Spettacoli
Mav 2010
A febbraio il Mav parla ai bambini
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Il MAV nel mese di febbraio parla ai bambini con un fitto calendario di spettacoli e film riservati agli studenti delle scuole di Napoli e provincia, dal 1 al 12 febbraio 2010: Truffaut, Yves Robert, Walt Disney, gli autori sul grande schermo, mentre sul palcoscenico saliranno gli attori del Teatro dei Sensibili.
Si parte il 1 febbraio, alle 10.30, con “Gli anni in tasca” di F. Truffaut, il 2 febbraio sarà la volta di “La guerra dei bottoni” di Yves Robert, alle 10.30. Allo stesso orario il 4 febbraio sarà proiettato “Tintin e il granchio d’oro”, mentre il 5 febbraio “Biancaneve” di Walt Disney nella versione restaurata Blueray.
Dal 6 all’ 8 febbraio, (ore 10.30) si ricomincia con il successo internazionale del Teatro dei Sensibili: “Siamo fragili, spariamo poesia”, di Guido Ceronetti, lo spettacolo del Teatro dei Sensibili e ODS presentato al Festival Mondiale della Marionetta di Charleville (Fr) nel settembre 2009 e a Gerusalemme nel dicembre 2009 al Teatro Palestinese, in occasione del Festival di Arti e Mestieri antichi della Tradizione italiana a Gerusalemme e Betlemme. “Siamo fragili, spariamo poesia”, è spettacolo modulare, multilingue, che si basa sul repertorio quarantennale del Teatro dei Sensibili e che vede protagonista, oltre alla poesia, le marionette ideofore del Teatro dei Sensibili. Con l’ausilio della musica dal vivo, a prendere vita sono imprevedibili e deliranti apparizioni, in un collage di testi poetici, di ballate e di canzoni. Lo spettacolo è una poesia dal vivo da cui si esce senza danni e guariti più che da una visita a Lourdes. In scena Artemisia (Patrizia Da Rold), Baruk (Luca Mauceri), Egeria (Valeria Valeria Sacco), Remedios (Erika Borroz).
L’11 e il 12 febbraio alle ore 10.30 in cartellone c’è lo spettacolo “La mela rossa” a cura di Mario Serenellini, con la danzatrice Kihye Nam nel ruolo di Biancaneve e la voce di Mario Serenellini e con le loro canzoni originali eseguite dal vivo con accompagnamento di strumenti-giocattolo. Lo spettacolo riporta a galla le prime visioni di Disney bambino sulla falsariga del sogno realizzato: in una combinazione tra cinema e teatro, tra scena e set, che evidenzia i debiti di Disney adulto verso le immagini di quella minuscola, tuttora sconosciuta Biancaneve in bianco e nero delle origini. Da ragazzino, Walt Disney rimase abbagliato davanti a un film dal vero su Biancaneve, Snow White, che l’americano J. Searle Dawley aveva tratto da uno spettacolo di Broadway messo in scena con successo 4 anni prima al New York’s Little Theatre. Muto, in bianco e nero, con effetti speciali e trucchi primordiali, alla Méliès, il film, trascrizione fedele della fiaba dei Grimm, lasciò Disney a bocca aperta e con un’idea fissa: “Anch’io”. Era il 1916. Walt aveva 15 anni. Probabilmente, aveva già assistito nel 1912, a 11 anni, al musical di Broadway, cui quel film s’ispirava. E forse, già allora, con gli occhi pieni di fiaba, si era detto: “Anch’io da grande farò Biancaneve: al cinema. Una Biancaneve a cartoni animati”. Il sogno s’avvera 21 anni dopo, nel 1937, con il primo lungometraggio firmato Walt Disney, ufficialmente il primo lungometraggio nella storia del cinema d'animazione: Biancaneve e i sette nani.
Teatro dei Sensibili
Teatro ODS
Presentano
SIAMO FRAGILI SPARIAMO POESIA
Di Guido Ceronetti
Con: Artemisia (Patrizia Da Rold)
Baruk (Luca Mauceri)
Egeria (Valeria Sacco)
Remedios (Erika Borroz)
Con l’ausilio della musica dal vivo a prendere vita sono imprevedibili e deliranti apparizioni, in un collage di testi poetici, di ballate e di canzoni. Tra maschere e ventagli, questi refoli di poesia non colpiranno gli spettatori, ma contribuiranno a lenire e guarire lo spirito di ciascuno. Una poesia dal vivo da cui si esce senza danni e guariti più che da una visita a Lourdes.
Lo spettacolo, nato per essere rappresentato in strada, ha collezionato successi nelle vie delle città in cui è stato presentato, ma lancia unguenti miracolosi anche dai palchi dei teatri in cui ha trovato ospitalità.
È stato presentato anche al Festival Mondiale della Marionetta di Charleville (Fr) nel settembre 2009 e a Gerusalemme nel dicembre 2009 al Teatro Palestinese, in occasione del Festival di Arti e Mestieri antichi della Tradizione italiana a Gerusalemme e Betlemme, organizzato dal Consolato italiano, Ministero Affari Esteri.
E’ spettacolo modulare, multilingue, che si basa sul repertorio quarantennale del Teatro dei Sensibili e che vede protagonista, oltre alla poesia, le marionette ideofore del Teatro dei Sensibili. Gli attori che vi partecipano sono quelli iniziati al Teatro dei Sensibili, da Ceronetti, in questi ultimi intensi, discontinui 25 anni di vita teatrale da lui offerta.
Teatro dei sensibili
“Il Teatro dei Sensibili ha avuto periodi di letargo prolungati e non pochi insperati risvegli, la sua fiamma, si è spenta e si è riaccesa, come per automatismo incantato - qua e là nel buio. Comincio a credere, senza uscire di scetticismo, che possa continuare a vivere, anche senza di me, per un altro arco, in qualche luogo ancora imprecisabile- occhio solitario, piede battuto tre volte, colpo di gong repentino, maschera enigmatica, stupore e lutto di manichino. Ma se non seguitasse a vivere, se la letargia temporanea diventasse coma senza ritorno, come può perfidamente essere scritto nel suo destino, che importa? La gioia che ha portato, testimoniata dalle nostre puntuali cassette postali per gli spettatori e anche da una quantità di recensioni e di altri messaggi, resta. La felicità distribuita dai miei geniali artisti - attori, musicisti e figurativi - ai quali va tutto il mio fortissimo ringraziamento, è un patrimonio invisibile illimitato, una delle più modeste medaglie guadagnate da incruenti, da mitissimi, sul campo.” Guido Ceronetti Trent’anni più due, Ed. Marcovaldo
Il Teatro dei Sensibili compie quarant’anni nel 2010, dal laboratorio casalingo realizzato da Guido e sua moglie Erica in appartamento dal 1970, di strada ne ha fatta molta. Ceronetti, attraverso di esso, ha sperimentato varie forme di espressione creativa sia teatrale (dalle marionette, alle maschere, alle ombre cinesi ecc) che grafico/pittorica. Il Teatro dei Sensibili è un percorso artistico collettivo in cui attori, scenografi, pittori di fama o sconosciuti, hanno profuso anima e poesia dando vita all'unico esempio di teatro povero in Italia.
Le marionette ideofore
Alcune marionette non sono le classiche marionette che raccontano una storia, ma appartengono alla categoria ideofora. Sono un'evoluzione della prima specie e recano l'idea di un pensiero, rappresentano un mondo invisibile, filosofico ed etico.
La verità della marionetta ideofora è la caduta: “Sta ritta solo per dire: io cado”.
Le marionette ideofore hanno un’anima, un filo d’acciaio al loro interno. Questo filo, il filarmòn, sale verso il cielo e, attraverso la mano del marionettista, comunica con esso. Gli stessi uomini sono dotati di un filo d’acciaio che parte dal centro della loro testa e vola verso il cielo. Gli uomini sono come marionette. Le marionette sono come uomini.
Guido Ceronetti
Viaggiatore curioso e frequentatore inquieto di molteplici attività creative, ben si sa che Guido Ceronetti, nato nel 1927, è tante cose: poeta, saggista-narratore, collaboratore di testate giornalistiche, esegeta biblico e geniale traduttore dei classici, da Marziale a Catullo e Giovenale, ma anche di Rimbaud e Mallarmé, e poi cinefilo e collezionista di oggetti singolari, autore di soggetti cinematografici e radiofonici, di opere grafiche, con una grande passione per il teatro, che lo porta ad essere drammaturgo-marionettista-regista-scenografo e fondatore con la moglie Erica Tedeschi del Teatro dei Sensibili, che nasce con spettacolini allestiti in casa, ad Albano Laziale, per pochi intimi - vi assistettero anche Montale, Bassani, Soldati, Fellini, Einaudi - eventi ormai divenuti leggendari. Convinto, come ha scritto più volte, che la via di salvezza per il Teatro in generale sia la strada, sua destinazione ideale, all’età di sessantaquattro anni, quasi vent’anni fa, risponde alla chiamata della strada come suonatore di organo di Barberia, e tuttora persegue con risolutezza e passione la sua vocazione di artiste de la rue, con numeri d’invenzione.
Il teatro di strada visto da Ceronetti
…“ Ci sono ricompense vertiginose, quando quattro o cinque paia d’occhi incantati ti fissano per almeno mezz’ora, e per loro vorremmo avere almeno dieci anime da dargli in nutrimento e mani per guarirne tutti i mali futuri. Allora si è vivi davvero e il disfacimento urbano, il crimine che la città è diventata, il Re Peste che svolacchia sopra le nostre teste addomesticate, incontra una renitenza pulita, un semino fertile di riscatto.”
MAV 2010 è a ingresso libero con invito.
Per richiedere l’invito:
info@museomav.ittel. 081 19806511/ 081 19806512
www.museomav.it