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A Pechino l’Italia delle belle ragazze
di Mimmo Carratelli
I giganti sono loro e non ci sono dubbi. Cina e Stati Uniti, i maggiori protagonisti di questa 29^ Olimpiade. I bookmakers, valutando il fattore campo, danno la Cina nazione vincente dei Giochi (bancata 1,35) davanti agli Stati Uniti (2,70). L’Italia è lontana (la quota è 30).

I cinesi schiereranno 639 atleti, gli Usa 596. Non c’è partita fra le due popolazioni: un miliardo e 300 milioni i cinesi, 302 milioni gli americani.

Il sorpasso cinese è nell’aria. Il settimanale americano “Sports Illustrated” accredita più medaglie d’oro alla Cina. Dalle Olimpiadi di Los Angeles (1984) il distacco fra i due imperi d’occidente e d’oriente si è ridotto. La Cina è in forte risalita. Se il vantaggio di medaglie degli americani a Los Angeles fu di 142 (174 medaglie gli Usa, 32 la Cina), ad Atene il vantaggio statunitense si è clamorosamente assottigliato: 39 medaglie in più (102 gli Usa, 63 la Cina).

La sfida è lanciata al di là delle schermaglie politiche. Bush contro il governo di Pechino per i diritti umani e dalla capitale cinese replicano: “Gli Stati Uniti non interferiscano nei nostri affari interni”. Si sorrideranno ai Giochi gli atleti delle due potenze?

Nella cerimonia d’apertura, l’Italia è la 190^ nazione a sfilare guadagnando una posizione per l’esclusione del Sultanato del Brunei. Giacca colore argento e cravatta blu. 346 atleti (132 le donne, un’ottima percentuale di presenza rosa). Nel gruppo, 29 atleti campani. Grande assente la nazionale di basket. Costo della spedizione (in Cina anche 300 dirigenti) cinque milioni di euro, il doppio di quattro anni fa ad Atene. Altri cinque milioni elargirà il Coni per i premi agli atleti che saliranno sui podi (140mila euro per la medaglia d’oro).

Sono 17 gli italianizzati da Andrew Howe, il saltatore nato a Los Angeles, padre italiano e mamma allenatrice statunitense, ma cresciuto a Rieti da quando aveva cinque anni, alla cubana dei 400 metri Libania Grenot (italianizzata col matrimonio come per tutte le altre atlete nate all’estero). Nel tennistavolo c’è una cinesina, Wenling Tan Monfardini, cognome del marito italiano, una donna minuscola (1,50) di 36 anni.

Ma la più piccola azzurra è la “farfalla bresciana” della ginnastica Vanessa Ferrari, 18 anni e 1,43. Campionessa del mondo, Vanessa punta in alto, ma la pedana cinese (“uno schifo”) l’ha tradita più volte, cinque capitomboli nelle prove d’allenamento. Il più vecchio degli azzurri è il fiorentino dello skeet Andrea Benelli, 48 anni. I giganti sono quelli della pallavolo, il pugliese Luigi Mastrangelo (2,02) tra i “grattacieli azzurri” e primo in un recente sondaggio fra gli atleti più sexy d’Italia. Max Rosolino svetta a 1,92.

Le ragazze italiane sono da copertina di “Playboy”, in prima fila le nuotatrici, dalla sfrontata romana Alessia Filippi (1,85 e 21 anni) all’affascinante veronese Federica Pellegrini (1,77 e 20 anni). Ma è uno schianto la pallavolista toscana Francesca Piccinini (1,80 e 29 anni) e reclamano le luci della ribalta le donne della scherma, la marchigiana Valentina Vezzali (1,64 e 34 anni), regina del fioretto da quattordici anni, la triestina Margherita Granbassi (1,66 e 29 anni), Giovanna Trillini (1,64 e 38 anni). Sirena del mare la velista Alessandra Sensini (1,68 e 38 anni), grossetana. Un gioiello volante la bolzanina Tania Cagnotto (1,60 e 24 anni), principessa dei tuffi. Josefa Idem (1,76 e 44 anni) è alla sua settima Olimpiade: gareggiò per la prima volta a Los Angeles 1984 da atleta tedesca.

Il bello della comitiva è il portabandiera Antonio Rossi (1,86 e 40 anni), di Lecco, canoista, alla sua quinta olimpiade. E’ stato definito “statuario, bello, vitaminico”. Si è tagliata una ciocca di capelli, discreto segno di solidarietà per il Tibet. Ma la star è lo sciabolatore Aldo Montano (1,88 e 30 anni) che arriva ai Giochi sulla scia di un robusto gossip, la relazione con Manuela Arcuri ha riempito giornali e tv.

Accompagna la spedizione italiana l’Inno di Lucio Dalla dal titolo impegnativo, “Un uomo solo può vincere il mondo”. Il leit-motiv incoraggia così gli atleti: “Vai, vai, vai che il tuo cuore non si ferma mai”. E conclude: “L’ultimo metro, l’ultimo secondo. Il sogno nel sogno”. Suggestivo.

Tra i campani, oltre a Max Rosolino grondante di medaglie (58 volte sul podio del nuoto agli Europei, ai Mondiali e alle Olimpiadi), spicca il tennista di Cervinara Potito Starace (1,87 e 27 anni); Lello Leonardo (1,90 e 35 anni), il canottiere infinito alla quinta Olimpiade; il peso massimo di Marcianise Clemente Russo (1,80 e 26 anni), poliziotto di carriera; Pinuccio Maddaloni (1,72 e 32 anni) la “stella” dello judo; lo sciabolatore Luigi Tarantino (1,87 e 36 anni) con Gioia Marzocco (1,70 e 29 anni) sciabolatrice posillipina; la cavese Antonietta Di Martino (1,69 e 30 anni) regina dell’alto; la poderosa Assunta Legnante (1,87 e 30 anni), la Maciste del getto del peso); il colosso della pallanuoto Fabrizio Buonocore (1,86 e 31 anni) recuperato dopo l’operazione a una spalla; e il nonno di tutti, il casertano Ennio Falco (1,66 e 40 anni) alla quarta Olimpiade nel tiro al piattello.

Curioso nel salto in alto il confronto fra la Di Martino e la campionessa del mondo Blanka Vlasic (1,92 e 24 anni). La saltatrice campana rende alla croata 24 centimetri in altezza e sei anni.

I signorini del calcio, con un super Giovinco, hanno anticipato l’apertura dei Giochi con la vittoria sull’Honduras (3-0). Sono accreditati di una medaglia di bronzo dopo l’Argentina (con Messi e Lavezzi) e il Brasile (con Ronaldinho e Pato).

Italiani già in gara sabato 9 agosto. Impegnativo debutto della pallavoliste contro la Russia campione del mondo. Paolo Bettini (1,69 e 34 anni) a caccia della conferma dell’oro di Atene nella prova su strada di ciclismo. In pedana la Marzocco, Magliaro nei pesi e Valentina Turisini nel tiro. In piscina Marin, Rosolino e la Filippi. Saranno assegnate le prime medaglie d’oro nel ciclismo, nei pesi, nello judo, nel tiro a segno e nella scherma (sciabola). 

8/8/2008
  
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