La favola di Maradona
La sua storia a puntate – 105
di Mimmo Carratelli
Sepp Blatter, segretario generale della Fifa, c’è rimasto male per il premio che ti ha dato “France Football”. L’acido e scaltro colonnello svizzero protesta: “Non era il momento più opportuno, Maradona è squalificato”. I francesi se ne infischiano e replicano: “Maradona è un genio”. Tiè, Seppe Blatter.

Cominci l’avventura col Racing di Avellaneda, società gloriosa ma che lotta per non retrocedere. Come il Mandiyù. Un’altra impresa ardua, pibe. Ti piace allenare, ma il club non ha soldi e non ottieni i rinforzi che chiedi. Il presidente Juan De Stéfano è un uomo corretto col portafogli vuoto. Alleni con un pensiero fisso: c’è una vera e propria mafia da combattere, le grandi squadre sono superprotette.

Stavolta resisti quattro mesi. E sono quattro mesi che ti prendono tutte le energie, pibe. Ti viene il dubbio che la squadra perda a causa tua, che ce l’abbiano proprio con te. Suvvia, Diego, non mollare.

Mollasti dopo undici partite: due vittorie, sei pareggi e tre sconfitte. Meglio che col Mandiyù. Ma ti passa la voglia. Anche perché De Stéfano non viene rieletto presidente e avevi detto: “Starò al Racing finché ci sarà De Stéfano”.

Ma può un artista insegnare solamente e non dare sfogo alla sua arte? Questo è il punto, Diego. Ti mancano le partite da giocare in prima persona, ti manca il pallone con cui fare le tue magie, ti mancano i gol d’abilità e di astuzia che hanno incantato il mondo.

Ti arriva un invito imprevisto e incredibile. Dal Brasile. E’ Pelè che ti chiama per allenare il Santos e, quando la tua squalifica finirà, per giocare. Pelè, il grande rivale. Pelè che ha saputo manovrare col potere ed è magnificamente a galla. Pelè che tutti pensavamo non ti sopportasse, così diverso da te.

Parti per San Paolo con grande meraviglia, ospite in una delle tante case di ‘o rey. E’ un incontro piacevole. Parlate di football e di tante altre cose, anche di un progetto per aiutare i bambini di strada argentini e brasiliani. Pelè ha un’azienda avviatissima, la Pelè Sports Marketing. Ti offre una prospettiva concreta.

Ma tu pensi al Boca. Prendi tempo e quando torni a Buenos Aires è sul Boca che ti informi. Non ha soldi e al presidente Antonio Alegre non piace la doppia soluzione allenatore-giocatore. E c’è la squalifica che finirà il 15 settembre 1995.

Però qualcosa si muove. Coppola e l’avvocato Bolotnicoff, il tuo legale, studiano un progetto con quelli del Boca. Possono intervenire gli sponsor, si possono organizzare amichevoli in Giappone, Corea, Cina dove sei popolarissimo e sono disposti a pagare per vederti giocare.

Ci pensi molto a tornare a giocare. Ti alleni su un campetto dell’Adidas e la buona notizia è che un ricco imprenditore, Eduardo Eurnekian, vuole investire soldi sul tuo ritorno. Un’apposita società organizzerà le tournèe del Boca. Gli asiatici promettono un milione di dollari a partita se scenderai in campo. Non riesce il tentativo presso la Fifa perché ti riducano la squalifica. Ma ormai la faccenda col Boca sta per concretizzarsi. Vai a vedere le partite della tua squadra del cuore, entri nello spogliatoio, ti senti già uno di loro.

Rinunci al progetto con Pelè e ‘o rey ti invia un fax molto simpatico. Tra le altre cose, scrive: “Diego continua a essere il migliore giocatore in attività e il suo football originale e creativo continuerà per molto tempo a deliziare tutti quanti come me amano il calcio”.

Vai su di giri, Diego. E’ un momento felice. I complimenti di Pelè, il Boca ormai vicino, vicinissimo. Firmi un contratto a rendimento. Vuoi metterti alla prova e non ingannare nessuno. Scrivi nel tuo diario: “Ho paura di svegliarmi e di accorgermi che è tutto un sogno”.

Il Boca Juniors ingaggia Caniggia. Fa sul serio. Tu e Caniggia insieme, una coppia che farà ammattire i tifosi gialloblu. Ci sono 15 milioni di dollari investiti nella straordinaria avventura. Ma bisogna aspettare il 15 settembre quando finirà la squalifica.

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12/7/2005