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Cronaca
Libano, nuova missione di pace per il capitano Paglia
di Nunzio De Pinto
La sua ultima missione di Pace risale all’epoca delle prime elezioni libere in Iraq agli inizi del 2005, ora sarebbe in procinto di partire – ma la notizia non è confermata in ambienti militari, anche per comprensibili ragioni di sicurezza - per una nuova missione di peacekeeping, questa volta in Libano nell’ambito della missione internazionale denominata “Leonte 2”, autorizzata dall’Onu con la risoluzione n. 1701.

Stiamo parlando del Capitano Gianfranco Paglia, casertano d’adozione, simbolo di puro eroismo ed altruismo, conosciuto anche fuori i confini nazionali. Come si ricorderà Gianfranco Paglia, nel 1993 Sottotenente del 186° Reggimento paracadutisti della “Folgore”, una delle nostre migliori Unità d’elite, era impegnato in Somalia nella missione IBIS. Per la prima volta, dopo la seconda Guerra Mondiale, il nostro Paese si trovò impegnato, il 2 luglio 1993, in uno scontro armato, per di più in una missione di pace. Il 2 luglio 1993, un convoglio militare italiano rimase vittima di un’imboscata ad opera degli uomini del “signore della guerra”, Aidid.

Negli scontri morirono tre giovanissimi militari: il Sottotenente Andrea Millevoi dell'8^ reggimento "Lancieri di Montebello, il sergente maggiore incursore Stefano Paolicchi del 9° battaglione d'assalto paracadutisti “Col Moschin” ed il paracadutista Pasquale Beccaro del 186° reggimento paracadutisti “Folgore”. Tra i 29 feriti, il più grave era il Sottotenente Gianfranco Paglia, di Sesto San Giovanni ma casertano da sempre - prima del servizio di leva come allievo ufficiale era stato un ottimo portiere della squadra di calcio dell'Audax di Capua. Gianfranco venne colpito mentre tentava di recuperare i feriti.

Riuscì a metterne in salvo 4. Poi un proiettile lo raggiunse ai polmoni, un altro al braccio, ed un terzo alla schiena. Oggi il Capitano Paglia, Medaglia d'Oro al Valor Militare, si sposta a bordo di una carrozzella, è sposato ed ha una magnifica bambina, ma cosa più importante non ha lasciato l'Esercito (presta servizio presso un’altra grande Unità dell’Esercito, la Brigata bersaglieri Garibaldi) e fra poco, se le condizioni di sicurezza lo permetteranno andrà in Libano, così come è stato in passato a Kwost in Afghanistan, così come prima ancora è stato in Bosnia ed in Iraq.
3/4/2007
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