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Albania - 2
di Alessandro Ciampa
La storia antica
L’Albania, che nella lingua locale viene chiamata Shqipëria, è il “paese delle aquile”, come si evince anche dal significato letterale del suo nome. L’effige stilizzata di due aquile, è presente anche sulla bandiera nazionale, ed è tuttora il simbolo di questo paese. Per secoli, il territorio albanese, che geograficamente era situato fra la Macedonia, la Tracia e la Grecia, ha subito l'influenza e la dominazione di tutti questi popoli, ed è stato abitato da diverse colonie illire, discendenti dei Pelasgi. Furono proprio gli illiri, intorno al VI secolo a.c. a sviluppare l’economia e l’agricoltura del paese, rinnovando diversi campi, quali quella della metallurgia, e del commercio, sfruttando lo sbocco sul mediterraneo per avviare scambi con altri popoli. Tuttavia, proprio gli illiri, furono tra i principali protagonisti della pirateria mediterranea, assaltando anche navi ricche e con grossi carichi. La grande importanza economica che gli illiri davano a tutto il paese, spinse questi ultimi ad avviare anche una politica urbana, fondando importanti porti e centri di interscambio, che ancora oggi sono città importanti e strategicamente rilevanti sulla costa mediterranea. Fra queste ricordiamo Durazzo, Valona, Butrinto e Scutari, sull’omonimo lago. Anche quando la regione fu invasa dai romani, nonostante la distruzione di diversi avamposti e luoghi militari strategici, l’economia albanese non cessò di espandersi, grazie all’elevata cultura e lo spirito di iniziativa dei suoi abitanti. Alla caduta dell’impero romano, la stabilità politica della regione ha incominciato a vacillare, e si sono succeduti le invasioni di popoli come Goti, Avari, Slavi Macedoni, e nel 1478 i turchi dell’impero Ottomano. L’Illiria, in seguito al trattato di Vienna del 1809, fu uno dei governatorati dell’impero napoleonico, prima di finire sotto la dominazione dell’impero asburgico, nel 1913, come deciso nel congresso di Vienna.

La storia moderna
La storia moderna dell’Albania, si può affermare, comincia il 28 novembre 1912, al termine della prima guerra dei balcani, quando Ismail Qemali, appoggiato da alcuni esponenti politici, dichiarò l’indipendenza dell’Albania! Gli anni successivi a tale data, furono segnati dal disordine, dalla confusione, dalle lotte intestine, con diversi movimenti che si sono alternati al governo, nel tentativo di sviluppare uno stato laico, indipendente e democratico. Una esigua stabilità fu ritrovata solo dopo il colpo di stato di Ahmet Zogu, proclamatosi Re, con il nome di Zog I. Epilogo di tali scontri, e tanti anni di guerre e povertà, fu la “diaspora” della popolazione, che fuggì in Europa e negli Stati Uniti. Nel 1939 l’Albania venne occupata dall’esercito fascista italiano, e divenne una colonia del nostro paese, sottoscrivendo anche un contratto politico-economico, con la nostra Banca d’Italia. I nazionalisti albanesi, organizzarono il L.A.N.C., un movimento partigiano, che combattè prima contro i fascisti, poi contro i nazisti, prima di ripristinare l’indipendenza, nel 1944 (da sottolineare che l’Albania fu l’unico paese a non essere stato aiutato da nessuna delle forse alleate). Sino al 1990 l’Albania divenne però un regime comunista, isolazionista, e dedicò pochissimo impegno alla cooperazione con altri paesi, per lo sviluppo economico. Questi anni, estremamente bui, contruiburono ad impoverire maggiormente il paese, che nel frattempo cominciava a vedere sempre più l’Europa, ed in particolare l’Italia, la metà ideale dove andare a vivere. Nel 1990, a cinque anni dalla morte di Hoxha, studenti ed intellettuali, tecnici e operai, cominciarono una rivolta legata al basso sviluppo sociale ed economico del paese. Una rivolta, che in pratica fu una sorta di guerra civile, portò l’Albania ad una fase di transizione violenta, cruenta, dove diritti umani furono negati, e spesso la comunità occidentale rimase a guardare. Attualmente la situazione è in netta ripresa, la rivolta degli anni novanta, nonostante la sua identità cruda, ha dato uno scossone a tutto il paese, che di recente ha aderito al “Patto di Stabilità e Crescita” previsto dal protocollo del Trattato di Maastricht.

Cultura: Comunismo, immigrazione e prostituzione
L’Albania ha visto stuprare la propria storia, è stata violentata, e si è autoviolentata, dimenticando e gettando al vento anni di splendore, grandi innovazioni, progresso, e forse un’intelligenza che gran parte dell’Europa era ancora anni luce dal poter pensare di avere. L’Albania è stata violentata da se stessa in primo luogo: romani, austriaci, persino barbari, l’avevano calpestata, invasa, ma mai domata, mai fermata. L’indipendenza l’ha invece frenata, incredibilmente; la sete di potere, la corruzione, l’avidità, hanno ucciso un processo che per anni aveva fatto dell’odierna Albania una fiorente civiltà! Al “paese delle aquile”, incapace di trovare una vera identità e stabilità, il colpo di grazia l’hanno dato poi fascisti e comunisti: Sfruttata dai primi, abbandonata ed isolata dal mondo dai secondi, ha trovato, nemmeno venti anni fa, la forza di reagire, urlare, ribellarsi, alzare la testa, dire no agli estremismi, e forse, solo ora, l’Albania può ricominciare a scrivere la sua storia. Ma cosa hanno lasciato al paese questi anni di aberrante negligenza politica? I comunisti, principali responsabili dell’economia albanese, disastrosa alla fine degli anni ottanta, hanno spinto la stragrante maggioranza della popolazione sulla soglia della povertà. Poi, caduto il muro di Berlino, muro della cecita occidentale, muro della vergogna orientale, ha, come in tutte gli ex paesi filo-comunisti, aperto gli occhi, ma abbandonato a se stessa l’ignara popolazione. E’ nato così il mito della vicina Italia, il paese dei balocchi, come Pinocchio e Lucignolo, la speranza di cambiare la propria vita. Brindisi prima, la puglia poi, tutta l’Italia oggi, è stata invasa da “albanesi in fuga”. Ma, più o meno come nel film della Walt Dysney, l’Italia non è il paradiso sognato, e le “mucche”, trasformate in “mandria” dalla cecità politica, sono andate al “macello”, nelle grinfie della malavita locale. Mi perdonino gli amici albanesi per la metafora, che comunque rende bene l’idea. La delinquenza! la prostituzione! Nessun albanese, uomo o donna, avrebbe firmato di fare questa vita prima di prendere un barcone, appiccicato ad un compagno che magari sta morendo per asfissia o denutrizione,  prima di raggiungere le sogne del “paradiso italico”. Gli albanesi continuano ad amare gli italiani, provare a fare un salto a Scutari, o Tirana, o Durazzo, parlare con qualcuno di loro, per sentirsi dire che c’è ammirazione ed apprezzamento nei nostri confronti. E noi? Li odiamo, li sfruttiamo, li violentiamo, probabilmente non pensando che la colpa della loro sofferenza, e del loro stato sociale è un po’ anche nostra: siamo stati tra i primi a stuprare l’Albania!

Geografia
L’Albania, confina a nord con il Montenegro ed il Kosovo (regione della Serbia con maggioranza etnica albanese), ad est con la Macedonia, ed a sud con la Grecia. Ha una superficie che si estende per 28.748 km2 in prevalenza collinare e montuoso. La pianura si trova soprattutto lungo la costa, in prossimità del mar mediterraneo. Le pianure litoranee hanno tipicamente un clima mediterraneo, le regioni montuose hanno un clima continentale mediterraneo. Sia nelle pianure che nell'interno, il clima varia marcatamente da nord a sud. Le pianure hanno inverni miti, con una temperatura media di 7°C. D'estate la temperatura media è di 24°C con un'alta percentuale di umidità. Nelle pianure del sud, le temperature medie sono di circa cinque gradi più alte durante tutto l'anno. La differenza è più marcata durante l'estate.

Sport
Lo sport più diffuso, praticato ed amato in Albania è il calcio. La nazionale di calcio, pur non avendo mai raggiunto traduardi di prestigio, ha un seguito di spettatori, anche quando gioca all’estero (supporters per lo più immigrati), di notevole entità. Le rivalità calcistiche più accese, sono, contro Germania, Italia, Serbia e Grecia. Queste ultime due dettate anche dalla vicinanza  geografica. Fra le squadre di club, che in Europa hanno raggiunto in passato anche discreti traguardi (tenendo conto del livello del calcio albanese) da citare: Dinamo Tirana, Partizani Tirana, Teuta Durres, Vllazania, Flamurtari. Negli ultimi anni le squadre storiche, sono state affiancate dal Tirana, compagine completamente rinnovata della capitale, con amibizioni bellicose anche all’estero. Fra i giocatori più rappresentatiti: Kapplani, Strakosha, Tare, Bogdani e Mirtaj beniamini ancora in attività. Lo sport che ha dato tante soddisfazioni a questo popolo, è stato però il tiro a segno. Fra i diversi grandi campioni, da sottolineare Emanuela Kola (campionessa europea), Sadik Kucana (ex primatista del mondo) ed Elisabeta Karabolli, forse fra le più grandi interpreti al mondo in questa disciplina.

Gastronomia, tradizioni e curiosità
La cucina albanese è molto semplice ma saporita per gli aromi speciali usati. Fra i primi piatti si segnalano: dromesat (pasta fatta con grumi di farina cucinati direttamente nei sughi), shtridhelat (tagliatelle con una particolare lavorazione cucinate con ceci e fagioli). Prelibate le carni, le frittate ed i formaggi, che sono tra le più grandi specialità della regione. Fra questi da ricordare il Perzie di Mishesh arabo, il kagiq me patana, oltre ai piatti semplici a base di ricotta, pecorino, e salsicce. Per i dolci, da provare il kanarikuj (gnocchi bagnati nel miele) e il kasolle me gjize (involtino di ricotta), mangiati nelle grandi ricorrenze. Diffusissime ciambelle e frittelle.
Fra le antiche ricorrenze albanesi, da citare la festa delle Vallje, che secondo tradizione, rievocano la grande vittoria di Giorgio Castriota Skanderberg, contro gli invasori turchi. La Vallja, in se, è una danza popolare, formata da giovani vestiti in costumi tradizionali arberesh, che si tengono a catena grazie a dei fazzoletti, guidati alle due estremita da “flamurtare”, portabandiera, che si snodano fra le vie del paese. La Vallja più importante, ha luogo il martedì dopo Pasqua, e porta il nome di “Martes se Pashkes”.

Turismo
Nonostante il paese non disponga di attrezzature turistiche all’avanguardia, o secondo il modello occidentale, pian piano il governo albanese sta cercando di incentivare il turismo. I grandi centri, quali Tirana e Durazzo, sono città che vengono identitificate come sicure dalla nostra Farnesina, mentre la costa, sia pure una delle più belle del mare adriatico, resta ancora allo stato grezzo e poco attrezzata per ricevere turisti. Tuttavia da consigliare una visita

Come arrivare
L’Italia, ed in maniera più particolare la puglia, è molto vicina geograficamente all’Albania, e negli ultimi anni raggiungerla è diventato abbastanza agevole. Attualmente vi sono oltre dieci compagnie di navigazione marittima che collegano i porti di Ancona, Bari e Brindisi a quelli di Durazzo e Valona. I prezzi variano a seconda della sistemazione, del periodo, ma durando la traversata una notte intera, possono variare dai 50 ai 150 euro! Internet fornisce un’ampia gamma di ricerca per le compagnie che offrono il servizio. Un altro mezzo per raggiungere l’Albania dall’Italia, è l’aereo. Numerosi anche i voli low cost per Tirana, operati da Belle Air, My air e Club air, dagli areoporti di Ancona, Bari, Bologna, Firenze, Forlì, Genova, Orio al serio, Pisa, Roma Fiumicino, Trieste e Verona. Le frontiere terrestri sono funzionali, il personale, talvolta parlante italiano, è gentile e particolarmente disponibile. Puntigliosi però potrebbero essere i controlli e le formalità burocratiche. Qualche problema solo alle frontiere con Kosovo e Macedonia. L’area serba è amministrata dall’ONU, che spesso chiude i varchi, mentre al confine macedone, in passato, tensioni etniche suggeriscono una certa prudenza.

Hotel in Albania
Come detto sopra, il governo albanese sta pian piano aprendo le porte al Turismo, ed i grossi centri cittadini sono sempre più sicuri, anche per il turista straniero. Sul sito internet www.albania-hotel.com, è possibile ricercare una serie di sistemazioni nelle principali città, mentre su www.albania-holydays.com, si possono ricercare informazioni più dettagliate. Forniamo inoltre, una serie di alloggi economici:

Tirana Backpacker Hostel, Rruga Elbasanit 85 Tirana
Hotel Nais, Lagjia #1 Durazzo
Hotel Mangalemi, Lagja Mangalem (Rruga per Kala) Berat

Cosa vedere a Tirana
Nel 2004 il sindaco di Tirana è stato premiato come miglior sindaco del mondo, per come era riuscito a cambiare l’immagine della città. Oggi visitare Tirana, capitale dell’Albania, è possibile, Si comincia l’itinerario da Piazza Skenderberg, al centro della città, dove si trova la moschea di Ethem Bey, costruita fra il 1789 ed il 1823. Presente nella piazza anche l’imponente torre dell’orologio. Il mercato adiacente merita una visita. Il Museo Storico Nazionale, coperto sulla facciata da un bellissimo mosaico, è posto nel mezzo fra il Palazzo della cultura e l’ingresso della Biblioteca Nazionale. Il centro culturare della città merita una visita. Edifici imponenti, grosse piazze e strette viuzze, formano il centro città di una Tirana particolarmente piacevole da girare, da vivere nel suo complesso, più che nei dettagli!

Documenti necessari per entrare nel paese
Passaporto e visto d’ingresso. Alla frontiera (sia terrestre, che marittima, che aerea), in entrata, viene richiesto il pagamento di 10 Euro per il visto obbligatorio e, in uscita, il pagamento di 10 Euro (esentati i Passaporti diplomatici e di servizio).

Indirizzi utili:
Ambasciata d'Italia a Tirana
Rruga Lek Dukagjini n. 2
Tirana, Albania
Telefono Ambasciata:
+355.4.275900
(centralino passante, valido anche per la Cancelleria Consolare)
Fax Ambasciata:
+355.4.250921
Fax Cancelleria Consolare:
+355.4.250920
Cellulare servizio H24:
068.2027063
Numero di emergenza connazionali H24:
+355.4.274900
mail: segreteriaambasciata.tirana@esteri.it
Polizia: Tel. 129 (pronto intervento)
Polizia: Tel. 126 (polizia stradale)
Ambulanza: Tel.127

Informazioni generali
Capitale: Tirana
Popolazione: 3.256.000
Superficie: 28.748 km2
Fuso orario: GMT+1
(stessa ora italiana)
Lingue: Albanese, italiano e inglese
Religioni: Musulmana, Ortodossa, Cattolica.
Moneta: Lek
1 Euro; = 120 Lek circa
16/11/2006
  
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