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Calcio
Napoli, facci sognare
di Mimmo Carratelli
Foto Agenzia Genova
Sei acquisti per una squadra da serie A, ultimi arrivi il Panterone di Montevideo e il carroarmato di Civitavecchia. Ma sarà Lavezzi il profeta di una formazione migliorata tecnicamente, capace di un gioco veloce, palla a terra.

Mi sono innamorato di Marino, un direttore sportivo assai carino, un giorno l’ho incontrato calvo alla meta, con Hamsik, Contini, Lavezzi e Zalayeta, il cuore mi batteva mille all’ora, quando gli dissi che lo volevo amare, la mano nella mano, lui mi diede un bacio, Blasi e poi Gargàno.

Musica di cinquant’anni fa, versi di oggi, cantante e ispiratore il figlio di un minatore calabrese emigrato in Belgio, Rocco Granata, che inventò e lanciò “Marina” nel 1959, tormentone del tempo che fu, il tempo di Carosone, Nilla Pizzi e don Marino Barreto.

Battiamoci il petto tutti quanti, criticoni, sapientoni, dispensatori di opinioni, astenuti e contrari, incerti ed esperti, brontoloni, insoddisfatti e rimborsati, il sottoscritto e chi altri ha scritto peste, corna e aceto di un Napoli incompleto. I “colpi” finali promessi da De Laureniis e centrati da Marino sono arrivati a rinforzare la squadra yè-yè. Ecco Zalayeta, el negro Zumbòn, e Manuele Blasi, il carroarmato di Civitavecchia. Più muscoli e piedoni perforanti accanto alle belle gioie, ai giocolieri e ai cani bassotti.

Il Napoli fa un salto di qualità e quantità: 11 difensori, 8 centrocampisti, 5 attaccanti. Forse entrerà nella fascia due del campionato con Juve, Genoa, Udinese, Fiorentina, Lazio, Palermo. Sogno di una notte di fine estate? Liberiamo le briglie. Eravamo imbronciati, ora troppa grazia sant’Aurelio, papà Aurelio che si era preso collera perché volevamo di più. Non ci scappa più la pipì, papà.

E adesso viene il bello. Come sfruttare i 25 milioni di euro impegnati sul mercato. Chi gioca? Chi non gioca? Come saranno piazzati i sei acquisti? Intanto, si azzarda una prima formazione abbandonando il 3-5-2 e saltando su un 3-4-1-2, Pitagora e Reja permettendo.

Giochiamo a indovinare: Iezzo / Cannavaro, Domizzi, Contini / Blasi, Hamsik, Gargano, Bogliacino / Lavezzi / Zalayeta e Calaiò. Formazione che può partire anche con un 3-5-2 truccato, vale a dire: Iezzo / Cannavaro, Domizzi, Contini / Blasi, Hamsik, Gargano, Lavezzi, Bogliacino / Zalayeta, Calaiò. E poi ognuno avrà il suo posto preciso sul campo, più avanti, più indietro, più a destra, più a sinistra. Il calcio di oggi è bello per questo: puoi farci un rebus e una sciarada. Se sei fortunato, ci fai anche una squadra.

Noi nostalgici del pallone rotondo, che i nuovi tecnici pretendono di fare quadrato, puntiamo su Lavezzi, l’enfant-prodige. Il punto di partenza e arrivo dovrebbe essere l’uruguayano dalle gambe rotanti, giocoliere sopraffino ma che gioca per la squadra, un altruista di genio. Lui deve essere “liberato” al gioco. Facimmolo pazzià. E tutti gli altri del centrocampo a fare gruppo, contrare, rientrare e ripartire. Nelle giornate felici, Lavezzi e Bogliacino per una offensiva a quattro punte, a ridosso di Zalayeta e Calaiò.

Spettacolo, rapidità ed audacia. Hamsik ha visione veloce del gioco e sgancia palloni al millimetro. Gargano contrasta, ruba e rilancia. Può partire un contropiede micidiale se il Negro Zumbòn ci mette i piedoni e l’ardimento e, intanto, libererà Calaiò a sinistra e a destra prendendosi addosso la difesa avversaria. La Panterona di Montevideo può dare profondità e peso all’attacco azzurro. Siamo uomini o caporali? Lui era caporale nella Juve, può diventare uomo a Napoli. E se moltiplica quel gioiello lontano (quattro anni fa) e solitario, tiro al volo memorabile che fece schizzare la Juve in Champions al Camp Nou di Barcellona, lo scopriremo anche goleador. In Italia, Panterone il gol lo trovò al debutto proprio contro il Napoli, sei anni fa, colpo di testa malandrino.

In ogni caso, ora il Napoli sembra più da serie A. E dovremo anche finirla col regista che non c’è (si offre Riquelme? ma Hamsik è un regista possibile, testa alta e lancio millimetrico) e le altre amenità sulle fasce. Se Reja fissa la formazione-base, non cambierà ad ogni piè sospinto (basta con le sostituzioni di Calaiò) e sarà un tantino audace, potremmo avere una squadra brillante, per giunta fornita di ottimi rincalzi in ogni reparto. Due punte, Zalayeta e Calaiò insieme, senza alimentare alternative, turn over e rivalità negative o, peggio, giocare con una punta sola. E senza rinunciare a Bogliacino a centrocampo per il bel calcio che può “correre” da Gargano ad Hamsik, Bogliacino, Lavezzi e, vai col gol, con Calaiò e Zalayeta.

C’è ora gente che sa giocare la palla e può imporre gioco e partite. Qualche trucco sulle fasce per premunirsi in fase difensiva ed è fatta. E, innanzi tutto, formazione stabile per imparare a giocare “a memoria”. E il gioco finalmente ci sarà con palla bassa e veloce, seppellendo i lanci della Cape Canaveral azzurra che erano l’unico tema passato. I lanci non riescono più neanche alla Cape Canaveral vera. Ora il Napoli ha giocatori che sanno triangolare e mettere la palla “in corridoio” e sventagliarla al punto giusto, e le punte, col movimento opportuno, sapranno accompagnarla in rete.

Dall’incertezza all’ottimismo? Il campionato comincia fra tre giorni: ora è un Napoli da incoraggiare, con giocatori tecnici e combattivi. Si alza il sipario e bisogna ballare. Non si ripeteranno i girotondi e il valzer delle candele degli anni passati. La palla corre, la squadra sa ripartire rapidamente, l’attacco è più robusto. Che cos’altro vogliamo dalla vita? Un lucano? Ed eccolo qua: Walter Alejandro Gargano Guevara con trisavoli di Marsico Nuovo, terra lucana (chiamatela pure Basilicata).

De Laurentiis ci fa impazzire. Avevamo una squadra yè-yè, incompleta, col solo Calaiò nell’avamposto degli uomini perduti e gioiellini tutti da far valutare dall’orefice del pallone, e diceva: staremo nei primi dieci posti. Ora che ha speso ancora e preso gli ultimi due giocatori, dice: dodicesimo posto. Papà De Laurentiis, facci capire. A essere ironici, potremmo dire che con Blasi e Zalayeta saremmo calati di due posti. Battutacce a parte, abbiamo migliorato.

Allegria, allegria, anche se molti pignoli, in questo paese di 50 milioni di commissari tecnici, continuano a storcere il muso perché sarebbero dovuti venire questo e quello, e il ruolo ics non è coperto e quello ipsilon è carente. Anche noi ci siamo battuti per Cassano, Peppino Rossi e un azzardo chiamato Recoba. Ma bisogna arrendersi di fronte a un progetto che non è timido e sparagnino come si temeva.

Questo è un Napoli che può crescere bene ed essere la sorpresa del campionato. Facciamo una carezza a Iezzo (Napoli, capisci a me) e partiamo in quarta senza strepitare se una partita va storta (ma l’altra diritta verrà). E’ un Napoli che merita fiducia. Se azzecca le prime sei gare incoraggianti (quattro in casa), tornerà il Napoli dei centomila cuori. Non si vive di sola tattica e c’è un notevole balzo tecnico nella formazione azzurra.

E ricordatevi: Lavezzi è l’asso nella manica. Ci scommettiamo, come scommettemmo subito su Bogliacino. Basta farli giocare come sanno senza costringerli a portare troppa croce e a cantare meno.

Ci iscriviamo nella categoria dei pentiti dopo alcuni pezzi “di fuoco” sul presente e sul futuro del Napoli. Ma adesso, Napoli, non deluderci. Facci sognare. E se non sarà un sogno, non svegliare i sognatori che siamo.

Foto: Agenzia Genova
22/8/2007
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