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Calcio
Nessuno aveva la forza di parlare
Reja: "E' colpa mia"
di Andrea Bello
Nessuno aveva la forza di parlare nello spogliatoio”. Le parole di Paolo Cannavaro esprimono la grande amarezza dei giocatori del Napoli. Una sconfitta che non ammette giustificazioni, che non lascia attenuanti. Gli azzurri a Bergamo hanno perso la partita e una buona dose di elogi che avevano meritato nei 13 incontri precedenti. “In questo caso non resta che ripartire e noi volgiamo farlo al più presto possibile” ha detto il difensore azzurro.

Si ripartirà dal suo Parma, la squadra che lo ha lanciato in serie A, lì il Napoli dovrà dimostrare di aver superato la crisi di Bergamo.

Pierpaolo Marino, dg azzurro, cita un antico adagio per spiegare la debacle: “Chi si loda, s’imbroda e noi ci siamo cascati” ha detto a fine partita. “Si è parlato in settimana di Uefa e di altri traguardi e abbiamo lavorato male con la testa e con le gambe. Complimenti comunque all’Atalanta, che ha fatto una partita splendida, ma questo non è il Napoli che conosciamo. E’ una partita della quale non c’è già più niente da dire, va archiviata e basta”.

“E’ colpa mia”. Reo confesso l’allenatore Reja arriva in sala stampa amareggiato: “Una gara in cui dopo venti minuti sei già sotto 3-0 non può essere commentata dal punto di vista tecnico. Evidentemente ho sbagliato a preparare con i ragazzi l’approccio alla partita. Una persona matura come me non deve commettere certi errori”.
3/12/2007
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