Cronaca
Dal Vesuvio una lava di guai
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La puntuale, ampia e dettagliata inchiesta “La lobby all’ombra del Vesuvio”, pubblicata su “Il Sole 24 Ore” e firmata dal giornalista Claudio Gatti, offre uno spaccato inquietante del torbido intreccio che ruota intorno ad un manipolo di avvocati e commercialisti con gli studi professionali a Napoli.
“Quello che emerge – dice Marcello Taglialatela di An vice presidente del Gruppo PDL alla Camera e componente della Commissione Antimafia - leggendo con attenzione l’inchiesta giornalistica, è un quadro agghiacciante dove affari di varia natura, interessi economici importanti, commistioni politiche rilevanti e non solo fanno da sfondo all’attività di alcuni stretti amici, collaboratori ed ex assessori del governatore Antonio Bassolino”.
Dalla Soresa alla Banca del Sud, dalla rifiutopoli agli interessi immobiliari, molti se non tutti i grandi affari degli anni dello strapotere bassoliniano sarebbero transitati da Via Melisurgo ed attraverso l’attività di alcuni studi professionali o dei loro protagonisti.
“Credo – dice Taglialatela - che tutto questo non sia casuale e presenterò al riguardo una interrogazione parlamentare per chiedere di conoscere se, ad esempio, professionisti come l’avvocato Enrico Soprano, che è sottoposto ad indagine da parte della Procura per le consulenze ricevute sulla gestione rifiuti, hanno ancora in essere rapporti con il commissariato rifiuti, con la Regione, con il Comune di Napoli e le aziende partecipate dagli enti locali”.
Taglialatela chiede alla commissione parlamentare Antimafia di occuparsi immediatamente della vicenda, anche perché dall’inchiesta de “Il Sole 24 Ore” emerge finanche il ruolo di una impresa di costruzioni priva della certificazione antimafia. Un particolare questo che getta una ulteriore allarmante ombra sul Palazzo di Via Melisurgo.
Dopo il caso Petrella e del casale di Cortona, un’altra figura importante come quella dell’avvocato Enrico Soprano, da sempre molto vicino a Bassolino, sembra essere fortemente coinvolta in questioni di particolare rilievo per le sorti economiche ed affaristiche di Napoli e della Campania.
“Come se non bastasse – afferma Taglialatela - scopriamo anche il ruolo di figure inquietanti come quella del faccendiere Omar Scafuro di cui si apprende anche l’attività di falsificazione di fidejussioni bancarie usate per tentare maldestramente di acquistare una squadra di calcio”.
A tutt’oggi, sempre in relazione alla cartolarizzazione dei debiti condotta dalla Soresa non è dato conoscere le qualità e la capacità di Scafuro e della sua Carrington & Cross, a cui è stata riconosciuto un compenso economico valutato tre volte più alto della norma.
“Mi chiedo – sottolinea Taglialatela - dove fosse l’assessore regionale Angelo Montemarano mentre una operazione così delicata per la sanità campana veniva gestita con straordinaria improvvisazione ed incapacità?».
Intanto altre notizie pubblicate dai giornali e dalle Agenzie raccontano di guai giudiziari per gli amici di Antonio Bassolino.
Stavolta si tratta di fatti accaduti in relazione all’attività dell’Autorità Portuale di Napoli. “Ed ancora una volta – dioce Taglilatela - ci troviamo dinanzi a situazioni che svelano l’intreccio politico, economico ed affaristico che riguarda gli amici del governatore. Molti amici di Bassolino sarebbero coinvolti in vicende gravissime ed incompatibili con la guida della pubblica amministrazione. È la conferma che il governatore, continuando a guidare la Regione, arreca solo danno all’immagine ed all’economia della Campania».
“Quindi – si chiede Luigi Bobbio presidente provinciale di An - che cos’altro deve accadere nell’ambio dell’entourage bassoliniano affinchè le cose finalmente cambino in Campania? Quale misteriosa forza mantiene ancora in piedi l’amministrazione bassolino e tutto il partito democratico in Campania?”
Bobbio dice di aspettare con ansia, da cittadino prima ancora che da politici, di essere messo a conoscenza dei dettagli dell’ennesima operazione di potere del partito democratico campano che questa volta vede coinvolto come protagonista il presidente dell’autorità portuale di Napoli, Nerli.
“Non posso non rilevare, incidentalmente – sottolinea Bobbio - che secondo quanto emerge dalle prime notizie di agenzia, la vicenda avrebbe per altro contenuti che, forse, con altri indagati, avrebbero portato a ritenere la misura del divieto di dimora irrogata a Nerli non del tutto adeguata alla gravità dei fatti.
Ma non è certo questo il cuore del problema che invece va cercato nella sua natura emblematica dell’intreccio contorto ed eversivo, che da troppo tempo, spudoratamente avviluppa maggioranze di centrosinistra, affari, consulenze e potere in Campania. E tutto accade sulla pelle di un popolo che soffre sempre di più. E che chiede giustizia!!!”.