La favola di Maradona
La sua storia a puntate – 53
di Mimmo Carratelli
Hai bisogno di riposo, Diego. Su questo non c’è dubbio. Hai diritto a una lunga vacanza. Ma perché non concordarla col Napoli? Il regolamento prevede che un calciatore ha diritto a quattro settimane di riposo dopo l’ultima partita giocata. Potrebbe essere una storia semplice, invece diventa un casino.

Tu hai giocato l‘ultima partita il 14 luglio in Brasile per la Coppa America. Sarebbe regolare che tu tornassi in Italia il 14 agosto. Ma il Napoli preme per averti prima perché il campionato 1989-90 comincerà con molto anticipo, il 27 agosto.

Comincia una stupida guerra. Ci metti del tuo perché Coppola fa sapere al Napoli che tornerai il 3 agosto e che, prima di aggregarti alla squadra, vuoi andare a Merano da Chenot per un periodo di disintossicazione.

Tutto okay? Per niente. La squadra azzurra è in ritiro a Madonna di Campiglio, ma tu il 3 agosto non parti. Bigon deve fare a meno anche di Alemao e Careca impegnati nelle qualificazioni mondiali del Brasile. Ti viene accordato di tornare il 5 agosto: il giorno 4 è il compleanno di mamma Tota e vuoi festeggiarlo con lei, non ti capita di farlo da quattro anni. Umanamente comprensibile.

Bene, andiamo avanti. E le vacanze? Perché fai sapere che torni, mentre hai diritto alle quattro settimane di riposo? Il Napoli sbandiera il rinnovo del contratto e le clausole degli impegni che hai sottoscritto. Tra equivoci, diritti e doveri si consuma una storia deplorevole.

Nessun ritorno il 5 agosto. Ora si viene a sapere che tornerai il giorno 13. Moggi fa il duro: “Siamo stufi. Ho cercato di mettermi in contatto con Diego una diecina di volte. Ho parlato solo con Claudia che non ha saputo dirmi niente”. Tu replichi: “Ho diritto a un mese di ferie, rientrerò a metà agosto”.

I messaggi corrono attraverso i giornali e i dispacci delle agenzie di stampa. Nessun contatto diretto fra te e il Napoli. E’ questo che non va e acuisce i contrasti, le pretese e le ripicche. Ma veramente il Napoli ti minaccia di rescindere il contratto rinnovato a giugno? Per colpa tua? E’ solo una “pressione” per ammansirti. Figuriamoci!

Viene fuori un mezzo accordo. Il Napoli ti concede le vacanze in Argentina, rientrerai a Ferragosto e, in Italia, si deciderà il periodo di cura a Merano. Da Madonna di Campiglio, solo i giocatori riescono parlare direttamente con te.

Dove vai in vacanza, pibe? Sei incerto. Con Valdano in Polinesia? Oppure a Cuba da Fidel? Intanto, Valdano va per conto suo a Santo Domingo. Decidi di andare in montagna, sulle vette mondane dell’Argentina, a Las Lenas. Aria salubre, ti farà bene, con Claudia e le due bambine, Dalmita e Yanina.

Il “caso” sembra chiuso. Ma c’è un’altra tua richiesta. Torni in Italia il 16 agosto, bene, è già concordato, ma vuoi fermarti a Merano nella clinica di Chenot dal 17 al 27. In pratica, ti metteresti a disposizione di Bigon il 28 agosto, cioè il giorno dopo la prima partita di campionato Ascoli-Napoli. Va bene?

Non va tanto bene. Il Napoli fa sapere: niente Chenot, Maradona deve mettersi subito a disposizione di Bigon il 16 agosto. Altre incomprensioni.

Risultato: non ti vediamo tornare il 16 agosto. Fai sapere: “A Napoli possono dire quello che vogliono, ritornerò solo dopo l’inizio del campionato”. Ferlaino minaccia di deferirti alla Commissione disciplinare. E’ di nuovo guerra. Un po’ provochi: “So essere più capriccioso del Napoli”. Replica della società azzurra: “Aspetteremo sino a un limite di decenza”.

Il limite? La decenza? E’ andato tutto a farsi benedire. Vacilla la tua popolarità a Napoli? Vacilla, Diego.

Improvvisamente, segnali di pace. “Sto bene col Napoli e Bigon è una persona straordinaria”.

Scendi dalle nevi di Las Lenas e vai a pescare a Corrientes come ai bei tempi con papà Chitoro. I giorni passano. Dovresti tornare il 20 agosto. Rimani in Argentina. Il Napoli vorrebbe deferirti alla Fifa e il segretario Blatter fa sapere che potresti essere escluso dal prossimo Mondiale se non definirai correttamente il tuo rapporto col Napoli.

Ti vediamo in tv da Buenos Aires. Hai una barba folta e i baffi da gaucho. E’ il 27 agosto, comincia il campionato. Un Napoli tutto italiano, senza stranieri, gioca ad Ascoli. Vinciamo 1-0 con un gol di Crippa. Formazione: Giuliani; Ferrara, Francini; Crippa, Baroni, Renica; Fusi, De Napoli, Zola, Mauro, Carnevale.

Continua

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24/11/2004