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Cultura
Massimiliano Foscati ovvero un pennellata tecnologica
di Alessandra Giordano
Esteticamente è un’operazione geniale: trittici, dittici o semplicemente immagini uniche risultano come sfocate, frantumate e ricomposte in un quadro dai colori sfumati, tagliati da linee continue o interrotte. Visioni esasperate di una città vista dall’alto a volo d’uccello, come riprese aeree con zoomate improvvise e profonde, a scavare nell’intimo di un’architettura urbana intricata e complicata.

E’ la città di Napoli setacciata dall’obiettivo – quasi un medium fotografico – del trentottenne architetto milanese Massimiliano Foscati invitato ad esporre al Blu di Prussia dalla curatrice, nonché fotografa ella stessa, Federica Cerami.

“Sono foto sbagliate – afferma scherzosamente proprio il suo autore, Massimiliano Foscati – perché in realtà si tratta di gigantografie digitali della città, su cui intervengo in maniera delirante, ingrandendole a dismisura”.

E la genialità artistica sta nella consapevolezza di riconoscere i limiti della foto digitale rispetto a quella analogica ed usare questo “sistema” per comporre opere d’arte.
I sei lavori presentati nel rinnovato spazio di Beppy e Patrizia Mannaiuolo a via Filangieri hanno due livelli di lettura: uno riguarda la macchina fotografica e l’altro l’estetica dell’immagine che supera l’operazione consueta del paesaggio stereotipato al quale siamo abituati.

“Rispetto all’uso dello strumento – dice l’artista presentato da Pasquale Esposito durante un’esaustiva conferenza stampa – ho deciso di lavorare in digitale per mettere in evidenza l’elemento che sta alla base di questa tecnologia, e cioè i pixel, che, però, ne svelano i limiti”.
Critico nei confronti di questo tipo di arte – e, cioè, la foto usata come strumento diverso dal documento di archivio – si è mostrato Stefano Fittipaldi, direttore dell’archivio fotografico Parisio, che peraltro non ne discute la sperimentazione.

 “L’immagine fa da ponte tra la veduta storica e la pittura grand tour del secolo XVII”, sottolineava, invece, il giornalista Alessandro Castagnaro, ponendo l’accento sulla passione che è alla base delle ‘pennellate tecnologiche’ di Foscati”.
Roberta Valtorta ricorda, nel suo testo in catalogo, che da diversi anni l’artista realizza immagini alle quali dà il titolo Rivedute Italiane: si tratta di paesaggi, vedute urbane – Firenze, Milano, Parigi o Como - o anche luoghi naturali nei quali si può distinguere l’“impalcatura” che li regge, mentre in questa mostra napoletana viene messa in risalto l’ossatura stessa della città.

Da qui il titolo City roots, radici appunto, che si possono scoprire fino al 30 maggio al Blu di Prussia.

8/5/2008
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