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Cronache mondiali: la vigilia
Il diario della rassegna mondiale, giorno dopo giorno
di Andrea Bello
Giù il sipario. Si parte. Meno di 24 ore alla cerimonia d’inaugurazione della diciottesima edizione dei Mondiali di Calcio. La Germania al centro dell’attenzione sportiva mondiale per un mese intero di grande calcio, dal 9 giugno al 9 luglio.

32 le squadre in lizza, 736 i giocatori, che saranno impegnati nelle 64 partite previste.

Finalmente si parlerà di gol e tattica, di 4-4-2 e 4-3-3, con meno cellulari e più televisori accesi. Si è calcolato che saranno 32 i miliardi di telespettatori per l’evento, circa 500 milioni per ogni partita. Con la novità delle partite in diretta sui telefonini. La compagnia telefonica 3, infatti, si è assicurata i diritti per la trasmissione in chiaro delle partite sul cellulare, con la cronaca e gli approfondimenti curati dal giornalista di Mediaset, Massimo De Luca.

Si ritorna in Germania, dunque, come nel 1974. Allora la squadra di casa vinse e ad alzare la coppa ci pensò Franz Beckenbauer, oggi presidente del comitato organizzatore. Il “Kaiser” coronerà il proprio successo personale, dopo “14 anni di duro lavoro, dal giorno della candidatura” come lui stesso ha ammesso e ha inoltre dichiarato che, pur non avendo il dono dell’ubiquità, ha programmato di assistere a 48 partite, 2 o 3 al giorno, grazie ad uno speciale elicottero messo a disposizione per lui dagli Emirati Arabi Uniti. Gli sceicchi, che bontà.

Sarà un Mondiale interlocutorio per gli italiani, divisi tra un cuore che vorrebbe sfegatatamente tifare azzurro, come sempre, e una ragione che non può far dimenticare che anche chi è andato in Germania a rappresentarci la minore colpa che ha è quella di sapere, ma di aver taciuto, sullo scandalo che ci ha investiti.

Siamo pronti a lottare per questo contro stampa e tifosi esteri, che ci prepareranno un clima tutt’altro che familiare. Ma anche in casa nostra non si scherza. Più di un tifoso è indeciso se dare o no il proprio voto alla squadra azzurra, pardon quelle erano le elezioni, se sostenere o meno un ct messo in discussione, con un figlio indagato per illecito sportivo e un portiere interrogato dalla magistratura per scommesse.

E se “Il Mattino” titola “Otre lo scandalo” nel suo “Speciale mondiali”, la Gazzetta dello Sport si proclama antinazionale nel settimanale Sportweek, spiegando: “Perché tifiamo Brasile”. Andrea Scianchi, la firma dell’articolo, precisa che “dopo lo scandalo che ha travolto il calcio italiano, c’è un modo per riconciliarsi con il pallone: pensare soltanto al gioco, alla sua bellezza e armonia”. In sintesi quello che fanno i brasiliani. La loro stella è destinata a splendere.

Il giocatore più atteso è ovviamente Ronaldinho. Il pubblico da lui attende i numeri del calcio, i numeri da Mondiale. Ci si aspetta qualcosa anche da un campione ritrovato, quel Zinedine Zidane che proprio contro i verde oro scrisse la pagina più bella della sua carriera sportiva nella finale di Francia ’98 e che per questi Mondiali ha rimesso la casacca transalpina per la causa nazionale.

Il più giovane di Germania 2006 è un inglese: Theo Walcott, nato il 16 marzo 1989, un adolescente e niente più. Un campione, per gli inglesi e, probabilmente, per Sven Goran Eriksson, che lo ha voluto in Nazionale senza che Theo abbia disputato un solo minuto in prima squadra, con l’Arsenal. Avendo a disposizione soltanto 13 partite da titolare e cinque reti durante la sua permanenza al Southampton per valutare, Eriksson ha preso la decisione finale basandosi sui filmati e ascoltando qualche consiglio.

Il calcio d’inizio della manifestazione, con ogni probabilità, verrà dato da Miroslav Klose, attaccante e uomo simbolo della Germania per questi Mondiali, che proprio il 9 giugno compirà 28 anni. Auguri e buon mondiale a tutti.
8/6/2006
  
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