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Calise: "Ripescaggio in A2? Non ci tireremmo indietro"
di Mario Triggiani
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Otto giorni dopo la sconfitta di Trento che ha sancito l'eliminazione della squadra dai playoff, gli animi dei dirigenti del Napoli Basketball non si sono ancora placati.
È ancora aperta la ferita dovuta ad un'inaspettata sconfitta che ha segnato la fine di quella che il Presidente Calise definisce "una delle più belle favole in stile Disney".
È proprio da queste premesse che Calise inizia il suo discorso introduttivo nella conferenza stampa di fine stagione, non nascondendo che il mancato raggiungimento della promozione sul campo rappresenta il fallimento dell'obiettivo stagionale.
È vero che ad inizio anno il massimo risultato auspicabile era la semplice partecipazione ai playoff, ma è anche vero che dopo aver dominato la stagione regolare sarebbe stato lecito attendersi un trionfo anche nei play-off.
Il presidente ci tiene però a ribadire come la stagione sia stata per ogni altro verso un successo.
Pochi si sarebbero aspettati che una società nata meno di un anno fa sarebbe stata capace di riportare quasi tremila spettatori al PalaBarbuto per una gara di playoff di terza serie.
Calise ringrazia dirigenti, tifosi e giocatori per l'impegno profuso affinchè Napoli potesse tornare una realtà cestisticamente famosa per una squadra che vi gioca e non per le società che vi falliscono.
Proprio ai cestisti che hanno vestito la casacca azzurra Calise dedica un approfondimento speciale.
È evidente che nelle ultime gare il rapporto tra i giocatori si era incrinato a causa di problemi nello spogliatoio napoletano che spesso prescindevano dai soli giocatori.
Però non ci sono dubbi, a detta di Calise, sulla serietà professionale degli atleti, che finchè hanno fatto parte della squadra hanno sempre dato il massimo sul parquet.
Anche il General Manager Ambrosino sottolinea la massima riconoscenza ai giocatori dello scorso anno, ribadendo però che appartengono tutti al passato. L'unico punto di riferimento per il futuro del Napoli Basketball sarà il coach Maurizio Bartocci, che guiderà la squadra il prossimo anno a prescindere dalla categoria.
La categoria che l'anno prossimo vedrà protagonista il Napoli Basketball è stato proprio uno degli argomenti più caldi della conferenza stampa. Calise ha subito chiarito la situazione: la società, avendo usufruito della wild card lo scorso campionato, non potrà acquisire titoli sportivi per cinque stagioni.
L'unica speranza di giocare il prossimo campionato di LegaDue rimane quella del ripescaggio. Napoli si trova in terza posizione in questa speciale classifica, dopo Forlì ed Omegna: sarebbero necessarie tre defezioni per poter salire di categoria.
La società ha inoltre già annunciato l'intenzione di presentare domanda per il ripescaggio, annunciando che tutti i programmi in caso di salto di categoria sono in fase di preparazione già da mesi.
Una grande metropoli come Napoli non solo merita un campionato professionistico, ma ne ha quasi bisogno, visto che alla lunga il pubblico potrebbe stancarsi di vedere lo spettacolo della DNA.
La seconda serie nazionale garantirebbe anche una maggiore attrattività verso gli sponsor, visto che molte grandi aziende che affiancherebbero il progetto in A2 non farebbero lo stesso qualora si rimanesse in DNA.
Rino Fusco, presidente della Banca Popolare del Mediterraneo, aggiunge che l'anno prossimo la sua azienda si defilerà tra gli sponsor minori per lasciar spazio proprio a queste grandi società che già stanno cominciando a farsi vive per sondare la possibilità di una partnership con la società di Calise.
Il giorno chiave sarà il prossimo 7 luglio quando finalmente saranno rese note le squadre ripescate nei vari campionati.
Ma la dirigenza non sarà certamente in vacanza per il prossimo mese e mezzo. Il CdA del Napoli Basketball si sta riunendo spesso per assicurarsi una duplice prorammazione che copra sia l'eventualità del ripescaggio sia quella, più dolorosa, di un ulteriore anno di Divisione Nazionale A.