Calcio
Torna alla ricerca
Costruire anche sulle sconfitte
di Andrea Bello e Pierluigi Capuano
Cinque sconfitte su dodici partite. Il Napoli spettacolare, che piace ai tifosi e agli appassionati di calcio deve fare i conti anche con i numeri, che brillano un po’ meno rispetto a qualche settimana fa.

Il paragone con il campionato scorso non sarebbe in realtà opportuno vista la differenza tra A e B, eppure qualche statistica con termine di paragone la passata stagione serve ad evidenziare i contorni della nuova squadra.

Il primo capitolo riguarda la difesa. Dopo dodici giornate del torneo di B aveva subito solo otto reti, equamente divise tra casa e trasferta. Oggi Iezzo e Gianello sono stati battuti già quindici volte e il Napoli è la decima difesa del torneo.

Il discorso, però, diventa positivo quando si guarda all’attacco. L’anno scorso il Napoli aveva segnato tredici reti in dodici partite, ora è a quota diciannove. Dei tredici gol del 2006/2007 ben otto portavano la firma di attaccanti (5 Calaiò e 3 Bucchi).
Lo stravolgimento tecnico di quest’anno è, invece, proprio nel peso che centrocampo e difesa azzurro assicurano in termini di goal fatti. Ben nove, quasi il 50% del totale.

La difficoltà del nuovo campionato e probabilmente l’assillo di non dover fare punti a tutti i costi hanno inciso sul numero di sconfitte sul totale partite, che è piuttosto alto rispetto agli ultimi due anni. Cinque su dodici attualmente, mentre in serie B furono cinque in tutto l’anno e in C1 addirittura quattro.

Cinque sconfitte, come la Sampdoria di Mazzarri, la Lazio di Delio Rossi, ma anche come il Siena (esonerato Mandorlini) e la Reggina (in serie positiva solo dopo l’arrivo di Ulivieri) ed una soltanto in meno del Cagliari, che proprio ieri ha esonerato Giampaolo dopo avergli fatto firmare un contratto triennale.
Il Napoli-2007/08 ha, infatti, finora lasciato i tre punti al Cagliari ed al Genoa, in casa, ed all’Inter, alla Fiorentina ed al Palermo, in trasferta.

Ma questo Napoli, come detto, non deve vincere per forza. Tornato in serie A deve costruire e, forse, come ha dichiarato lo stesso difensore azzurro Paolo Cannavaro in settimana, ora è preferibile una squadra che gioca bene e che possa trarre dalla battute d’arresto il massimo beneficio d’esperienza in serie A.
13/11/2007
RICERCA ARTICOLI