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Cultura
Mistero Buffo, successo della risata
di Rossella Grasso
Un attore e tanti personaggi, una voce per tutto il popolo. E’ questa la peculiarità dell’inconsueta opera di Dario Fo Mistero Buffo, andato in scena lunedì all’Arena Flegrea. Lo spettacolo, svoltosi in occasione del Napoli Teatro Festival Italia, ha raccolto numerosi spettatori riempiendo le vaste gradinate dell’ arena.

Uno spettacolo insolito e applauditissimo dal pubblico divertito che ha assistito con piacere alla straordinaria performance dell’attore che, nelle due ore dello spettacolo, ha eseguito alcuni degli episodi della sua celebre opera.

La commedia è un “mistero” perché tratta in gran parte argomenti legati a temi religiosi ma ripresi da fonti non ufficiali (vangeli apocrifi, testi popolari,...), “buffo” perché allude alla capacità del popolo degli  oppressi, di liberarsi da ogni costrizione e difficoltà facendosi una risata. Non poche cose rendono tanto originale Mistero Buffo.  Per cominciare la lingua. Il comico, come sua consuetudine, ha spiegato i suoi sketch in italiano, contestualizzandoli in un epoca ben definita, descrivendone personaggi e avvenimenti, senza risparmiarsi qualche allusione alla cronaca quotidiana.

Poi, con una sagace ricerca linguistica, lo sketch in grammelot. Si tratta di una lingua inesistente che imita l’effetto di questa o di quella lingua reale, utilizzandone alcuni termini chiave. Si va dal recupero immaginoso di un dialetto lombardo popolare all’ inglese, francese, antico e moderno, includendo spesso termini dei vari dialetti italiani.

Il risultato è un divertentissimo e particolare uso della lingua, unita a una ricca gamma di sfumature espressive che permette all’attore di impersonare numerosi personaggi pur rimanendo solo sul palco. Così Fo ha impersonato prima uno Zanni affamato che sogna una cucina piena di cibo, poi Scapino, un educatore francese, e vari personaggi della corte; poi la trasformazione nei numerosi astanti del celebre episodio del miracolo della resurrezione di Lazzaro; poi un avvocato inglese che difende un nobile stupratore; infine  Bonifacio VIII, nell’episodio che quarant’ anni fa destò tanto scalpore nel Vaticano.

E’ proprio quarant’ anni fa che Dario Fo scrisse Mistero Buffo, un opera che da allora resta intramontabile, riscuotendo enorme successo tra il pubblico, forse anche per la sua grande attualità. Inutile parlare della bravura dell’ attore, ironico su tutto e coinvolgente in toto , tanto da voler sul palco seduto un po’ del suo pubblico per eliminare al massimo quel poco di distacco possibile per la sua travolgente vis comica.

Pietra miliare del teatro italiano, custode e promulgatore dell’antica Commedia dell’ Arte, Dario Fo, con le sue maschere e i suoi tipi non smette mai di piacere, regalando al pubblico, nonostante tutto, quella possibilità di riderci su a crepapelle.

22/7/2009
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