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Afghanistan - 1
di Alessandro Ciampa
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La storia anticaIl nome Afghanistan significa “paese degli afgani”. Sembrerebbe che l’etnia Pashtun, abitati del paese, abbiano cominciato ad usare il nome Afghan dopo l’invasione dell’Islam. Questa parola appare per la prima volta nel 982 d.c. il resto del nome, ovvero “stan”, che tradotto in italiano vuol dire paese, trae origine dalla lingua persiana, ed è stato associato ad Afghan proprio dalla dinastia persiana dei Qajar (in origine Afghanland). L’Afghanistan è stata invasa da numerose potenze, tra cui gli Indoariani, i Medi, i Persiani, i Greci, i Maurya, i Kushan, gli Unni Bianchi, i Sasanidi, gli Arabi, i Mongoli, i Turchi, i Britannici, i Sovietici e più recentemente gli Stati Uniti. I primi decani storici risalgono alla dominazione degli Arii, che tra il 2000 ed il 1200 a.c. crearono una nazione che prese il nome di “Terra degli Arii”. Fonti non ancora comprovate del tutto, ipotizzano che lo Zoroastrismo sia nato proprio in Afghanistan, prima dell’ascesa dell’impero Persiano. Intorno al 330 a.c., Alessandro Magno invase la regione, tuttavia l’invasione macedone non fu duratura, ed anche a causa di un territorio aspro e poco ospitale, si succedettero molteplici brevi dominazioni, fra le quali vanno citate quelle degli stati ellenistici dei Seleucidi e della Battriana. L’Afghanistan ha anche subito una notevole influenza indiana, non solo per il controllo di alcune aree da parte dei Maurya, ma soprattutto perchè prima del primo secolo a.c. si diffuse in gran parte della regione la dottrina buddista. Il califfato arabo nel 652 conquistò buona parte dell’Afghanistan occidentale, e nei cinquanta anni successivi, conquistò pian piano tutto il paese, convertendo la popolazione alla religione islamica. E’ qui che forse l’Afghanistan ottiene il suo momento di massima importanza, diviene fulcro centrale di importanti imperi quale quello di Ghaznavide e Ghazni. Nel 1219 la regione fu invasa dai mongoli di Gengis Khan, che devastarono l’intero paese! Alla sua morte, gli successe l’uzbeko Babur, discendente dello stesso sterminatore mongolo, e fu proprio lui a rinnovare la Kabul, nel 1504, capitale dell’impero Moghul.
La storia modernaLo stato afgano, così come lo conosciamo oggi, fu fondato nel 1746, sotto l’impero Durrani, controllato però per anni dal Regno Unito. La “dominazione” britannica finì nel 1919, con l’ascesa al trono di Re Amanullah, ma qui cominciarono anni bui per il paese, con continue lotte intestine, congiure, assassini, corruzione, e la deposizione, con mezzi opinabili e non democratici, di 11 governatori, da allora ad oggi. Storia recentissima dell’Afghanistan, parte dal 1978, quando il Partito Democratico Popolare dell’Afghanistan (comunista), conquistò il potere con un colpo di stato. L’opposizione, organizzata in guerriglia, prese il nome di Mujaheddin, e per anni fu finanziata dagli Stati Uniti d’America. Negli anni della guerra fredda, gli americani volevano che i sovietici intervenissero, e così fu: il 24 settembre 1979, 15000 soldati russi invasero il paese, e lo controllarono per dieci anni, sino al 1989. I combattimenti fra comunisti e mujaheddin (in realtà fra Unione Sovietica ed USA), non smisero mai di esistere, ed anche quando i Talebani, estremisti islamici particolarmente feroci negli scontri armati, presero il potere nel 1996 (appoggiati dal Pakistan), l’opposizione, L’Alleanza del nord, continuò la guerriglia. I Talebani per anni hanno governato con crudeltà e reso alla povertà più estrema la maggioranza della popolazione, cercando di imporre una stretta interpretazione della Svaria, la legge islamica, e dando rifugio a trafficanti d droga internazionali ed organizzazioni terroristiche. In seguito ad i gravi fatti dell’11 settembre 2001, gli Stati Uniti decisero di attaccare l’Afghanistan, che dava rifugio, protezione ed aiuto ad Osama Bin Laden, capo di Al-Qaeda, organizzazione terroristica, autrice della strage al World Trade Center. Alla fine del 2001 i Talebani erano stati rovesciati, ma Osama Bin Laden mai catturato, ed ancora oggi, il contingente Onu, le forze militari statunitensi ed il nuovo governo di Hamid Karzai non riescono a dare una certa stabilità al paese, che vive di banditismo, continui rapimenti, ed una forte lacerazione sociale ed economica, con il problema povertà assolutamente non risolto!
Cultura: L’Afghanistan fra ieri, oggi e domaniLa storia dell’Afghanistan, da sempre, è stata una storia di massacri, violenze, scontri cruenti, e stabilità interna pressoché nulla. Dalle tantissime dominazioni del passato, alla repressione estremista dei talebani, il paese ha attraversato momenti di emblematici controsensi. Da una parte le piantagioni di Oppio, ed i finanziamenti ad Al-Qaeda, dall’altro la povertà delle famiglie, la disoccupazione, l’assenza d’istruzione, e ciò che è peggio la negazione di ogni libertà. Libertà di pensiero, libertà di movimento (le strade, anche quelle urbane sono tuttora piene di mine, e non è difficile trovare bambini senza gambe, colpevoli solo di aver organizzato una partita di calcio). La televisione non ha mai raccontato la vita degli afgani sotto il regime talebano, non ho mai letto titoli di prima pagina, tantomeno notizie da apertura di telegiornali. Eppure lì si moriva, o si se si moriva, dentro e fuori, e spesso era maggiormente auspicabile prendere una pallottola nella testa, essere uno dei tanti numeri, e farla finita lì. Pochi, coraggiosi, hanno provato a raccontare la morte lenta delle donne, quelle donne senza un volto, senza una dignità, senza neanche un futuro. Si faceva chiamare Tahmeena Faryal, nome ovviamente inventato, fondò il RAWA, organizzazione per le donne afgane, che per anni ha lottato per i diritti femminili, pari a meno di zero in quella regione. Potrei citare tante storie e racconti, come quelli dell’amputazione di arti, esecuzioni sommarie, segregazione, e tanto altro. Una storia del passato talebano, ma che ancora oggi è viva ed emblematica nel paese. Ma cosa è cambiato con l’invasione americana? Forse nulla, o poco, c’è la democrazia, il burka non è più obbligatorio, ma il grande problema dell’Afghanistan resta il dolore del passato, la paura, lo stupro di una guerra che ha indebolito ancor di più uomini e risorse, il terrore ed il terrorismo, due figure che convivono quotidianamente nell’Afghanistan di oggi. Il futuro è ancora poco roseo, i suicidi di ragazze aumentano, i morti sono oggi più di ieri, ed una vera democrazia è auspicabile solo con un processo di autodeterminazione che deve essere lento, ed avere le sue tappe. La speranza, oggi come ieri, è viva, almeno ora dell’Afghanistan si parla tutti i giorni. Ipocrita consolazione!
GeografiaL’Afghanistan confina con il Turkmenistan, l'Uzbekistan, il Tagikistan a nord, l'Iran ad ovest, il Pakistan a sud e ad est, e la Cina sempre ad est. Vero sud si trova il cosiddetto "deserto della Morte" il Dasht-i-Margo. La principale catena montuosa del paese è l'Hindukush che copre buona parte del territorio afgano, con vette che sfiorano gli 8.000 metri di quota. I fiumi che attraversano il paese sono: il Kabul, il Farah, il l'Harirud e l'Helmand. In Afghanistan esistono diversi tipi di ecosistemi: vi possiamo trovare territori aridi e stepposi, oppure ambienti alpini. Nonostante la grande varietà ambientale, c'è da dire che molte aree sono state irrimediabilmente compromesse dalle esplosioni e dai bombardamenti degli ultimi conflitti bellici.
SportDopo tanti anni di repressione talebana, che ha vietato di fare alle donne, limitato l’attività maschile, ed utilizzato lo stadio nazionale come teatro di esecuzioni capitali, lo sport è tornato a vivere nel 2002. Il calcio ha tolto “l’embargo” al paese, ed una prima selezione ha partecipato alle ultime qualificazioni mondiali, perdendo dal Turkmenistan. Sempre nel 2003 la nazionale ha ottenuto una storica vittoria, 2-1, in casa del Kyrgyzstan! Ultimamente sta disputanto le qualificazioni per la prossima Coppa d’Asia. Storiche sono le prime iscrizioni alla federazione di squadre femminili.
Lo sport più diffuso in Afghanistan non è però il calcio, ma bensì il polo, che se in paesi quali Argentina e Regno Unito è una prerogativa dei ricchi, qui viene praticato praticamente da tutti quelli che possiedono un cavallo.
Quello che tradizionalmente viene definito come sport nazionale, è il Buzkhasi. Deriva da una vecchia disciplina turco-mongola, ed è praticato, guarda caso a cavallo (consiste nel trasportare una carcassa di capra otre delle bandierine). Ci sono diverse versioni di esso, e si gioca in maniera differente da regione a regione. Non esistono stadi, ma può essere praticato anche in campo aperto. Sport storico, che però è circondato da grandissima passione.
Altri sport popolari praticati in Afghanistan sono la boxe, le arti marziali (in particolare il Kite Fighting, sport afgano), il basket, il Topay (gioco con la palla), il ciclismo, ed il Tent-pegging (diffuso soprattutto nel sud del paese, ma che pian piano si sta diffondendo in tutto il territorio)
Gastronomia, tradizioni e curiositàLa cucina tipica afgana propone, nella stragrande maggioranza dei suoi piatti, ingredienti a base di carne e legumi. Vogliamo sottolineare, fra gli altri, il bichak, ripieni di marmellata o zucca, farciti con carne e salse di yogurt; il boolawnee, pasta sfoglia ripiena di cippollotti; il qabeli pilau, riso, uvetta e carote; l’aush, carne, legumi, e yogurt.
Le tradizioni e le feste, sono, per l’appunto, legate alle tradizioni islamiche. Fra queste ricordiamo il Ramadan, mese sacro dove si digiuna, il Navrus, all’equinozio di primavera, ed il Milad-an-Nabi, la festa del sacrificio che per molti precede il pellegrinaggio alla Mecca!
TurismoNonostante il fatto che l’Afghanistan, per tradizione, è sempre stato il paese dell’ospitalità, negli ultimi tempi la Farnesina ha sconsigliato qualsiasi viaggio nel paese, causa il perdurare di una situazione di instabilità in termini di sicurezza. Le compagnie internazionali hanno cancellato le rotte per Kabul, e gli stessi spostamenti nel paese sono a rischio, a causa l’elevato numero di mine, l’assenza di una rete ferroviaria, e ed il rischio costante di aggressioni e rapimenti in tutto il paese.
Forniamo in ogni caso, informazioni per la visita del paese, sperando che il prima possibile possa essere attuabile:
Come arrivare:Non esistono voli diretti dall’Italia in Afghanistan, ma stando alle ultime indicazioni delle compagnie (ripeto, soggette a continui cambiamenti e cancellazioni di rotta), la compagnia UHNAS fornisce collegamenti, a volte anche decisamente economici (da 100 a 500 dollari) da Dubai ed Islamabad. L’Ariana Airlines, che la compagnia di bandiera, oltre a collegamenti da Dubai, Delhi ed Islamabad, ci segnala addirittura collegamenti da Francoforte (Germania) a poco più di 700 dollari. Per informazioni contattare
Reisebuero-ctm@T-online.de, mail dell’agenzia che si occupa del volo. Da sconsigliare i collegamenti terrestri, l’Afghanistan non è dotata di ferrovia, e le frontiere sono spesso chiuse!
Hotel a Kabul:Kabul Lodge #8 Passport Lane Shar-E-Naw, Kabul +93 (0) 79 423 562
Aria Guest House Wazir Akbar Khan, Kabul +93 (0) 5 102 095 774
Spinzar Hotel Mohd Jan Khan Watt, Kabul +93 (0) 22 961
Ariana Wazir Akbar Khan, Kabul +93 (0) 9 323 765
Kabul Hotel Bagh-e-bala Road, Kabul +93 (0) 31 851
Yama Hotel Timur Shah Park, Kabul +93 (0) 26 509
Mustafa Hotel Kabul +93 (0) 70 27 6021
Indirizzi:
kabulinternational@hotmail.com.,
www.mustafahotel.com,
Cosa vedere:Il mausoleo di Amir Abdur Rahman: edificato nel XIX secolo nei pressi di Zarnegar Park, in onore di un illustre sovrano afgano.
La tomba di Timur Shah: edificata intorno al 1817 per onorare il figlio del sovrano che rese Kabul capitale dell’Afghanistan.
National Museum: ospita al suo interno una ingente collezione di opere, che testimoniano l’attività artistica afgana nel corso dei secoli.
Balar Hissar: situata poco fuori il centro abitato di Kabul, è un’antica cittadella fortificata nonché attuale sede del potere politico del paese.
Baghe Bala: situato su di una collina poco più a nord di Kabul; il palazzo, antica residenza estiva dei sovrani, è oggi un tipico e rinomato ristorante ove poter gustare piatti caratteristici del luogo.
Divertimenti:A Kabul nbon esisto le discoteche ed i locali di divertimento così come li intendiamo noi. I ragazzi e la popolazione locale, frequenta le Chaikhanas, localini caratteristici, dove è possibile consumare thè e gustare piatti tipici afgani a prezzi moderati.
Documenti per l’ingresso nel paesePassaporto con validità residua di almeno tre mesi. Visto necessario, da richiedersi all'Ambasciata dell'Afghanistan in Roma.
Indirizzi utili:
Ambasciata d'Italia in Kabul
Great Massoud Road
Kabul, Afghanistan
Telefoni:
Cancelleria:
Tel./Fax (Telecom Italia):
(+39)-06-46913560
Satellitari:
(+873) -761-280634;
(873)-763-068371;
Dig:
(+93)-20-2103144
2103844;
Wireless:
(+93)-75-2023017
Cell. Segreteria:
(+93)-70-288942
Cellulare di reperibilità in
casi d'emergenza:
(+93)-79-694995
(+93)-70-058209
E-mail:
ambasciata.kabul@esteri.it connazionali.ambkabul@esteri.itInformazioni generali:Capitale: Kabul
Popolazione 26.200.000 (2006)
Superficie: 652.225 Km2
Fuso Orario: GMT+4h30
(rispetto all'Italia: +3h30;
+2h30 quando in Italia è in vigore l'ora legale)
Lingue utilizzate: Dari e Pashto
Religioni: islamica
Moneta: Afgano
1 Euro = 60 afgani circa
Prefisso per l'Italia: 0039
Prefisso dall'Italia: 0093