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3 - Algeria
di Alessandro Ciampa
La storia antica
Una delle principali caratteristiche dell’Algeria, che nel corso dei secoli ha condizionato la sua storia, è la geografia del suolo. La vasta zona che ora rappresenta il paese, un tempo, non era desertica, presentava bensì un’ampia savana abitata perlopiù da cacciatori. Le caverne che ancora sono presenti, testimoniano la presenza di civiltà come i Numidi, i Mauri ed i Getuli, popolazioni berbere. La presenza di dolmen, cromlech e menhir, di età romano-cristiana, ci aiuta a conoscere movimenti, vita e diffusione di popoli in parte sedentari ed in parte nomadi. Le tribù erano organizzate in villaggi di tipo monarchico, con società patriarcale, essenzialmente di religione animistica. Il secolo V a.c., per il nord-Africa, viene ricordato per le cruente battaglie intestine, finalizzate ad allargare i territori, o conservare la sopravvivenza. I Numidi persero l’indipendenza nel 44 a.c, conquistati dalle truppe romane di Giulio Cesare. L’avvento arabo in queste terre, risale al 660, con un lento insediamento, sia politico che culturale. La lingua araba e la religione islamica furono introdotte dalle varie dominazioni! Alla fine del secolo X fiorirono e si succedettero in Algeria molteplici dinastie, fra le quali ricordiamo quella dei Banu Hammad, dei Abd al waditi e degli tlemcen. Nel 1500 sopraggiunse l’impero ottomano, è fu proprio durante questo periodo che cominciò a prendere forma lo stato algerino moderno, con l’espansione della città di Algeri, ed i confini verso Tunisia, Marocco e Sahara. Nel 1830, la spedizione coloniale francese occupò Algeri, ma ci vollero ben 27 anni per piegare la resistenza di Abd El Kader e dei ribelli. Caduta anche la città di Cabila, e completata l’occupazione politica, in breve tempo ci fu anche l’espansione culturale e demografica, in una vastissima regione, che fu parificata al territorio francese.

La storia moderna
Il secolo scorso ha segnato, per l’Algeria, una svolta importante, ma cruenta. Intorno al 1945 nacquero nuovi movimenti rivoluzionari indipendenti, ma trascorsero dieci anni prima che nascesse il CRUA, Comitato Rivoluzionario di Unione ed Azione, guidato da Ait Ahmed, Ben Bella e Khidder. Il braccio armato del comitato, insediatosi al Cairo, il FLN, scatenò la lotta di liberazione, che in breve tempo dilagò in tutto il paese. Fu una lotta di guerriglia, attività terroristiche e rappresaglie. Nel 1956 l’ONU decise di varare un piano per la pace e l’indipendenza in Algeria, ma dopo l’arresto di alcuni capi del FLN, Abane Ramatane, la mente politica del nuovo processo di sviluppo politico-sociale, fu ucciso dai suoi stessi compagni, e tornò a regnare il caos. Fra il 1958 ed il 1960, dopo anni di scontri fra polizia francese e guerriglia locale, il generale Charles de Gaulle, riconobbe agli algerini l’autodeterminazione, scatenando però le ire dei coloni europei. Ferhat Abbas, che guidava il provvisorio governo algerino, si trovò costretto a fronteggiare l’opposizione dell’OAS, Organizzazione dell’Armata Segreta, guidata dai generali Salan, Challe, Zeller e Jouhaud. Dopo lunghi e cruenti scontri, la pace fu firmata nel 1962. Il 3 luglio del 1962, un referendum proclamò l’indipendenza algerina. La storia moderna dell’Algeria è però caratterizzata da numerosi scontri, guerra civile e fragili governi. Nel 1965 il regime di Ben Bella fu deposto, per fare spazio ad un regime militare, guidato da Boumedienne, che durerà poco più di dieci anni. Nel 1984 Ben Bella venne riconfermato presidente, cercando negli anni successivi di promuovere un processo di democratizzazione e revisione costituzionale. Nel 1990 il Fronte Islamico vinse le elezioni amministrative, ma il voto fu annullato, con conseguenze catastrofiche: censura dell’informazione, arresto degli oppositori, assassinio di Boudiaf, presidente della giunta militare. Il Fronte Islamico si sciolse, per creare il GIA, Gruppo Islamico Armato, che attaccherà e perseguiterà per anni gli stranieri ed i rappresentati del clero cattolico. Nuove elezioni democratiche si tennero solo nel 1997, con l’elezione di Zeroual. Nel 1999 salì al governo Bouteflika, ma ancora oggi gli oppositori denunciano brogli, e la sicurezza nel paese resta instabile.

Cultura: guerra civile e terrorismo
Le elezioni del 1997, che all’apparenza possono sembrare un ritorno alla democrazia, in realtà furono boicottate dalla maggioranza della popolazione, e la vittoria di partiti vicini al regime può essere una palese testimonianza della questione algerina. Fra il 1990 ed il 1997 instabilità politica, ma soprattutto sociale, ha portato alla formazione di diversi gruppi di lotta armata, autodifesa, e resistenza, che si sono macchiati di orrendi crimini di ineguagliabile violenza. Il silenzio dell’occidente, le scarse informazioni che ancora oggi si conoscono riguardo la situazione in Algeria, il silenzio dei mass media; sono la testimonianza di quanto poco di buono sia stato fatto, e si sta facendo, da parte dell’ONU, nei confronti di una terra martoriata da anni di guerra civile. I francesi, principali artefici di quanto stai avvenendo nel paese, hanno da sempre “poco appoggiato” le risoluzioni ONU, o i tentativi effettuati. Il braccio armato del Fronte Islamico, che ancora oggi si oppone al regime di Bouteflika, ha però sottoscritto una legge di “concordia nazionale”, che vuole concedere un’amnistia ai vari gruppo islamici armati, che ripeto, sono tantissimi, e spesso neanche si conoscono fra loro. Proprio a causa di questa impotenza nel controllo dei vari gruppi (che spesso sono solo banditi), ancora oggi azioni di tipo terroristico si succedono nel paese, con la problematica del silenzio che non facilità i processi di pace. Nessuno ne parla, l’Algeria non interessa, e dai potenti del mondo, dall’ONU, è stata praticamente condannata a morte. Il paese dipende oggi quasi esclusivamente dai proventi delle esportazioni del gas e del petrolio, del tutto inadeguati a fronteggiare una drammatica crisi che ha spinto negli ultimi anni circa la metà della popolazione al di sotto della soglia di povertà. Tra i più colpiti dalla crisi economica e sociale che affligge il paese, i berberi, che rivendicano anche il riconoscimento della propria identità culturale e linguistica, messa a repentaglio negli ultimi due decenni da una aggressiva campagna di arabizzazione condotta dallo stato centrale.

Geografia
L’Algeria è una repubblica dell’Africa del nord, l’Africa bianca, bagnata a nord dal mar mediterraneo, a est con Tunisia e Libia, a sud con Niger, Mali e Mauritania, a ovest con Sahara Occidentale e Marocco. Il territorio è composto da tre regioni naturali, il Tell, costituito da catene costiere, rotte in massicci, e che si estendono anche nell’interno; l’Atlante sahariano, la parte meridionale; gli altipiani interni, aridi e coperti di steppe, dove è facile trovare depressioni e laghi salati. Il Maghreb ha un clima mediterraneo a nord, continentale a sud. Ad Algeri le temperature variano dai 12° ai 30°, mentre nel bacino del Cheliff si registrano in inverno condizioni di gelo, ed in testate temperature che sfiorano i 50°. Le città con popolazione superiore ai 50.000, oltre alla capitale, sono Oran, Costantina, annata, Sidi-bel-Abbes e Tlemcen. Arabi, berberi e nomadi (anche i famosi e cruenti Tuareg) rappresentano la maggioranza della popolazione.

Sport
E’ recentissima la notizia, dello scorso 15 novembre, che la IAAF (federazione internazionale di atletica leggera) ha deciso di sospendere l’Algeria da tutte le competizioni internazionali, per interferenza del governo. Decisione dovuta al fatto che il ministero dello sport, aveva sospeso i vertici della federazione locale, per nominare una commissione ad interim. Un duro colpo allo sport del paese, che proprio nell’Atletica Leggera ha raggiunto prestigiosi traguardi. Hassiba Boulmerka, nel 1992, è stata la prima atleta algerina in grado d vincere una medaglia d’oro olimpica. Le sue specialità erano 800 e 1500. Nel palmares di questa grande atleta, anche due medaglie d’oro ai mondiali, e due ai campionati continentali. Tra i più grandi della storia dell’atletica mondiale, va citato anche Noureddine Morceli, mezzofondista specialista dei 1500: Fra il 1991, ed il 1996 vinse praticamente tutto, stabilendo nel 1994 il record del mondo nei 3000 e nei 2000. Culmine della carriera le olimpiadi di Atlanta, dove vinse la medaglia d’oro davanti a Cacho, sfruttando anche la caduta di El Guerrouj. Lo sport più praticato nel paese resta però il calcio. La nazionale algerina ha regalato al paese grandissime soddisfazioni e resta fra le squadra storiche più blasonate del continente nero. Finalista in coppa d’Africa nel 1980, battuta 3-0 dalla Nigeria, l’Algeria si prende la rivincita dieci anni dopo, 1-0 agli stessi rivali, salendo sul gradino più alto nella rassegna continentale, per la prima volta organizzata in casa. Una partecipazione olimpica, nel 1980 a Mosca, con un brillantissimo quarto di finale, e due apparizioni ai mondiali: Spagnia ’82 (vittorie storiche contro Germania Ovest 2-1 e Cile, 3-2) e Messico ’86 (pareggio con l’Irlanda ed impresa sfiorata con il Brasile). Nell’edizione spagnola si è ben distinto Rabah Madjer, fra i più grandi della storia del calcio algerino, vincitore di una Coppa dei Campioni e di una Coppa Intercontinentale con il Porto. Zidane, pallone d’oro, e nazionale francese, è nato in Algeria. Le squadre di club hanno vinto quattro volte la Champions League africana (Mouloundia nel 1976; Jeunesse Tizi nel 1981; Etente nel 1988; Jeunesse Cabilia nel 1990) ed una volta la Coppa delle Coppe (Jeunesse Cabilia nel 1995). In Algeria particolarmente diffusi tutti gli altri sport, corsa di cammelli, equitazione, nuoto e tutte le discipline di squadra!

Gastronomia, tradizioni e curiosità
Cucina e tradizioni, arabe e berbere, sono fra i motivi di fama internazionale, ed assolutamente da conoscere. Ricordiamo, fra i vari piatti, quelli che più contraddistinguono il paese: Ads bi dersa, lenticchie piccanti (da assaggiare anche la variante con ceci); Guarn Ogh Zal, corna di gazzella; Cherbat, bevanda alla cannella. Cus Cus e Kebab non sono tipicamente algerini ma è possibile trovarli ovunque. Condimenti, spezie e pane azzimo da accompagnare ai pasti. Ristorantini e bettole sono diffusissimi, e lì è possibile mangiare, un pasto completo, spendendo meno di un euro. Il più importante periodo di festività è il Ramadan, i negozi sono chiusi, e dall’alba al tramonto regna il digiuno e silenzio assoluto. Il mese del Ramadan si conclude con la festa della Aid al Fitr, dove è possibile consumare dolci a volontà. Da citare anche l’Aid al Adha, festa del sacrificio, nel 10° giorno del mese del pellegrinaggio. Nella capitale, Algeri, sono diffusissime le sale da the ed i bar dove è possibile fumare il narghilè. L’Algeria è la città della musica, ed ovunque è possibile ascoltare e vedere gli spettacoli di Rai, folclore locale che decanta l’amore e l’anticonformismo.

Turismo
L’Algeria, ogni anno ospita 700.000 turisti, africani ed europei, ma resta una polveriera a rischio, soprattutto per gli occidentali. La presenza di diversi gruppi terroristici, non rende sicure le grandi città e gli avamposti sahariani. Le agenzie che organizzano viaggi nel paese, si concentrano su gruppi organizzati e gite nel deserto al sud del paese, considerato più sicuro.

Come arrivare
Il mezzo più veloce per raggiungere l’Algeria è l’aereo. Le città di Algeri, Oran, Costantina ed Annaba hanno collegamenti con città europee. La compagnia di bandiera è l’Air Algerie, ma anche l’Alitalia effettua voli diretti dal nostro paese verso la capitale. Non esistono voli low cost! Un altro sistema per arrivare nel paese è il traghetto, ma nessun porto italiano ha collegamenti con le città algerine del mediterraneo. Città che effettuano trasporti sono Marsiglia (facilmente raggiungibile da Napoli o Roma con la EasyJet) ed Alicante. L’Algerie Ferries propone collegamenti da Marsiglia per Algeri, Oran, Bejaca, Skikda ed Oran; da Alicante per Oran. Altre compagnie che effettuano viaggi sono SNCM, Transmediterranea (anche Almeria-Ghazaouet), CNAN (anche da Barcellona). Prezzi dai 90 ai 500 euro, a seconda del periodo e dell’alloggio richiesto. Il paese può essere raggiunto anche via terra (consigliate le frontiere a nord con Tunisia o Marocco). Formalità doganali piuttosto lunghe e puntigliose.

Hotel in Algeria
Le strutture elencate ad Algeri, non hanno possibilità di prenotazione on line. Sconsigliati gli ostelli
 
Albert     1er 5 Avenue Pasteur    213 (2) 630020
El Aurassi    Boulevard Frantz Fanon   213 (2) 748252
El-Djazair    24 Avenue Souidani Boudjemaa 213 (2) 601000
Es Safir    2 Rue Asselah Hocine   213 (2) 735040
International Algier   Palais Des Expositions   213 (2) 219696


Da consigliare, alcune case in fitto, da ricercare sul sito internet homelidays.com. Prezzi che variano dai 100 ai 500 a settimana.

Cosa vedere ad Algeri
Oltre ai tour nel deserto, ai molteplici parchi nazionali, o le splendide coste di sabbia bianchissima del mediterraneo, bellezze naturali da visitare e vivere, vogliamo elencare alcuni luoghi di interesse ad Algeri. La capitale affascina per la sua atmosfera carica di storia e di misteri. Capolavoro del secolo XI, la grande moschea va visitata assolutamente. Ricca di edifici religiosi e di numerosi palazzi, la città offre anche interessanti musei tra i quali il Museo Archeologico di Arte Romana e Bizantina, il Musée Stéphane Gsell, ricco di collezioni di arte islamica e il Museo Nazionale delle Belle Arti che riserva una bella vista sui giardini dell’Orto Botanico. La casbah della città, ricordata in diversi film fra cui “La battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorvo, è uno dei luoghi simbolo della lotta di liberazione, ma anche un quartiere malfamato ed estremamente a rischio.

Ad Oran, città multietnica e religiosamente frazionata, da visitare il quartiere ebraico, la chiesa di San Luigi e la grande Moschea.

A Costantina da non perdere le tombe turche e le antiche moschee

M’Zab nella valle del Sahara ha suscitato l’interesse di numerosi architetti moderni. Questa zona è costituita da 7 città (El-Atteuf, Mélika, Bou-Noura, Ghardaia, Beni-Izguen, Guerra e Bériane) costruite dieci secoli fa dagli Ibaditi (Mozabiti), maestri dell’arte islamica dell’epoca. Le loro piramide colorate sono di una semplicità e di una bellezza impareggiabile, veri gioielli della Chebkha.

Documenti necessari per entrare nel paese
Per entrare in Algeria occorre il passaporto, con visto necessario (sono esclusi coloro che sono in possesso di passaporto diplomatico e/o di servizio). A bordo dell'aereo o della nave è richiesta la compilazione di un modulo recante i dati anagrafici e i recapiti della persona, che viene poi ritirato dalla polizia di frontiera. Impossibile ottenere il visto se sul passaporto sono presenti visti o vidimazioni dello stato di Israele.

Indirizzi utili
Ambasciata d'Italia ad Algeri
18, Md Ouidir Amellal,
16030 El Biar - Algeri
Algeria
Tel.: +213 21 922330,
                      922550
Fax:               925986
Cellulari reperibilità Sede: 0021361556410 
Attivo solo il venerdì ed il sabato 
Email:
segreteria.algeri@esteri.it
amministrazione.algeri@esteri.it
consolato.algeri@esteri.it
visti.algeri@esteri.it
commerciale.algeri@esteri.it

Informazioni generali
Capitale: Algeri
Popolazione:  32.320.000
Superficie: 2.381.741 km2
Fuso orario: stessa ora rispetto all'Italia; -1h quando in Italia è in vigore l'ora legale.
Lingue: arabo, francese
Religione: Musulmana
Moneta: Dinaro (DZD)
1 euro = 84 DZD circa
23/11/2006
  
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