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Cronache mondiali: l’inaugurazione, “A time to make friends”
Il diario della rassegna mondiale, giorno dopo giorno
di Andrea Bello
Il tempo del calcio è arrivato. “Partiti” come diceva il Pizzul telecronista Rai. Il Mondiale 2006 si apre con 1400 ballerini in costumi bavaresi. Come dire: “Siete in Germania, scusate se non ve ne eravate accorti”. Sul palco insieme a Blatter e Beckenbauer sfilano 170 glorie mondiali. Per noi ci sono Antognoni, Bergomi e Tardelli.

C’è Bobby Charlton e Ghiggia, l’uruguaiano che risolse la storica finale del 1950 contro il Brasile al Maracana. Non c’è Diego Maradona. Aveva promesso sino alla fine di arrivare, ma el Pibe doveva ancora far pagare qualcosa alla Germania che gli rubò il suo secondo mondiale in Italia nel 1990. Ieri la sua parziale rivincita, snobbando l’evento. I mondiali tedeschi iniziano al sapore di birra. Tutta quella che mettono in campo i panzer di Klinsmann all’esordio contro il Costarica, squadra dalla difesa inesistente e l’attacco che si regge sulle spalle del simpatico e bravo Paulo Wanchope, che a qualcuno ricorda, per movenze, John Fashanu, simpatico attaccante dello Sheffield preso in giro dalla Gialappa’s dieci anni fa. A proposito di Gialappa’s. La loro è la seconda miglior telecronaca della giornata. IN pratica una trasposizione televisiva di quanto il trio aveva sempre fatto nelle ultime due edizioni mondiali su Radio 2. Al primo posto il duo, collaudatissimo, formato da Beppe Bergomi e Fabio Caressa su Sky. Passare dalla Tv di Murdoch alla telecronaca Rai è come fare un salto indietro nella televisione di dieci anni. Le riprese e la qualità video della Sky di Murdoch sono superiori, non poco, a quelle della Tv di Stato. E poi Civoli – Mazzola, il cui commento tecnico è però eccellente, riescono a trasmettere una sensazione di lentezza anche ad un festival di gol come quello tra Germania e Costarica.

Il primo gol del Mondiale è di quelli da brividi. Lo segna Lahm, numero 16 della Germania, con un tiro a rientrare alla Del Piero. Il centrocampista è nato e cresciuto calcisticamente a Monaco. Praticamente suggella l’esordio mondiale con un gol davanti alla propria gente. L’ uomo del giorno è, però, Miroslav Klose, 28 anni ieri e doppietta anche per lui. In pratica la Germania riparte da dove ci aveva lasciato nel 2002, con l’attaccante che è anche il trascinatore di una squadra un po’ debole in difesa, ma che ha dato l’impressione di avere ottimi tiratori (vedi capolavoro finale di Frings da 30 metri, ndr).

In serata, anche se a Napoli qualcuno si è distratto per le imprese della Carpisa, la febbre mondiale si sposta su Polonia – Ecuador.

Arriva la prima “macchia” della rassegna iridata, con i sudamericani che vincono per 2-0. quattro anni fa furono regolati all’esordio da una doppietta di Vieri, oggi mettono paura alla Polonia, che dopo la prima giornata è già sul punto di preparare le valigie. Oggi è il giorno di Argentina, Inghilterra e Svezia, rispettivamente contro Costa d’Avorio, Paraguay e Trinidad e Tobago.

Interessante la sfida che vedrà opposti Hernan Crespo e Didier Droga, compagni d’attacco nel Chelsea di Abramovic, avversari in quest’esordio mondiale. Per Crespo, qualche giorno fa, l’ “in bocca al lupo” personale da parte di Gabriel Omar Batistuta, giunto nel ritiro dei sudamericani a sorpresa per incoraggiare i vecchi compagni. Esattamente 72 anni fa, infine, il 10 giugno del 1934 l’Italia di Pozzo conquistava la sua prima Coppa del Mondo a Roma, in finale contro la Cecoslovacchia.
10/6/2006
  
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