla fascia d’età a rischio. Ha risposto il 38% della popolazione interessata, cioè 1.549 soggetti, tutti tenuti sotto controllo specialistico per tre anni, dal ‘99 al 2002. L´aneurisma è stato scoperto nell’8.8% della fascia in osservazione.

Un secondo monitoraggio, dal 2000 al 2005, ha invece coinvolto il 40% dei residenti di Posillipo, permettendo lo studio di 2.945 persone a rischio. In questo caso dunque la malattia vascolare è stata diagnosticata nel 9.1% della popolazione. Tutti i pazienti, avverte De Donato, erano asintomatici, vuol dire che fino al momento della diagnosi hanno condotto una vita normale, ignorando di essere portatori di una malformazione che si può evidenziare all’improvviso e in modo drammatico.

Il trattamento dell’aneurisma dell’aorta addominale è spesso l’intervento chirurgico o endochirurgico la cui fattibilità è comunque da valutare per ogni singolo paziente. “Non bisogna temere la presenza di un AAA e non bisogna ignorarlo – ha detto ancora De Donato – e basta una semplice ecografia a rivelarne la presenza”. Insomma, scoprire in tempo un aneurisma dell’aorta addominale vuol dire salvarsi la vita!

Alcune domande sono venute dai medici presenti: Marco De Fazio (qual è il reale coinvolgimento dei medici di base?), Vincenzo Lucchetti (perché non programmare una riunione con i massimalisti per ottenere i nomi da screenare?) e il socio onorario Claudio Ripa e, in conclusione, è intervenuto Raffaele Pallotta D’Acquapendente, past governor e past board director, che ha sottolineato come lo screening degli aneurismi ha tutte le caratteristiche per essere un valido progetto Rotary, che si batte per cercare di eliminare i problemi della nostra società, poichè è semplice, realizzabile e condivisibile ed è stato l’unico programma italiano approvato a livello internazionale.

Tra gli altri erano presenti: Maria Grazia Guida, Eliana Ripa, Mariolina Pallotta D’Acquapendente, Bruno De Maria, Paolo e Simonetta De Silva, Francesca De Fazio, Daniela Lucchetti, Nicola e Anita Carlomagno, Pasquale Palescandolo, Rosanna Giordano, Gianluca Porta, Giancarlo e Annamaria Nocera, Flavio e Paola Cirino Pomicino, Biagio e Rosanna Vallefuoco Fabrizia Sattaflores, Giuseppe e Fiammetta Galloro, Marco e Francesca Ghionni.

7/2/2010
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