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Cronaca
L’uomo venuto dalle Frattocchie
di Mario Caruso
Gli ha concesso un solo anno di permanenza a Napoli… poi, dice molto chiaramente: lo manderemo a casa. Sensazionale notizia, anche se un anno è lungo e la sopportazione dei napoletani è al limite.
 
Gli attori sono Berlusconi e Bassolino. È accaduto che il Presidente del Consiglio, guarda un po’…, ha scoperto che Bassolino non aveva ancora lasciato la poltrona di via Santa Lucia è quindi ha dato sfogo alla sua… sorpresa dichiarando “l’anno prossimo ci prenderemo la Regione”.

In effetti Bassolino, in questi due anni di fuoco, è stato difeso dal suo partito (quale?...) diciamo il Pd ma sempre tenuto ben nascosto: nei comizi sotto il palco (...non deve salire, altrimenti vedono che sta con noi e perdiamo le elezioni) oppure a teatro in terza-quarta fila, anche in presenza degli ultimi due amiconi Presidenti della Repubblica, Ciampi e Napolitano.

Nelle processioni “per Napoli e salvanapoli”, coi sindacati nazionali o con uomini illustri della politica, Bassolino si nascondeva dietro le bandiere “della pace”, facendo balletti per sfuggire allo sventolio degli stendardi della Cgil-Cisl-Uil o Cobas, Fiom eccetera…

Bassolino governa la Regione con disprezzo, incapace di stabilire finanche un contatto di simpatia con i napoletani. Ha perso per strada collaboratori validi e intelligenti, e ora è costretto a rimescolare continuamente le carte... prende solo figure… gli assi sono già usciti dal mazzo.

Isaia Sales sostiene che “Bassolino non ha mai amato la Regione come istituzione e non l’ha mai capita fino in fondo, non si è mai appassionato completamente ai suoi problemi”. E… meno male!!!

Venne a Napoli vestito da straccione, fu introdotto nella case dei ricchi napoletani da un senatore del Pci, il quale poi lo abbandonò, lasciandolo crescere (si fa per dire) nelle mani di un medico napoletano.

Nei bar chiedeva “caffè distinto”, cioè con latte a parte. Gli insegnarono come avrebbe dovuto comportarsi al pranzo del G8 a Palazzo Reale, imbarazzato nel corso della “lezione” chiese alla “maestra”… "ma perché tante forcheeeette?"

Sarebbe andato volentieri ad abitare nel centro antico, non lontano dalla sede del suo primo comitato elettorale, ma i “ricchi signori” gli consigliarono una piccola casa a Posillipo, con un balconcino vista mare, che non gli sarebbe costata neanche un soldo… tutto spesato, compreso nell’affetto e nella passione politica di adulatori improvvisati e affaristi, certo falsi profeti della politica.
 
Diventava cattivello quando negli incontri nelle case dei posillipini gli rivolgevano domande del tipo…. “lei prevede un aumento di pullman tra Capo Posillipo e il centro della città?” ...oppure … “Noi abitiamo in una parte di Napoli dove si verificano più furti  e rapine, che cosa penserà di fare per aiutarci?”

Prima di rispondere gli capitava di dover governare la sua tremula voce, di asciugarsi più volte il sudore che gli colava dalla fronte, di cambiare la sigaretta appena spenta e di cercare, inutilmente, qualcuno dei presenti che potesse riportare nei limiti della politica la visita acchiappa-voti.
L’uomo venuto dalle Frattocchie, che sedeva al tavolo dei padri del comunismo italiano appena all’età di 18 anni, insomma manifestava disgusto per la gente che incontrava.

Avrebbe voluto sciorinare tutto il suo sapere scolastico frattocchiano, i principi della “politica giusta” per formare buoni amministratori, la necessaria collaborazione della società civile (in un convegno gli chiesero… “ma che cos’è questa società civile che lei nomina sempre?” e quindi addomesticare il popolino per far fruttare quel buon vivere scritto nelle tavole del perfetto comunista inchiodate ai muri delle stanze del Partito in via delle Botteghe Oscure.

Non c’è mai stato un incontro produttivo tra Bassolino e i “ricchi” ma certo anche tra la povera gente, come la definiva, non incontrava consensi. Non riusciva ad allontanare dalla sua mente ciò che gli avevano inculcato… quelli sono cattivi… un bel giorno verranno giù e il portiere occuperà le loro case... vedrai!

Vinse il “torneo Masaniello”, battendo i notabili della dc e del psi che governavano Napoli. Una grande festa a fine gara, nella galleria Umberto, organizzata da una benestante famiglia, con l’offerta di torte con lo stampo di “falce e martello” al cioccolato e con un centinaio di valige, una messa in scena con un significato rivolto al trio politico… cioè metteteci dentro la vostra roba e lasciate la piazza a noi… a me.

L’era Bassolino era cominciata… ho pulito la pentola… ora andiamo avanti. Al Comune tutto quello che non gli piaceva e che gli era difficile capire lo passava nelle mani dei privati.

“Fuori dal settore pubblico è tutto un imbroglio, fai attenzione Antonio, il “privato” non fa parte della nostra politica”, il telegramma inviato da Via delle Botteghe Oscure fu cestinato, qualcuno dice “dato alle fiamme tra l’accensione di una sigaretta e l’altra”.

Quindici anni, di successi teatrali, Napoli sempre capitale delle sette note… feste, farina e forche. E arte… una volta contemporanea e un’altra moderna… ma le slides sempre le stesse. Ingegneria genetica per costruire solide strutture, biologia molecolare per una buona salute. L’ignoranza spinta a forme estreme.

Oggi Bassolino vive un oscurantismo politico che danneggia Napoli e i napoletani in prima battuta e subito dopo le province della Campania. I giornali titolano: “Scintille Berlusconi-Bassolino. È una sorpresa per i napoletani, i quali fino a ieri avevano creduto ci fosse una strategia tra i due… scritta sulla monnezza.

Oggi il premier dice “lo manderemo a casa” e Bassolino risponde “ti ho sconfitto due volte” e ancora una volta lancia un’allenza meridionalista; gode della sconfitta di Vendola, gode della sconfitta del Pd, gode del disordine nel quale vive il partito dei capibastoni ex diessini e “popolari”. E certo non ha voglia alcuna di puntare al ripescaggio nella cosidetta sinistra estrema o radicale.

Chiuso nella sua stanza… in attesa di disgrazie altrui. Vive di tivù dopo aver fimato mutui e delibere per nuove tasse. Non ha mai fatto un discorso della durata di oltre tre minuti. Un politico, una statua di marmo, una divinità alla quale si può osare una richiesta ma dalla quale non si possono aspettare risposte.

Per lui l’ideazione contiene già in se la realizzazione, lo dice Isaia Sales che gli è stato vicino per lunghi anni, evidentemente sofferti. Si è sempre disinteressato della “manutenzione” delle idee che nella vita politica significa coinvolgimento di più persone e istituzioni. Il governo romano come sottospecie, gravissimo errore che ha generato in Bassolino una solitudine politica alimentata da falso illuminismo e virtualità partorite da una mente confusa.

Il campionato del mondo della vela a Napoli, a Bagnoli, a Capri, a Ischia, a Sorrento… siamo pronti, abbiamo presentato un grande progetto. Poi, la realtà! Ancora oggi per quelle località non ci può passare neanche una barchetta  spinta da un foulard.

Bassolino vive solo nella mente dei napoletani, in Campania è stato cancellato. Le sue veline sono a Roma, spiegate tra Camera e Senato. Contano ben poco nella politica nazionale. I suoi due angeli, Marone e Cozzolino sono in sella. I più accreditati  nel marasma del centrosinistra.

Isaia Sales, uomo di grande cultura e di apprezzata intelligenza politica, guarda all’imminente futuro. E risponde a quei posillipini alle prese con un quotidiano interrogativo: se Bassolino va via, ma chi ci mettiamo al suo posto? E si danno la risposta… la politica è fatta di ladri, meglio tenerci questo!!!

Posillipo, il mare, lontano Capri e Sorrento, la zona flegrea, Procida, Ischia, le chitarre, la pizza, le canzoni. Napoli tra doni di Dio e bagnata da una miscela che infiamma i cuori, aumenta emozioni, che strugge gli animi.

Sempre nel virtuale ora Bassolino viaggia con l’idea politica di colonizzare il Mezzogiorno e dargli nuova vita, la piena riscossa per riacquistare le identità sottratte da cattivi governi, e a riguardo non ne salva nessuno. Via, non gli crede più nessuno, sono solo fantasticherie, turbe neurovegetative, comportamenti irreali e dannosi. Il “mal passato” che non può tornare.

Napoli rimarrà legata al futuro di un politico che l’ha mortificata? Qual è la sua mosssa vincente? Non ce l’ha: si affida soprattutto alle ingenuità altrui, ai “creduloni bravagente” che gli consentiranno di sovvertire la sua posizione di affossatore trasformandola in quella di salvatore della Patria-Napoli: il bassolinismo corre da Capo Posillipo alla periferia est.

Totonno nostro, a Cortona tutto è pronto per accudirti. Lì c’è qualcuno che ti ama!!! Vedi se ti puoi procurare una di “quelle valige”, riempila e parti convinto con il biglietto di sola andata.

Accetta le nostre scuse… per il fastidio che… ci hai dato.
20/6/2009
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