Spettacoli
Il San Carlo per la Scuola 2009
La Fondazione Teatro di San Carlo presenta il progetto "All'Opera, all'Opera"
di Eva Casciello
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In un periodo in cui non si fa che parlare del grave virus di nome “bullismo” dal quale il sistema scolastico italiano pare affetto, il San Carlo risponde con una sola parola: cultura.
Gioca una carta che può rivelarsi vincente, promuovendo il progetto ”Il San Carlo per la scuola”, lasciando dunque la parola all’arte e, nello specifico, al linguaggio musicale e alle varie forme del teatro in musica.
In breve, si tratta di un progetto formativo rivolto agli studenti di oggi, che sono il pubblico di domani.
E’ stato dunque ieri sera, 21 gennaio, alle ore 18, all’interno di una delle prestigiose sale del settecentesco Palazzo Zapata di Piazza Trieste e Trento, che studenti e insegnanti (e giornalisti) sono stati invitati a una Conferenza avente per tema Benjamin Britten e la sua opera
Peter Grimes.
Celebre compositore inglese del Novecento ed
enfant prodige, Britten può essere considerato come uno dei più grandi compositori britannici del XX secolo, un’opinione ormai consolidata tra i critici professionisti.
Ma non da subito. Britten ha di fatto vissuto gran parte della sua vita all’ombra di una figura controversa, forse a causa delle sue opinioni politiche e abitudini sessuali…
Due etichette gli sono state affibbiate, che possono essere tradotte nelle parole “diversità” e “ambiguità”. Ma, per sua fortuna, la sua maestria musicale, la bellissima personalità di cui era dotato e il suo genio hanno fatto sì che potesse essere valutato come uno dei più abili compositori della sua generazione.
A ogni modo, torniamo alla Conferenza, egregiamente tenuta dal Professor Ennio Speranza, che vanta un
curriculum vitae musicale di grand’elogio.
Con fare certo e una passione particolare per Britten, Speranza ci ha intrattenuti in particolare sul
Peter Grimes.
Speranza ha esordito dicendo che le opere liriche, se vogliono essere comprese fino in fondo, devono essere non solo ascoltate ma viste. Con quest’affermazione, si lega al
Peter Grimes, asserendo che la tensione emotiva che trasmette può essere paragonata senza dubbio a quella procurata da un film di oggi – non a caso, Benjamin Britten ha anche composto colonne sonore.
Questi credeva fermamente nell’opera lirica, poiché si appoggia su modelli estetici ben consolidati. E non solo. Britten sosteneva l’aspetto sociale della musica, come forma che giunge alla collettività in tutta la sua naturalezza ed espressività.
E ora qualche parola in merito al
Peter Grimes (1945): si tratta di un’opera basata sul poema “The Borough” di George Crabbe, suddiviso in un prologo e tre atti, la cui Prima si svolse a Londra, presso il Sadler’s Wells, il 7 giugno 1945.
La musica riecheggia un po’ i tratti della personalità di
Peter Grimes: questi è un “diverso”, non riesce a comunicare con il suo prossimo, si mostra immeritevole, in breve ha problemi di definizione sociale, essendo un personaggio schivo.
La musica, ad esempio, per trasmettere il chiacchiericcio del borgo, esprime solitudine con ampi squarci melodici.
Il principio dell’opera, con il processo in corso, vede l’entrata di Grimes con una peculiarissima intonazione lirica.
Un’altra particolarità affiora con la voce del mozzo, che non parla se non attraverso la viola, oppure la sirena antinebbia che riecheggia insensibile.
Il tutto può essere riassunto mediante l’utilizzo di una musica con tratti rinascimentali e barocchi.
Ma ora cerchiamo d’analizzare la figura di
Peter Grimes.
Che cosa viene rappresentato con il suo suicidio?
E’ chiaro che Britten desidera rappresentare una società ipocrita, una società che non aiuta un “diverso”. E’ dunque lampante un rapporto tra individuo e comunità critica, qualità che non caratterizza Grimes stesso: costui sebbene giudichi il borgo, non dà un giudizio morale su alcuno dei suoi abitanti.
Tornando ai tempi moderni, e dopo averne ascoltato un brano, vediamo come il noto musicista britannico Sting abbia deciso d’interpretare il celebre compositore e liutista inglese seicentesco John Dowland. Con il suo album
Songs from the labyrinth, Sting definisce il progetto "la colonna sonora della vita di Dowland in parole e musica''. Ebbene, numerosi paralleli possono essere fatti con la musica di Britten, un
trait d’union che risalta una tradizione musicale che terminerà forse soltanto con i Beatles.
Ma ora vi lasciamo, dandoci però appuntamento al 25 gennaio 2009: per l’apertura della nuova stagione e fino al 3 gennaio, il San Carlo (totalmente ristrutturato) presenta il
Peter Grimes di Benjamin Britten, diretto da Jeffrey Tate. Un appuntamento con l'opera... da non perdere.
Per informazionivia San Carlo, 98/F - 80132 Napoli
Tel. +39 081 79 72 331 - 79 72 412
Fax +39 081 40 09 02
E-mail:
biglietteria@teatrosancarlo.it Sito web:
www.teatrosancarlo.itLa biglietteria è aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 19 e un'ora prima di ogni spettacolo.
Peter GrimesBenjamin BrittenPrologo. L’interno della Moot Hall. Si sta procedendo a dar termine all’inchiesta sulla morte di un piccolo apprendista di Peter Grimes. Swallow, il procuratore, stabilisce che si è trattato di «circostanze accidentali», ma lo invita a non assumere altri apprendisti. Grimes si lamenta tuttavia di non essere stato del tutto scagionato agli occhi del villaggio (primo interludio marino, “L’alba”).
Atto primo. Una strada del villaggio in riva al mare, di fronte alla taverna “The Boar”. È prima mattina, e tutto il villaggio esce in strada per lavoro o commissioni; tutti si salutano, tutti si conoscono. Peter Grimes è in difficoltà nel tirare in secca la sua barca da solo: chiede aiuto, ma nessuno gli dà retta. Il farmacista Ned Keene gli comunica di aver trovato un nuovo apprendista per lui e che si tratterebbe soltanto di andarlo a prelevare all’orfanotrofio con un carro; ma Hobson, il carrettiere, ribatte che il suo carro è già pieno. È allora Ellen Orford, la maestra elementare, che si offre di andare a prendere il ragazzo, per dare a Grimes nuove opportunità; critica aspramente le malelingue del borgo ("Whatever you say, I’m not ashamed") e parte con Hobson per la sua missione. La tempesta s’avvicina e tutti rientrano nelle loro case o al pub . Rimasti soli, Grimes e il capitano Balstrode, ufficiale in pensione, hanno un colloquio. Balstrode gli chiede perché preferisca subire la furia della tempesta piuttosto che rifugiarsi al ‘Boar’, e lo mette in guardia sulla sua fama di mostro violento con i bambini. Grimes racconta allora l’orrendo giorno in cui si trovò solo, in mezzo a una tempesta di mare, col cadavere del suo apprendista morto a bordo; vuole riscattarsi, sposarsi e far soldi. Rimasto solo, Grimes invoca un po’ di pace e spera nell’amore di Ellen (secondo interludio marino, ‘Tempesta’). All’interno del pub ‘The Boar’, Mrs. Sedley aspetta il farmacista che le deve portare il laudano. Balstrode rivolge le sue attenzioni alle due nipotine di Auntie, la proprietaria del locale, che sono l’attrazione del luogo. Anche Boles, il metodista, è ubriaco e perso dietro le due ninfette; lo tiene a bada Balstrode, che spiega a tutti la morale della taverna ("We live and let live, and look"). La porta si spalanca ed entra Peter Grimes, ancor più stralunato del solito ("Now the Great Bear and Pleiades"). Il suo arrivo suscita l’ostilità generale: Boles, addirittura, vorrebbe spaccargli una bottiglia in testa, ma Balstrode lo ferma. La tensione è al massimo, finché Ned Keene, invitato da Balstrode, non attacca una canzone che in breve coinvolge tutti ("Old Joe has gone fishing"). Si apre però nuovamente la porta e giunge Hobson, con Ellen e il nuovo apprendista, infreddoliti e stanchi. Peter taglia corto e si porta via il ragazzo a casa. «A casa? E la chiama casa!», replicano tutti, inorriditi.
Atto secondo. (Terzo interludio marino, ‘Domenica mattina’). Qualche settimana dopo, in una bella mattina di una domenica, suonano le campane e tutti si recano in chiesa. Giunge anche Ellen col piccolo apprendista ("Glitter of waves"). Mentre lavora a maglia, la maestra s’accorge che la camicia del ragazzo è strappata; questi cerca di nascondere qualcosa che ha sul collo, ma Ellen scopre un grosso livido, e pensa subito a una nuova violenza di Grimes. Questi sopraggiunge per portare il ragazzo al lavoro, e quando Ellen protesta facendo notare che la domenica è un giorno di riposo, il pescatore replica dicendo di doversi comprare una casa e mettere così a tacere i pettegolezzi del villaggio. Allora Ellen gli chiede come il ragazzo si sia procurato il livido; Grimes ribatte che è successo in mare, durante la tempesta. Ellen lo rimprovera e gli ricorda che non potrà comprarsi la pace; Grimes urla di disperazione e la colpisce. La scena viene osservata da Auntie, Ned e Boles, che non sono andati in chiesa. Lentamente, tutto il paese si ritrova sulla piazza e comincia a fomentare altre accuse contro Grimes, mentre Balstrode tenta, invano, di calmare gli animi. Il ritornello generale è «Grimes ha ricominciato». La collera collettiva è attizzata da Boles, e inutilmente Ellen cerca d’illustrare i suoi progetti di redenzione per Grimes e le sue attenzioni nei confronti del piccolo apprendista ("We planned that their lives"): tutti ormai sono anche contro di lei, e la folla inferocita decide di recarsi alla capanna di Grimes (coro "Now is gossip put on trial"). In scena rimangono solo Ellen, Auntie e le due nipoti, lamentando la furia degli uomini ("From the gutter"). (Quarto interludio marino, ‘Passacaglia’). Nella sua miserabile capanna, ricavata da una barca rovesciata, Grimes incita il ragazzo al lavoro: devono salpare subito, per non perdere un ricco branco di pesci. È sovraeccitato e parla a frasi spezzate, cercando di spiegare all’apprendista quali siano stati i suoi giorni di ragazzo e le sue speranze ("Go there! Here’s your sea boots!"). Si sente in lontananza il coro degli uomini del villaggio. Grimes capisce che vengono per lui e s’infuria col ragazzo: lo accusa d’aver parlato troppo con Ellen. Decide di fuggire per la scogliera, proprio quando la folla giunge davanti alla sua porta. Nel calarsi sugli scogli, il ragazzo precipita e muore. Grimes fugge: intanto nella capanna sono entrati il parroco, Swallow e Ned. Non trovano nessuno e tornano indietro insieme agli altri. Solo Balstrode, rimasto solo, va a vedere dall’altro lato della capanna, quello che dà sulla scogliera, e s’accorge immediatamente dell’accaduto.
Atto terzo. (Quinto interludio marino, ‘Chiaro di luna’). Qualche giorno più tardi, di notte, sulla piazza del borgo, è in corso un ballo. Mentre tutti fanno festa, giunge Mrs. Sedley ad annunciare al farmacista che Peter Grimes è un assassino: nessuno ha più visto il ragazzo da un paio di giorni. Frattanto anche Balstrode informa Ellen della scomparsa di Grimes e del ragazzo. Ellen ha trovato sulla spiaggia la maglia dell’apprendista ("Embroidery in childhood was a luxury of idleness"). Decidono di ritrovare Grimes e aiutarlo, ma Mrs. Sedley ha ascoltato il colloquio e visto la prova della maglia: corre ad avvertire il procuratore Swallow. Costui incarica Hobson di ritrovare Grimes, e comincia la caccia all’uomo (coro "Who holds himself apart"). (Sesto interludio marino). Tutto il villaggio è alla ricerca di Grimes, e si sentono lontane le voci che lo chiamano. Peter è solo in scena, la mente sconvolta ("Steady. There you are! Nearly home!"). Lo raggiungono Ellen e Balstrode per portarlo a casa, ma egli è ormai completamente assente. Balstrode allora offre il suo aiuto a Peter, per mettere la barca in mare e poterla poi affondare al largo. Per Peter è la fine. Lentamente la vita riprende nel borgo, come in una qualunque giornata. Swallow annuncia che in mare sta affondando una barca, ma nessuno sembra interessarsi all’evento.
(Il Prologo e i Tre Atti sono stati estratti dal portale DelTeatro.it)