Calcio
Il gioco c'è, manca la velocità
di Mimmo Carratelli (da: Il Mattino dell' 11.08.2017)
Notte di stelle poco filanti a Fuorigrotta, stelle azzurre poco brillanti, nella notte di San Lorenzo e nell’amichevole contro l’Espanyol, tutto arricciato in difesa, e tranquilla vittoria del Napoli (2-0), non ancora prontissimo, ma padrone del gioco.

Con una esemplare punizione dal limite, Mertens ha sbloccato la partita nel primo tempo. Di testa, su corner, Albiol ha raddoppiato nella ripresa. Proprio il difensore spagnolo è stato tra i migliori.

Jorginho sarà un centromediano metodista, come dice Ventura, ma ha pochi rivali nel suo ruolo. La semplicità delle sue giocate è straordinaria. Quando è entrato Ounas, subito un gran “numero” e un palo.

L’avvicinamento al preliminare Champions contro il Nizza è ancora lento. Gli automatismi ci sono, la velocità no. Da bordocampo Sarri ha chiesto più ritmo, ma si è giocato nel caldo dei 30 gradi e l’umidità a Fuorigrotta era notevole.

L’Espanyol fa poco per lo spettacolo schierandosi a difesa (4-5-1). Linee serrate, spazi ristretti. Non sembra neanche un amichevole. La squadra catalana vuole portare a casa una sconfitta dignitosa.

Il Napoli entra in formazione-tipo, solo Maggio al posto di Hysaj. Il gioco “a memoria” funziona dai primi minuti, ma la condizione non è brillante. Le gambe sono ancora frenate dai carichi di lavoro.

C’è la padronanza della manovra, c’è il palleggio elegante e ripetuto, c’è una buona disposizione in campo, manca l’incisività. Solita gran mole di gioco, concretezza non ancora esaltante. Le energie non sono ancora a punto.

Il Napoli elettrizzante si spegne dopo una decina di minuti. La squadra frena, soddisfatta del possesso-palla (Sarri no).

Il calo degli azzurri è evidente nella ripresa quando inizialmente cedono campo agli spagnoli e Sarri provvede alle prime sostituzioni (quattro).

Contro il Nizza sarà un’altra storia e, si spera, un altro Napoli, con gambe migliori.

Sarri ha preparato a dovere soprattutto il campo. Erba rasata (1,8 centimetri) e terreno annaffiato per il gioco veloce del Napoli.

Nello stadio d’agosto semivuoto, si percepiva il toc-toc continuo del pallone calciato di prima dagli azzurri. Era una bella musica, trascinante nei primi dieci minuti.

Gli applausi a Reina e quelli a Insigne dopo un pallone calciato male confermano l’attesa appassionata dei tifosi in questa stagione di grandi promesse. Ma non c’è ancora il vero Napoli.

Qualcuno non ha gradito la scarsa “presenza” azzurra al baraccone del calciomercato. Ma squadra “perfetta” non si cambia. Questa è stata la “filosofia” per un’altra stagione ad alto livello.

Diverse erano le esigenze di altri club che hanno fatto fuochi di artificio.

L’Italia, con 704 milioni investiti in nuovi acquisti, è al secondo posto per spesa tra i maggiori campionati europei dietro l’Inghilterra e davanti alla Francia (nonostante il botto del Paris Saint Germain) e alla Germania. I club italiani hanno speso il doppio di quelli spagnoli.

Il Napoli è la società che ha speso di meno, anzi pochissimo (16 milioni per Ounas). Il Milan, che si è letteralmente rifondato, ha investito 220 milioni, la Juventus 184 per attrezzarsi meglio per la Champions, l’Inter 108, la Roma 62.

È evidente che l’organico di queste squadre andava potenziato. Il Napoli è rimasto alla finestra avendo già una formazione collaudata e una “rosa” soddisfacente, almeno per le alternative in attacco e centrocampo. Non si è voluto intaccare il perfetto profilo della squadra al terzo anno sotto la direzione di Sarri.

La stagione dirà se manca ancora qualcosa al Napoli per andare più su.

Ora è indispensabile superare l’ostacolo Nizza per agguantare i gironi della Champions. Prestigio e danaro per andare avanti.

Il Napoli è tra i pochi club virtuosi in Europa, niente debiti, conti in ordine, squadra competitiva e apprezzata per il suo gioco. È una condizione magnifica.

Si sono concluse le amichevoli (sei di livello). Fra cinque giorni, in anticipo sul campionato, contro il Nizza si gioca per vincere.

Il Napoli è stato indicato tra i protagonisti della stagione, da molti come l’anti-Juve. Gli “indici” del calciomercato potrebbero avere un valore relativo.

E c’è un “patto” di fede e di entusiasmo tra gli azzurri per non tradire le attese e i giudizi altamente positivi.
11/8/2017
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