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“La Quadratura del Cerchio”
Robert Schaberl a Villa di Donato
Titolo: “La Quadratura del Cerchio”
Artista: Robert Schaberl
Curatore: Cynthia Penna
Testo critico: Cynthia Penna
Dal 25 Febbraio al 20 Marzo 2010
Sede: NAPOLI - Villa di Donato
Piazza Sant’Eframo Vecchio
Vernissage: 25 Febbraio 2010 ore 18,30 alla presenza dell’artista
Info: +39 081660216 / 335 6924214

La storia dell’umanità ha sempre girato attorno alla tematica della “quadratura del cerchio”.

Non è certo in termini geometrici che ci interessa l’argomento, ma in termini filosofici ed estetici.

Le opere di Robert Schaberl sono un esperimento di puro colore e materia; sono piuttosto il risultato di una interazione tra occhio e oggetto, un interscambio fondato sul colore che diventa pura emozione.

Opere fatte di materia pittorica stemperata sulla tela attraverso 50 - 70 stesure di colore: passaggi di colore intervallati da velature e trasparenze per far sì che l’occhio umano, alla fine, più che guardare l’opera, la “interpreti” in maniera singolare e unica: ogni occhio reagisce al colore in maniera diversa e quel colore non sarà mai lo stesso per tutti. Ogni mondo è un mondo a parte, dato dalla specificità di chi guarda, da una combinazione unica di visione ottica, reazione ottico/cerebrale e sentimento, emotività dello spettatore.

Lo sguardo è appagato dalla visione che è il guardare con emozione e attraverso una emozione.

Colpisce la perfezione formale e apparente della resa cromatica in superficie, mentre al di sotto di essa subito si percepisce una sorta di “ingarbugliamento”, di strano “movimento” vitale.
Non vi è mai freddezza formale nelle sue opere perché vi è sempre qualcosa di sotteso, come una materia in movimento che non è mai statica, ma vitale e viva.

Panta rei os potamòs, tradotto come Tutto scorre come un fiume, è il celebre aforisma attribuito ad Eraclito che ben si attaglia alle opere di Schaberl.

Le sue opere non potranno mai essere guardate nello stesso modo, anzi, l’esperienza della loro visione sarà di volta in volta diversa e nuova: un’esperienza unica e differente ogni volta che ci si accosta alle sue opere. Una scoperta di visione e di emozione ogni volta ripercorsa in maniera differente. Più si guardano le sue opere, più si scoprono nuovi mondi ogni volta. E’ un’esperienza in itinere che non si arresta mai.

In fin dei conti: dov’è e che cos’è realmente la “quadratura del cerchio” nella vita di ognuno se non il vivere le esperienze in divenire come un qualcosa di fluttuante e in continua mutazione?
28/12/2009
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