Contatta napoli.com con skype

Sanità
L’influenza si vince anche a tavola
di Bruno Prezioso
L’influenza costringerà molti italiani a letto. Ed anche per molti giorni. Per la prima volta, nell’ultimo ventennio, il vaccino antinfluenzale avrà tre nuovi ceppi rispetto a quello dello scorso anno.

Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità e il Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie ritengono che la “nemica influenza”, proveniente dall’Australia, si diffonderà anche velocemente.

Il vaccino è già nelle farmacie e nelle strutture sanitarie territoriali. Chi dovrà sottoporsi a vaccinazione? In particolare gli ultra 65enni e soggetti che soffrono di malattie croniche, le donne in gravidanza e i bambini dai 6 ai 24 mesi.

Massima prevenzione per coloro che sono a contatto con persone a rischio e tutti gli operatori sanitari. Gli antibiotici sono utili solo se il medico lo ritiene necessario, evidentemente per altri disturbi che dovessero manifestarsi nel periodo in cui il virus influenzale è presente nell’organismo.

Quelle descritte sono le regole, anche molto note, per combattere l’influenza. Ma, spesso, accade che non si tenga conto di alcune opportunità che rendono la vita facile al virus, in entrata nel nostro organismo e nel periodo che vi soggiornano.

A riguardo rivolgiamo alcune domande alla dottoressa Liliana Buccoliero, biologa, insegnante, ed esperta in nutrizione.
 
Dottoressa, qual è il segreto per prevenire l’influenza?“La cattiva alimentazione e gli irregolari stili di vita certamente sono condizioni che favoriscono l’assalto del virus influenzale nel nostro organismo”.
 
Vuole dire che prima di affrontare il grande freddo occorre approntare determinate diete alimentari, insomma bandire alcuni cibi dalla nostra tavola favorendone altri che possono aiutare l’organismo a combattere l’influenza?“È così. Bisogna considerare per prima cosa che una dieta priva di nutrienti fondamentali e, quindi, di un opportuno e necessario apporto vitaminico debilita l’organismo e ciò certamente facilita non solo l’entrata di virus ma genera anche altri disturbi. Le difese immunitarie vanno aiutate con una dieta ricca di frutta e verdura, soprattutto di vitamina C che è un anti-ossidante naturale e partecipa attivamente nella difesa contro le malattie virali. In contemporanea bisogna allontanare dalla nostra tavola i cibi ricchi di grassi oppure ipercalorici che non fanno altro che affaticare e, appunto, debilitare l’organismo”.
 
Dottoressa Buccoliero, le abitudini, un certo tipo di depressione, la temperatura, il passaggio improvviso dal caldo al freddo, ecco qual è il reale pericolo  che può favorire l’influenza, quest’anno riconosciuta dagli esperti degna di grande attenzione?“Il virus influenzale resiste molto bene nell’ambiente esterno anche in condizioni ambientali sfavorevoli e con basse temperature, ma si diffonde facilmente negli ambienti chiusi e affollati, come per esempio locali e metropolitane perciò tenersi lontani da tali luoghi è consigliabile. Il fumo e certamente i luoghi affollati e caldi favoriscono l’insorgere del contagio”. Il lunedì mattina i giovani restano a casa, dopo le sudate del sabato sera in discoteca, con brividi di freddo, naso otturato, mal di testa e la stanchezza per le ore di sonno perdute. Dopo l’abbondante sudorazione vanno reintegrati i liquidi perduti, questo è fondamentale ma molti lo dimenticano. E non sempre sono utili gli “integratori”.

Vi sono particolari individui, a parte quelli citati come cardiopatici ed anziani, che sono destinati loro malgrado  a finire per qualche giorno a letto con l’influenza?“Ricordo a tal proposito un’indagine fatta dal professore Andrea Strata, docente di nutrizione clinica all’Università di Parma, che tra le categorie fortemente a rischio menzionava i single. Perché svolgono una vita irregolare, mangiano in modo inadeguato e, soprattutto nelle grandi città, si alimentano una sola volta al giorno, intaccando le riserve di vitamine e di altri elementi che sono utili per difendere il corpo da attacchi esterni.”
 
Dottoressa Buccoliero, un ultimo consiglio?“Un buon termometro sul comodino per controllare i valori febbrili e il numero di telefono a portata di mano per chiamare il medico e soprattutto cibi ricchi di vitamine e fibre”. Il “fai da te” o la “ricetta della nonna” possono non risolvere il problema”.    
25/11/2008
RICERCA ARTICOLI