Contatta napoli.com con skype

Cronaca
Le “virtù” del governatore
di Barbara Casalegno
Mentre a Napoli e in gran parte della Campania è ancora “emergenza rifiuti”, cavilli giuridici e trasferimenti di giudici mettono a rischio il processo nel quale Bassolino e altre ventotto persone devono rispondere di “truffa aggravata e continuata nei confronti dello Stato” per la vicenda che riguarda l’immondizia che si è trascinata negli anni senza mai trovare sbocco.
Sulla scena 900 testimoni chiesti dalla difesa dei 28 imputati, 86 i testimoni chiesti dalla pubblica accusa e 75 i testimoni chiesti dalla difesa di Bassolino. Più si allarga, più si gonfia, più si allunga e più guadagna tempo il governatore della Campania per rinsaldare le sue posizioni alla regione e prepararsi per le elezioni europee. La difesa aveva chiesto il cambio di sede: non lo ha ottenuto e sono entrati nel gioco altri cavilli, come l’esagerato numero dei testimoni, 900 individui da chiamare, da interrogare, da classificare sulle specifiche conoscenze dei fatti.

Nella lista dei testimoni della Impregilio 551 sindaci di altrettanti comuni della Campania, molti ancora in emergenza rifiuti. Anche sono stati chiamati a testimoniare personaggi eccellenti, politici, imprenditori, amministratori di cosa pubblica.
Occorre comunque accelerare il processo per scongiurare la prescrizione di alcuni reati: per l’abuso di ufficio (la contestazione si ferma al 2001) si prescriveranno tra il 2008 e 2009, mentre quelli che riguardano frode e truffa contestati fino al dicembre 2005 sono destinati alla prescrizione nel 2013.

Ma rischi di prescrizioni arrivano anche dalle posizioni e sulle competenze dei magistrati. Insomma tutto girerebbe a favore del governatore della Campania, negli anni attore e spettatore del degrado sempre imperante dei rifiuti.
La tranquillità e la serenità che dimostra Bassolino, in viaggio per capitali europee a cercare turisti da invitare a Napoli e in Campania proponendo card e gadget, ha un fondamento e non è poi una mossa da folle come qualcuno va gridando ai quattro venti.

E lo si vede anche impegnato a dare qualche grattacapo a Veltroni, il messia del Pd che gli vietò di salire sul palco il giorno della chiusura della campagna elettorale a Napoli in Piazza del Plebiscito.
A dividere il Pd ci sono veltroniani, lettiani, popolari e bassoliniani. Lui, il governatore, è pronto ad aprire le porte a D’Alema il quale, guarda un po’ vuole tagliare i ponti a “walterino” con l’aiuto dei “trombati” nelle ultime elezioni di sinistra o di estrema sinistra o antichi popolari addomesticati da Rutelli.

E tutto accade in una città dove tutto è possibile. Napoli, beffeggiata dalla politica e derisa dagli uomini che ne fanno parte.
9/5/2008
RICERCA ARTICOLI