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Cultura
Colate incandescenti sui nudi di Rossella Avolio
di Alessandra Giordano
Il segno è classico, le linee morbide e languide per quei corpi femminili nudi in parte pudicamente nascosti da una colata di sangue rappreso. Lo sguardo del visitatore che si accosta alle tele di Rossella Avolio, esposte a Palazzo Alabardieri fino a fine mese, è come calamitato e rimane sgomento di fronte a tanto azzardo: c’è una forza indicibile nelle pennellate della giovane, appena ventisei anni, figlia d’arte, i grandi occhi scuri su un sorriso innocente.

A presentare l’artista, già comunque con un consistente “passato” di personali alle spalle, il giornalista Pasquale Esposito e il pittore Nino Ruju, nonché il maestro Aldo de Dominicis, ospite romantico e descrittore di una vita semplice e rurale.
“C’è un’inquietudine che è propria di chi ha qualche anno in più – afferma Esposito – e la bravura e la capacità di un disegno accademico, ma asimmetrico, che denunciano certo un progresso rispetto alla mostra di due anni fa”.

Dodici opere dove il rosso la fa da padrone, in un gioco di vedo-non-vedo, fuoco di una passione che ritorna protagonista di una forte simbologia, su cui bisogna interrogarsi a livello analitico. Ma la Avolio rifugge da queste considerazioni, vuole solo lanciare un messaggio di emozioni e di ricordi assolutamente non cruenti e di liberazione fantastica. “Lavoro con modelle o fotografie – dice l’artista – in piena autonomia e il quadro si realizza a mano a mano che il disegno si forma sulla tela: sono le mie sensazioni a prendere il sopravvento e uso il corpo, o parti di esso, come medium alle mie stesse emozioni filtrandole con il colore rosso”. L’unico, confessa, capace di far esplodere ansie e paure.

Ma la Avolio, che non si fossilizza su una sola tecnica, ma la alterna continuamente, è anche autrice di opere decisamente diverse come i ridondanti panneggi o come le xilografie di disegno geometrico che fanno parte di un suo archivio personale e che sono raccolte in un album a disposizione dei visitatori. E’ qui che la fantasia può spaziare di più, poiché nelle volute che si ripiegano su se stesse possiamo ritrovare tutti i segni di un linguaggio dinamico e vorticoso, ma sempre intimo e impulsivo.

La mostra, organizzata dalla CDP Relazioni pubbliche di Gabriella Marotta e Vera de Luca nell’ambito di Maggio dei Monumenti e patrocinata da Casartigiani di Napoli, si avvale del contributo della Metropolitana, di MetroCampania NordEst e di Tene & Tene.

12/5/2008
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