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Economia
Campa cavallo ché la mmunnezza cresce
Nota a margine del convegno sul sistema agroalimentare in Campania
di Antonio Pisanti
Magari. Fa senz’altro bene, anche all’immagine, al turismo, all’economia e al commercio agroalimentare, apprendere dal convegno tenuto a cura della Regione che la Campania è ancora felix.

Peccato che a pensarla così siano in gran parte quanti fanno più o meno capo ai responsabili dello scempio del quale, ora si sa, l’emergenza spazzatura è solo l’aspetto più eclatante e meno pericoloso.
Ma molti altri ve ne sono, tra gli addetti ai lavori, ricercatori, geologi, tossicologi, oncologi ecc., che non la pensano allo stesso modo  e che esibiscono documenti e studi in senso contrario, anche in nome di quel principio di precauzione che sempre dovrebbe ispirare l’azione di chi si trova ad affrontare i problemi della sicurezza del territorio e dell’ambiente.

Certo è che alcuni dossier possono essere  rigonfiati (o sgonfiati) per motivi politici, altri per motivi concorrenza nei confronti del Mezzogiorno e della sua produzione agroalimentare, turistica e culturale, ma, come ha sostenuto qualcuno degli autorevoli relatori intervenuti al convegno al Centro congressuale della Federico II, non si può dire che tutte le analisi siano suggerite da intenzioni denigratorie nei confronti dei nostri amministratori e nei confronti del Sud.

Del resto, anche in sala, ieri, c’erano tra gli addetti ai lavori quanti nella camera caritatis dello bisbiglio tra conoscenti e colleghi, sorridevano  delle tesi ottimisticamente esibite da alcuni nel corso del loro intervento, ben consapevoli della gravità del degrado che stiamo attraversando; degrado che è male aggravare, ma che ancor peggio è nascondere solo per compiacere e salvare la faccia ad amici e compagni.

Su tale degrado si innestano, indubbiamente, speranze di rivalsa e di recupero di molti operatori economici che al Nord sperano di togliere spazio ai nostri prodotti e che addirittura si affannano a fare del “non napoletano” un nuovo marchio di qualità e di sicurezza di quanto da loro offerto sul mercato. E ciò avviene, talvolta, anche a poca distanza da Napoli e dalla Campania.

Campa cavallo ché la ‘mmunnezza cresce, sembrano esclamare compiaciuti i nostri concorrenti, per i problemi che ci stanno cadendo addosso grazie all’inefficienza, alle omissioni e alle connivenze di alcuni nostri cattivi amministratori. E questo è, forse, anche comprensibile, ma richiede che chi di competenza, avendone titolo e ragioni, si adoperi per far valere  una corretta informazione su quanto avviene in Campania ed assuma ogni iniziativa non solo perché si esca realmente dall’emergenza, ma anche contro concorrenze sleali, pubblicità ingannevoli e assalti massmediatici intrisi di livore antimeridionalistico.

Ben più grave è che il “campa cavallo ché la ‘mmunnezza cresce” sia stato detto con compiacimento e profitto da quanti hanno permesso che l’emergenza rifiuti (solidi urbani e non) diventasse un’emergenza cronica e lievitasse lucrosamente, con innegabili guadagni per trasportatori, imballatori, sotterratori, lavoratori inattivi e componenti di commissioni a vita.

19/3/2008
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