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Cultura
Fiamma Nirenstein ospite della Fidapa
di Alessandra Giordano
Appassionata. Così può essere definita la giornalista Fiamma Nirenstein, corrispondente per la Stampa dal fronte di Israele, paese che ama con tutta se stessa avendolo conosciuto e “respirato”. Con il suo racconto vibrante fatto di esperienze vissute in quella polveriera senza fine che è la città di Gerusalemme, ha coinvolto l’uditorio, prevalentemente femminile formato dalle socie della Fidapa, l’associazione che si propone di promuovere e sostenere le iniziative delle donne che operano nel campo delle arti, delle professioni e degli affari senza distinzione di razza, di lingua e di religione. La Fidapa, che a Napoli è presieduta da una vulcanica Claudia Penta, è presente in 100 Paesi del mondo e ne fanno parte 350.000 donne.

Invitata all’Excelsior, in occasione della festa delle candele in un pomeriggio dal titolo “Le donne che ho conosciuto”, a presentare il suo libro edito dalla Rizzoli, Israele siamo noi (pagg.255, €14), la Nirenstein sottolinea la visione distorta che l’Occidente ha della democrazia che invece vige in questo Stato costretto alla guerra dalla sua nascita. Israele è il paese meno conosciuto che esista e  noi siamo abituati a guardare il conflitto mediorientale con altri occhi. “Non arrivano notizie esatte: Israele è un modello positivo di convivenza civile - dice con veemenza la giornalista - proprio perché è fondato su un’ideologia, il sionismo, che propone un sistema di vita insieme laico e carico di valori, attento ai bisogni della collettività e alla libertà degli individui, fondato sulla pace e sul progresso”. E continua: “Ogni giorno assistiamo ad atti di eroismo soggettivo e nelle biblioteche ragazzi arabi e israeliani studiano gomito a gomito, nonostante la guerra sempre presente e la vita quotidiana si svolge normalmente e i locali pubblici sono pieni e animati”. “Israele siamo noi, avamposto dell’occidente – dice ancora la Nirenstein con veemenza - noi siamo i deboli consegnati al consumismo; deve finire questa storia perversa contro gli ebrei, Israele vuole la pace”.

Ama Gerusalemme, la Nirenstein, come Roma o Firenze e la sua vita si svolge in queste città e parla anche della nonna scampata allo Shoah o della mamma, presente alla manifestazione, anche lei giornalista e partigiana che assicura che, nonostante la situazione abnorme, i colloqui tra madre e figlia continuano a vertere sui problemi normali, quotidiani, casalinghi e soprattutto sulla cucina.
Un ricordo particolare è andato anche alla figura di Oriana Fallaci.

11/3/2007
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