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Cronaca
Otto anni della nostra vita
di Mimmo Carratelli (da: La Repubblica del 28 aprile)
Otto anni nei tailleur di Mariella Burani e foulard Ferragamo. La Signora resiste e rimpasta. La giunta è finita, gli amici se ne vanno, che stupida serrata.

Ma basta un cambio di passo, dice. Passa e chiude? Chiudendo potrebbe godersela a vedere la famosa Destra come manderebbe in pezzi le realizzazioni di otto anni di “pane e amarezze” a Palazzo San Giacomo che hanno rilanciato Napoli al di là dei rifiuti, della camorra e dei piripacchi. Ecco le opere maggiori della Signora che sono sotto gli occhi di tutti: gli Studios cinematografici, il Parco urbano e sportivo, l’Ospedale per tartarughe marine, il porto canale e il polo turistico e termale di Bagnoli; il Porto Fiorito per 850 barche e l’Acquario di Vigliena; l’Ospedale del Mare e la straordinaria area di servizi, alberghi, strutture sportive e universitarie a Napoli est; il Parco della Marinella col terminal dei traghetti, il nuovo asse viario, palme e pini mediterranei; il Centro congressi alla Mostra d’Oltremare e il fantastico Palasport al Viale Giochi del Mediterraneo; la meravigliosa Città dei giovani nell’ex Albergo dei Poveri. Una città che ha centrato tutti i grandi obiettivi.

Che cosa potrebbe fare di più la Destra a Palazzo San Giacomo? Briciole: sistemare i calcinacci che piovono dal Ponte di Chiaia, dare una assestatina al Parco Comola, tenere in piedi alberi e lampioni, fare uno stadietto a Miano, piazzare da qualche parte la metafora d’acciaio di Pistoletto, individuare e abbattere il coleottero della Melanesia che sta decimando le palme cittadine. Ordinaria amministrazione. La Signora resiste per sistemare la giunta. Nella storica apparizione su al-Jazeera, ha spiegato in arabo che deve alleggerire Mola dai troppi fallimenti, scoraggiare Di Mezza dei “Coraggiosi di Rutelli”, affondare Riccio di Rifondazione, cambiare il monocromatico Rino Nasti, fermo al verde, licenziare Donata D’Abundo per il pericoloso trend anagrafico cittadino (20mila abitanti in più, ventimila problemi in più) e togliere i cimiteri a Dolores Madaro che ha consentito la scritta “e che ve site perso” apparsa al camposanto dopo il successo elettorale di Berlusconi.

28/4/2008
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