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La Canottieri ieri, oggi e… domani?
di Alessandra Giordano
Una carrellata di visi, nomi, successi sportivi e feste mondane. Di coppe, targhe, medaglie, trionfi. Ma anche delusioni e sconfitte. Una storia lunga che parte dal lontano 1914 per arrivare ai nostri giorni e continuare, domani.

E’ il racconto di un circolo nautico glorioso, il Circolo Canottieri Napoli, che ha avuto alterne vicende e che in 95 anni di vita può vantarsi di essere la storia della città. Cominciando dai colori, giallo-rosso, gli stessi del gonfalone della municipalità…
Tanto da dire, tanti episodi da riportare, ma, pur stretto nei tempi rotariani, Giancarlo Bracale, presidente del sodalizio per cinque anni, ha saputo condensare tanti anni e trasmettere ai soci del Rotary Napoli Sud Ovest, presieduto per la prima volta da Nando De Sanctis, la vitalità del circolo in una girandola di avvenimenti da capogiro.

E’ accaduto lunedì sera nella sede rotariana de La Staffa, dove, alla presenza di personalità del mondo dello sport del calibro di Pippo Dalla Vecchia, Carlo Rolandi, Carlo De Gaudio e Rino Merola, il conversatore – grazie ad un lavoro di archivio e di ricerca storica riversato in video e foto e coadiuvato dal responsabile web del Distretto Gigi De Matteis – ha tenuto desta l’attenzione dei tanti convenuti riportando avvenimenti “antichi” e recenti, dalla prima Lysistrata, all’oro olimpico di Rosolino, passando per i fasti della vela alle vittorie sulla terra rossa soprattutto in campo femminile.

“Attualmente il circolo ha conosciuto un’opera importante di restyling – ha detto Bracale – e continua ad allevare giovani anche se non ci sono delle punte di diamante, non tanto perché si esauriscono i cicli, ma quanto perché i cosiddetti sport minori risentono dell’influenza del calcio e di altri sport più ricchi”. Sono, comunque, migliaia i ragazzi che frequentano le sezioni sportive e quindi tantissime famiglie ruotano non solo intorno alla Canottieri se moltiplichiamo il fenomeno tra l’Italia, il Savoia, il Posillipo e gli altri circoli cittadini. Da città disastrata, umiliata e mortificata Napoli trova dunque respiro e gratitudine in questa parte sana che meriterebbe incondizionata ammirazione.

7/7/2009
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