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La BPMed Napoli perde in gara1
di Mario Triggiani
Incredibile al PalaBarbuto. Nella prima gara di playoff giocata dalla BPMed Napoli si consuma forse la pagina più nera della recente storia della società del presidente Calise. La squadra napoletana, dopo essere stata in vantaggio anche di 19 punti nel primo quarto, ha perso la partita con il punteggio di 70-65 in favore della BitumCalor Trento.

Con tutta l'attesa che si era creata intorno all'evento, che aveva richiamato anche Dino Meneghin e l'indimenticato Jim Williams, tutti i 2800 spettatori accorsi al PalaBarbuto erano pronti a festeggiare un successo che avrebbe rappresentato un quasi sicuro approdo alle semifinali, con conseguente possibilità di promozione in A2.

La partita in effetti inizia nel segno della BPMed, che colpisce ripetutamente dalla distanza mandando a segno tutti i giocatori del quintetto titolare. Nei primi quarti Napoli conquista più rimbalzi in attacco rispetto a quelli che gli avversari prendono in totale ed il vantaggio arriva a toccare il 23-4, prima che una reazione d'orgoglio dei trentini consenta loro di salvare almeno l'orgoglio dopo un inizio di partita davvero distastroso.
Si va al riposo lungo sul punteggio di 37-28 in favore di Napoli, che pare avere in totale controllo l'inerzia della partita.

Durante l'intervallo viene tributata una doverosa standing ovation a Jim Williams ed a tutte le altre vecchie glorie della Partenope Napoli, mentre la coreografa del LabArt Dance Center Claudia Sales ha presentato la sua compagnia D.N.A. (Danza Nuda Anima) durante i time out e gli intervalli.

La BitumCalor torna in campo completamente trasformata, prende fiducia e continua nella sua rimonta, mentre la BPMed pare rilassarsi e le riserve napoletane non sembrano capaci di gestire il vantaggio, perdendo molti palloni a causa di fretta ed inesperienza.

Gli ospiti impattano il punteggio a metà terzo quarto, quando tre liberi di Pazzi portano il risultato sul 39-39.

Napoli cerca subito di reagire, ma Trento si tiene sempre a contatto chiudendo la frazione persino in vantaggio sul 49-48.

La partita sembra andare nelle mani di Trento, che pare infallibile dalla lunga distanza e che proprio grazie alle triple allarga il divario, ma i napoletani non ci stanno. Aiutati anche da un allenatore ospite incredibilmente nervoso per essere un coach avanti di 10 punti, i titolari della BPMed ricuciono lo svantaggio risalendo fino al -3, ma sia la tripla di Musso (che subisce poco dopo un fallo assai vicino ad essere antisportivo) sia quella di Lenardon vanno fuori bersaglio.

Proprio sul secondo tentativo, Iannilli perde la testa e rifila un calcio ad un avversario, vedendosi fischiato un fallo antisportivo che rappresenta la pietra tombale sulle speranze della BPMed di portare a casa la partita. Inutile cercare un singolo colpevole, visto che quando si dilapida un vantaggio del genere la colpa va suddivisa tra tutti, coach compreso. I napoletani sono sembrati per assurdo più concentrati i primi minuti, quando tornavano a giocare una partita importante dopo mesi di astinenza, che quando la partita è entrata nel vivo.

Tantissimi piccoli errori sono costati la sconfitta, con la BPMed che non è riuscita a dare una risposta corale alle avversità, ma si è affidata piuttosto alle iniziative dei singoli, strategia che nei giochi di squadra si rivela quasi sempre fallimentare.

Ora la serie si sposta a Trento, dove giovedì prossimo le due squadre torneranno in campo per gara2. La partita del PalaTrento rappresenta l'ultima spiaggia per una BPMed che si è svegliata bruscamente dai sogni di promozione dovendo affrontare la dura realtà che vede Trento con un match-ball invidiabile per far fuori dalla competizione una delle squadre più accreditate.

Napoli ha già espugnato lo scorso 15 aprile il palazzetto trentino. Sarà necessario fare il bis per cercare di tenere in vita le speranze di promozione e per giocarsi tutto domenica prossima nella terza e decisiva gara della serie in un PalaBarbuto che, c'è da starne certi, sarà ancora più infuocato di quello di stasera.
7/5/2012
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