Contatta napoli.com con skype

Cultura
Parco Letterario di Virgilio
di Laura Bonetti
Da diversi anni la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Napoli e Provincia, attualmente diretta dall’architetto Stefano Gizzi, lavora in collaborazione con l’Università Suor Orsola Benincasa, al recupero del Parco letterario di Virgilio quale Parco storico-letterario, con l’idea di realizzare una suggestiva integrazione tra le archietture, il paesaggio, la botanica, la storia e la letteratura.

A partire da domenica 11 Maggio dalle ore 9-30 alle ore 13-00 gli studenti del corso di laurea in conservazioni dei beni culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa guideranno i visitatori nel nuovo percorso naturalistico-letterario. Il Parco Letterario di Virgilio è comunque sempre aperto al pubblico tutti i giorni dalle ore 9 ad un’ora prima del tramonto.

La Storia
Il Parco posto ai piedi della collina di Posillipo, alle spalle della quattrocentesca chiesa di S. Maria di Piedigrotta, racchiude al suo interno importanti testimonianze della storia dell'antica Neapolis. Tale tracciato viario corrispondeva all'antichissima via Puteolana con la quale si giungeva in città provenendo da occidente, e lungo la quale era consueto rinvenire resti di costruzioni funerarie, tipo mausolei e tombe singole, che venivano edificate lungo le strade extra-urbane. Il sito, luogo di straordinaria bellezza paesistica, posto in collina con affaccio sul mare, è storicamente legato al fasto delle ville imperiali ed al culto di Priapo. E’ stato nel tempo oggetto di numerose considerazioni, associato al paganesimo, alla magia medioevale, ed al culto per la Madonna di Piedigrotta, ed è divenuto Parco Virgiliano nel 1930. Oltrepassato l’ingresso, dopo aver percorso un incantevole sentiero immerso nel verde, concorrono a rendere suggestivo il sito, la tomba di Giacomo Leopardi, collocata nel cavo trapezoidale della grotta tufacea ed il mausoleo-tomba di Virgilio, cui si deve la denominazione del sito. I mausolei sono separati da una galleria in tufo denominata Crypta Neapolitana, aperta nel I sec. a.C, dall’architetto Lucius Cocceius Auctus lunga circa 700 metri, costruita in epoca romana per collegare Piedigrotta con Fuorigrotta. Nel tempo questo traforo, parallelo all’acquedotto romano del Serino, è stato oggetto di molteplici funzioni, inizialmente associato al paganesimo orfico e alla magia medievale poi al culto religioso della Madonna di Piedigrotta sino alle riflessioni letterarie del turismo colto a partire dall’età umanistica. All’imbocco della grotta era collocata nella metà del Quattrocento la chiesa di S. Maria dell’Idria, edificata forse nell’VIII sec. avente la funzione di atrio sacro. Il termine Idria deriva dalla parola Odigitria che associata alla Madonna significa “colei che indica la via”, quest’espressione diretta al viaggiatore che s’inoltrava nella galleria contrapponeva la sacralità cristiana ai culti pagani di Priapo e di Mitria da sempre presenti nella tradizione popolare napoletana. La grotta nei secoli subì notevoli trasformazioni, molti i re e viceré che s’interessarono a questo luogo carico di significato.

Il nuovo percorso naturalistico-letterario
Virgilio è il celebratore della natura agreste e del lavoro semplice del contadino, che come un legionario romano combatte la sua tenace, metodica, vittoriosa battaglia per la conquista della terra. L’amore per la natura e per la vita campestre emerge dalle sue opere intenso e sincero: nonostante il modello greco (Omero,Teocrito, Apollonio Rodio) il paesaggio virgiliano non si riduce mai a sfondo convenzionale, bensì diventa effusione di sentimenti soggettivi e originale reinterpretazione della natura. Egli crea una perfetta fusione di immagine suono e significato, in una dimensione atemporale, che è al tempo stesso realistica. Virgilio sente con profonda empatia le vicende degli animali e perfino delle piante. Nei suoi versi riscontriamo un’umanizzazione del mondo animale e vegetale: come quell’albero che dopo l’innesto pare meravigliato dei rami fioriti che spuntano dal suo tronco. Ed è per questo che al Prof. Francesco De Sanctis, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa è venuta l’idea di realizzare all’interno del Parco di Virgilio un nuovo percorso naturalistico-letterario in cui la vegetazione corrispondesse alle citazioni presenti nelle opere di Virgilio. Così come si può vedere nella guida in allegato è stato realizzato un nuovo percorso naturalistico dove ad ogni pianta è affiancato un pannello con la descrizione botanica da un lato e la citazione letteraria virgiliana dall’altro, curata dal latinista Crescenzo Formicola, docente di Letteratura Latina presso la Facoltà di Lettere dell’Università Suor Orsola Benincasa.

I lavori di restauro
La Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Napoli e Provincia ha affrontato il progetto di restauro del colombario di Virgilio di epoca romana. L’intervento ha impegnato diversi professionisti ed in particolare l’arch. Tommaso Russo direttore coordinatore, l’arch. Almerinda Padricelli e il p.t.i. Pietro Raffone per trovare un punto di incontro tra le esigenze della conservazione dei caratteri storico - artistici e la sicurezza dall’altro, intervenendo con un restauro filologico volto a rispettare l’assetto originario dei luoghi e dei manufatti. Il lavoro si è concentrato particolarmente a ripristinare il comportamento strutturale preesistente del complesso murario, costituito da conci di tufo sbozzati. Su questo organismo si evidenziavano varie sconnessioni, sia nella tessitura, con la mancanza di conci a più livelli del tronco di cono, e sia la polverizzazione della malte originarie, tale da compromettere l’assetto dei conci stessi. Si è proseguito alla rimozione di tutte le parti non originarie con tecniche non distruttive senza mai eliminare gli strati antichi. Le stilature sono state rifatte con malta idraulica e pozzolana con l’aggiunta di polvere di tufo in modo da non creare un eccessiva differenziazione sia estetica che materica. Inoltre, le travi di coronamento in calcestruzzo armato, realizzate negli anni ’30 del secolo precedente, si presentavano in cattivo stato. Si è intervenuti con la ricostruzione dei ferri di armatura trattati opportunamente con malte antiritiro. Successivamente si è passato uno strato leggero di polvere di tufo con aggrappante sulle travi, in modo da permettere la lettura dell’intervento strutturale del novecento, ma allo stesso tempo di attutire l’impatto con la struttura originaria.
8/5/2008
RICERCA ARTICOLI