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Università e ricerca, il Rettore Rossi al Ceinge
La crescita di un Paese è inscindibilmente legata allo sviluppo della ricerca nonchè alle risorse ad essa dedicate. In un momento di gran fervore e fermento che sta vivendo l’Accademia Italiana, si discuterà di questo argomento con il Prof. Francesco Rossi Magnifico Rettore della Seconda Università degli Studi di Napoli e Ordinario di Farmacologia nel corso del prossimo incontro de “I Venerdì del CEINGE” – Conversazioni ai confini della Scienza – Wine & Cheese...”
 
L’incontro è previsto per il 7 Novembre dalle 17 alle 19 presso il CEINGE, l’iniziativa finalizzata alla diffusione della cultura scientifica, promossa dal Prof. Guido Trombetti, Rettore dell’Università di Napoli “Federico II” e dal Prof. Franco Salvatore, Ordinario di Biochimica dell’Ateneo Federiciano e Presidente del CEINGE.
 
Il Consiglio Europeo nel 2002 ha stabilito che entro il 2010 gli Stati membri dovranno raggiungere una spesa complessiva in ricerca pari al 3% del PIL. Attualmente la media dei paesi europei è di circa il 2%, mentre l’Italia è ancora ben lontana, rappresentando le spese in ricerca e sviluppo intorno all’1% del PIL ed essendo l’entità degli investimenti sostanzialmente invariata da oltre un decennio.
 
In Italia, inoltre, l’investimento in ricerca e sviluppo è prevalentemente pubblico e l’indice di innovazione è al di sotto della media europea. Allo stesso modo il numero di ricercatori, su quello totale dei lavoratori, è tra i più bassi in Europa. Nonostante ciò l’impatto della ricerca italiana, calcolato come numero medio di citazioni su riviste internazionali, è di poco superiore alla media europea e per numero di pubblicazioni scientifiche l’Italia è all’ottavo posto nel mondo.
 
In questo, il ruolo dell’Università, tra i principali enti di ricerca del nostro paese, è preminente, nonostante le continue riduzioni dei finanziamenti pubblici alle Università. Infatti, la spesa in ricerca e sviluppo nelle Università è scesa nel 2007, rispetto al 2006, dallo 0,36% del PIL allo 0,33%. In controtendenza alle riduzioni di finanziamento, le Università italiane nel 2007 hanno incrementato la percentuale dei finanziamenti destinati alla ricerca dal 37,7% al 41,1% delle loro risorse complessive.
 
Fra i vari ambiti della ricerca svolta negli Atenei Italiani quella clinica riveste un ruolo importante, come è testimoniato dall’elevata percentuale di progetti presentati nell’area medica (06) nell’ambito della ricerca di rilevante interesse nazionale finanziata dal MIUR e dal fatto che gli investimenti in ricerca nel triennio 2001-2003 per l’area medica hanno rappresentato il 18% del totale. Le principali risorse per la ricerca clinica nel nostro paese vengono, oltre che dal Ministero della Salute, dall’industria farmaceutica, anche se tali investimenti sono molto al di sotto di quelli di altri paesi europei ed extraeuropei.
 
Negli ultimi anni, invero, vi è stato un incremento di impegno nella ricerca clinica farmaceutica come testimoniato dall’aumento delle sperimentazioni di nuovi farmaci nelle varie fasi della ricerca clinica. In questo campo un ruolosignificativo è svolto dall’Università coinvolta sia nella ricerca profit che in quella no-profit.
 
Nel futuro azioni strategiche per incrementare la ricerca in Italia e quella clinica in particolare dovrebbero essere, in base al Programma Nazionale della Ricerca del 2005, il rafforzamento della base scientifica del Paese, il sostegno dell’eccellenza e del merito, l’internazionalizzazione, la crescita e la valorizzazione del capitale umano, il potenziamento tecnologico, il maggiore coinvolgimento del sistema produttivo.
6/11/2008
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