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La Libia non si smentisce
di Leone Massa
Dai ricatti alle minacce e di nuovo i ricatti. La Libia non si smentisce. La nomina a ministro di Calderoli, ma ancor più quella di Maroni a Ministro degli Interni, al posto dell'amico Pisanu, ha innervosito Gheddafi. Ecco allora che si ritorna al ricatto dei clandestini, da sempre arma gestita contro il nostro Paese.
Ha fatto bene Berlusconi a non tener conto delle minacce e non ascoltare coloro che lo invitavano a ritenere le stesse come determinate dal forte dissenso interno che, giorno dopo giorno, sale in quel Paese. Tale giudizio proviene da aziende in affari con quel regime alle quali non interessa la dignità ed il rispetto della nostra nazione ma guardano esclusivamente ai loro business.

I nostri Governi, in questi quarant'anni hanno preferito ascoltare i consigli di questi interessi e quelli dei burocrati che li sostenevano, senza porgere l'orecchio verso coloro che, per le loro esperienze in Libia, avevano una maggiore conoscenza di fatti e personaggi, della loro mentalità e del loro modo di agire. E' sintomatico che un regime, come quello libico, da sempre difensore della libertà dal colonialismo abbia tentato di imporlo ad altri Paesi dell'Africa, grazie alle sue disponibilità economiche ed all'Italia grazie alle nostre necessità energetiche.

Per capire di più della mentalità gheddafiana basta leggere il suo Libro verde, la teoria universale della vera democrazia che, alla fine, conclude che è sempre il più forte a comandare. Speriamo che il nuovo Governo cambi rotta in politica estera, in special modo verso quel Paese, senza farsi condizionare da ambigui consiglieri, evitando che il colonialismo economico ed energetico abbia il sopravvento sulla dignità ed il rispetto del nostro Paese.
9/5/2008
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